Crisi Juve: ecco perchè le colpe vanno divise tra dirigenza e allenatore

Questa Juventus paga dei gravi errori di "progettazione", ma Allegri aveva già capito da tempo il rischio flop. E se in Champions la squadra ingrana...

Crisi Juve: ecco perchè le colpe vanno divise tra dirigenza e allenatore
Crisi Juve: ecco perchè le colpe vanno divise

La Juventus continua ad attraversare un periodo nerissimo, di risultati e non solo (nonostante le "buone prestazioni" di cui parla Allegri). Ed è davvero triste dover sentire ogni volta il solito elenco di scuse da parte di Marotta o da parte del tecnico bianconero: "abbiamo cambiato 10 giocatori su 24" (cosa che ha datto anche l'Inter, e anche la Fiorentina ha cambiato molto, per esempio), "siamo sfortunati", "per ora gira così e al primo tiro prendiamo gol", ed altre frasi diventate francamente ripetitive e fastidiose, fatta eccezione per una frase di Allegri che ebbe il coraggio di assumersi le responsabilità dopo la pessima prestazione sfoderata contro la Roma.

Se la Juventus sta vivendo questa situazione è evidente che qualcuno deve aver commesso degli errori. E la verità è che gli errori vanno divisi fra dirigenza e allenatore, nonostante da parte di Marotta non sia mai uscito un umile "mea culpa". Cerchiamo di capire quali sono le vere cause di questa crisi, partendo da quelle più importanti che, per forza di cose, scatenano tanti altri fattori negativi.

La colpa più grande e la vera causa di tutte queste difficoltà è senza dubbio il mercato svolto da Marotta durante l'estate. E attenzione, qui non si parla di Draxler o non Draxler, si tratta di un discorso molto più generale. Al di là di una pessima gestione delle cessioni, in cui non voglio entrare nel dettaglio, Marotta è stato in grado di delapidare un patrimonio per costruire una squadra incompleta e senza punti di riferimento. Questo è il primo grande problema della Juventus. E' una squadra che costruita per poter fare 4-5 moduli diversi, tutti male. Può fare il 4-3-1-2 senza un vero trequartista, può fare il 4-3-3 senza una forte ala sinistra (e senza ricambi), può fare il 3-5-2 senza regista, e così via. Alla luce di tutto ciò, non si riesce proprio a capire di cosa potesse vantarsi Marotta a fine mercato, quando sottolineava la grande duttilità di questa squadra. Conoscete per caso una grande squadra che utilizza 4-5 moduli diversi? No. Una squadra viene costruita per poter fare bene 1-2 moduli al massimo, non per poterne fare male 4-5. Ecco, questo è ciò che viene fuori dalla campagna acquisti di Marotta (senza voler entrare nello specifico delle trattative). Il tutto spendendo circa un patrimonio di 120 milioni.

Andiamo ora a Massimiliano Allegri. La prima vera grande colpa di Allegri, che si lega inevitabilmente al punto precedente, è la sua filosofia filoaziendalista: non mettere mai bocca nelle vicende di mercato e accontentarsi di quello che passa il convento. Nulla di più sbagliato, sopratutto quanto ci si trova in una grande società. Se un allenatore ha in mente un preciso progetto tattico, è bene che ne parli con la dirigenza e che sia estremamente chiaro a tal proposito: se non c'è nessuna condivisione di idee e di progetti sarebbe opportuno dimettersi in anticipo per evitare pericolosi disastri. Proprio quello che fece Conte (a torto o a ragione, questo non importa, anche perchè è sempre facile parlare con il senno di poi..). La prova più lampante di tutto ciò è la vicenda Coman, forse il più grande equivoco della premiata ditta Marotta-Allegri. E' molto probabile che Allegri in quel preciso momento stesse ancora aspettando il grande trequartista da lui richiesto a gennaio e che quindi, anche per questa ragione, abbia accettato senza fiatare la cessione del francese (autore, fino a questo momento, solo di ottime prestazioni con la maglia del Bayern, schierato da esterno del 3-5-2 o da trequartista esterno nel 4-2-3-1). Possibile che dirigenza e allenatore non abbiano voluto parlarsi chiaramente già in quell'occasione? Se l'idea della società era quella di puntare su Cuadrado, che senso ha avuto cedere Coman? Di cosa staremmo parlando se già allora si fosse stabilito di giocare con il 4-3-3? Invece oggi ci si ritrova con una squadra a cui manca sempre un giocatore: o il grande trequartista bravo tra le linee che chiedeva Allegri e che Marotta non ha saputo portare a Torino, o un Coman versione ala sinistra che avrebbe reso possibile l'uso di un vero 4-3-3 offensivo ma bilanciato (sempre che Allegri si fosse finalmente deciso a schierare Coman nel suo ruolo migliore, e non dentro l'area di rigore). Inoltre, l'allenatore bianconero aveva già capito benissimo quali potevano essere i rischi di una situazione di tale confusione, e lo si evince dalle sue dichiarazioni durante l'estate, quando non faceva altro che parlare di anno di transizione, e di tempo per far crescere i giovani, cambiando strategia comunicativa soltanto dopo essere stato sollecitato da Marotta a seguito della prima sconfitta in campionato contro l'Udinese. Insomma, è evidente che tra società ed allenatore non ci sia stata una vera condivisione di intenti e di idee, una situazione ben nascosta anche grazie alla filosofia allegriana di tacere sempre e comunque. E oggi è la Juventus a pagare per tale superficialità.

