La linea di confine

Cambio di rotta in casa Juve: dall'anno di transizione all'obbligo di vincere sempre e comunque. Ma dove si trova quest'anno la linea di confine oltre la quale sarebbe corretto parlare di fallimento?

La linea di confine
La linea di confine

La stagione della Juventus continua ad assumere dei contorni sempre più instabili o quantomeno singolari. Se l'obbietivo di un club così prestigioso non può che essere la vittoria sempre e comunque, almeno in Italia, all'interno della Società le idee non sembrano essere altrettanto chiare.

Dopo le cessioni di Pirlo e Tevez qualche segnale sotto questo punto di vista l'avevamo già notato. Per quanto riguarda il percorso di crescita in Europa, era stato molto chiaro Andrea Agnelli già durante la conferenza stampa organizzata a seguito della finale di Champions League. Il presidente aveva avvertito i tifosi, sottolineando come dare quasi per scontato il raggiungimento della finale europea del 2016 fosse un'idea azzardata o perlomeno fin troppo ottimistica.

Una certa cautela era trapelata anche dalle dichiarazioni del dg Beppe Marotta, che aveva da subito parlato di "anno di transizione", facendo riferimento anche all'obiettivo scudetto, con Massimiliano Allegri che a sua volta aveva rimarcato questa stessa linea di pensiero in varie occasioni.

Tuttavia, negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un vero e proprio cambio di rotta. Una volta terminato il calciomercato, Beppe Marotta, forse anche condizionato dalla pessima partenza dei bianconeri in campionato, ha voluto dare uno scossonne all'ambiente: non esiste un anno di transizione, l'obiettivo rimane quello di vincere, soprattutto in Italia. Anche perchè la rosa è completa e costruita per vincere. Da quel momento, anche Allegri ha fatto dietrofront, spalleggiando la nuova posizione societaria.

Ma qual è allora la linea di confine oltre la quale vi è il fallimento? Cosa si aspettano davvero i tifosi bianconeri? La risposta non è semplice, ma potremmo fare alcuni ragionamenti per arrivare a delle conclusioni.

Per quanto riguarda la Champions League, la Juventus ha come obiettivo minimo quello di superare il girone. Un girone tutt'altro che semplice. In ogni caso, i bianconeri non possono di certo lasciarsi intimorire da squadre come SivigliaMönchengladbach e hanno tutto il potenziale necessario per superare il girone senza troppi problemi. Purtroppo, giunti alla fase ad eliminazione diretta, la sorte gioca sempre un ruolo fondamentale. Un club come la Juventus, visti anche i risultati della scorsa stagione, avrebbe quantomeno l'obiettivo di confermarsi fra le prime otto d'Europa, ma nel caso in cui dovesse incontrare agli ottavi squadre come BarcellonaBayern Monaco, giusto per fare due esempi, nessuno potrebbe recriminare più di tanto in caso di eliminazione.

Ragionando invece sul campionato, la Juventus ha senza dubbio una rosa competitiva che permette di puntare all'ennesima conquista dello scudetto. Purtroppo, le statistiche sfavorevoli e la voglia delle dirette concorrenti di evitare il ruolo di spettatrici inermi anche in questa stagione, sono dei fattori che non possono essere ignorati e che rendono l'impresa ancora più dura.

Difficile prevedere la reazione dei tifosi in caso di mancata vittoria del campionato. E' probabile che la tifoseria bianconera si possa dividere fra i delusi e i più comprensivi, ovviamente tenendo in considerazione alcune variabili che possono influenzarne il giudizio, come ad esempio il livello di gioco espresso.

Una cosa però è certa: i tifosi si aspettano che la Juventus lotti fino all'ultimo per la conquista dello scudetto. Inoltre, è altrettanto sicuro che, nell'ipotetico caso in cui si dovesse vedere una squadra tagliata fuori dalla corsa al titolo prima del dovuto, l'ambiente bianconero non giustificherebbe in alcun modo Società ed allenatore.