A questo si somma la famosa preparazione fisica, svolta male e frettolosamente, che non ha fatto altro che decimare la squadra. Da chi è arrivato l'input? E' stato un ordine della società o una scelta del tecnico e del suo staff? Poco importa, perchè se uno staff preparato è in grado di calcolare i rischi, non mette in atto una preparazione del genere, né tantomeno se la fa imporre dalla società, informandola dei probabili effetti dannosi che questa potrebbe comportare. E il tutto per cosa? Per battere una pessima Lazio e vincere una Supercoppa in Cina di cui, parliamoci chiaramente, non fregava niente a nessuno, senza contare che Juventus e Lazio ancora non hanno neanche ricevuto i soldi pattuiti per l'organizzazione della partita dall'altra parte del mondo. E dove saremmo oggi senza tutti gli infortuni muscolari derivati da questa scelta pessima? Sicuramente avremmo avuto meno difficoltà nel nostro inizio di campionato e oggi forse non saremmo così in crisi di risultati e di gioco.

Ovviamente, da questi tre grandi errori che riguardano le vicende di mercato, vale a dire l'operato di Marotta e il silenzio di Allegri, e una preparazione sconsiderata, derivano tutta una serie di problemi attuali a cui il tecnico toscano non riesce evidentemente a porre rimedio. 

Non è un caso che Allegri abbia cambiato circa dieci volte modulo nell'arco di sei partite. Non è un caso se siamo praticamente ad ottobre e ancora nessuno ha capito come deve giocare questa squadra, chi sono i titolari e con quale modulo vanno messi in campo. Anche in questo caso: un allenatore davvero bravo probabilmente avrebbe risolto prima il problema, ma va detto che chiunque si troverebbe in difficoltà in questa situazione.

Infine, la questione dell'atteggiamento. E' evidente che questa squadra spesso scende in campo con un atteggiamento sbagliato. E qui è chiaro che non si può imputare nulla a Marotta. Da questo punto di vista, non si capisce quali effetti positivi dovrebbe portare la strategia comunicativa di Allegri, che si mostra sempre tranquillo, sereno, sorridente, quasi felice, e difende sempre i suoi giocatori i quali, a detta del tecnico, hanno sempre fatto delle "buone prestazioni" dall'inizio del campionato. E a questo proposito non so se sia un caso quello che è successo a Manchester, con una squadra che scende in campo cattiva, concentrata, concreta sotto porta. Lo vedremo fra pochi giorni contro il Siviglia se si è trattato di una semplice coincidenza. Tuttavia, nel caso di un'altra buona prestazione in Champions, si concretizzerebbe quella che era una peculiarità del Milan di Allegri, a cui il tecnico era riuscito a dare un atteggiamento vincente in Europa (almeno fino agli scontri diretti con le big d'Europa come il Barcellona), mentre in campionato la situazione precipitava senza che l'allenatore riuscisse a porvi rimedio. E' chiaro che, se dovesse succedere così anche con la Juventus, sapremmo benissimo quanto ci colpi l'allenatore e quanto sia colpa del caso.

Ad ogni modo, da quest'analisi di può capire benissimo perchè delle responsabilità oggettive esistano e perchè queste vadano divise fra la dirigenza e il tecnico bianconero. Le percentuali siete liberi di deciderle voi. Io, personalmente, nonostante ritenga che Allegri ci stia mettendo del suo, attribuisco gli errori più gravi a Beppe Marotta e alla sua gestione del mercato.