Allegri: "La partita di domani sera non è da dentro o fuori"

Le parole del tecnico bianconero alla vigilia di Inter - Juventus.

Allegri: "La partita di domani sera non è da dentro o fuori"
Massimiliano Alllegri, 48 anni

Allegri, alla vigilia del match contro l’Inter di domani sera, fa il punto della situazione in casa Juve e chiarisce che la partita non è da dentro o fuori. Una partita molto importante per le sorti della squadra bianconera, che dopo aver quasi archiviato il discorso qualificazione in Champions League, mette nel mirino la squadra di Mancini per tornare a contatto con le prime posizioni anche in campionato.

Non è decisiva, perché mancheranno ancora 30 gare con 90 punti a disposizione, ma sicuramente rappresenta un primo crocevia molto importante della stagione stessa. Queste le parole di Allegri, che oltre ad analizzare la valenza del match in sé, ha parlato anche delle condizioni dei giocatori a disposizione. 

Partita da dentro o fuori?

"Non è una partita da dentro o fuori. Bisogna essere realisti ora. Il nostro obiettivo è arrivare a marzo e essere in lotta per lo scudetto. Domani non è una partita decisiva per lo scudetto, noi siamo indietro ma una vittoria di domani non cambierebbe nulla. Per recuperare bisogna dare continuità di risultati. A marzo dovremo essere in lotta per lo scudetto e dobbiamo arrivarci nelle migliori condizioni".

Sulla formazione.

"Non posso darvela perché neanche io la so. Devo valutare la condizione di tutti. Ci sono nazionali che non hanno recuperato bene anche se tutti hanno lavorato con la squadra".

Tutti dicono che la Juve è favorita per lo scudetto. E' vero?

"Garcia sta facendo l'opposto dell'anno scorso. Mancini cerca giustamente di togliere pressione all'Inter, ma la classifica in questo momento dice che l'Inter sia la favorita. La Roma è la seconda favorita, il Napoli è la terza favorita per lo scudetto, poi c'è il Milan e poi ci siamo noi. La Fiorentina sta facendo un ottimo campionato ma non credo possa lottare per la vittoria finale".

Sui problemi della squadra.

"Tutte le annate non sono uguali. Quest'anno abbiamo cambiato tanti giocatori, abbiamo avuto tanti problemi e domani per la prima volta ho più o meno quasi tutti i giocatori a disposizione. E' normale però che avere tutti i giocatori a disposizione è un conto, poi però c'è un dislivello di condizione fisica tra quelli che hanno giocato più partite e quelli che non hanno giocato. Vedi Marchisio, che domani sicuramente rientrerà, però non ha fatto neanche una partita di campionato, anzi, 40 minuti col Chievo; Khedira ha giocato una partita, Mandzukic ha giocato due partite. E siamo al 20 ottobre. Dobbiamo avere pazienza e soprattutto essere consapevoli che bisogna dare continuità ai risultati perché il campionato è lungo. E soprattutto tutti devono ritornare ad avere una condizione accettabile".

Su Marchisio e sull'equilibrio di squadra.

"Innanzitutto vedendo i numeri bisogna cercare di prendere meno gol, perché in rapporto alle occasioni subite, abbiamo preso troppi gol. Non è questione di equilibrio, è questione di caratteristiche di giocatori. In questo momento non abbiamo terzini destri di ruolo, quindi bisogna giocare con un sistema di gioco diverso. In questo momento il terzino destro lo può fare Padoin o eventualmente Sturaro. Marchisio sta bene e domani credo che rientrerà. Dico credo perché oggi c'è l'allenamento".

Ha parlato di dislivello di preparazione. Ci vorrà troppo tempo rispetto al previsto per recuperare?

"Chi è rientrato, troverà la condizione giocando e allenandosi di nuovo con la squadra. Abbiamo un mese importante tra campionato e Champions, dove stiamo di nuovo tutti insieme, abbiamo una partita ogni tre giorni, ci sarà tempo per rifiatare e per giocare, è normale quindi che un po' di tempo ci vuole. Però bisogna essere bravi a far coincidere il tempo con i risultati e con il gioco".

Chi teme dell'Inter?

"Temo no, rispetto sì, perché l'Inter sta dimostrando di essere un'ottima squadra, con dei grandi giocatori, allestita per vincere il campionato. Domani sera credo sia una partita bellissima da giocare. Ripeto, è il derby d'Italia,​ si gioca davanti a 80mila spettatori, più tutti quelli che la guardano in televisione in tutto il mondo, quindi credo sia uno stimolo importante a fare bene. Quindi bisogna giocare una partita bella, giusta, sotto l'aspetto tecnico. Domani non si può andare a Milano e giocare male tecnicamente".

Sugli infortunati al rientro, come Pogba e Morata.

"Di questi due, oggi valutiamo, però quella di Pogba è stata una distorsione alla caviglia, niente di che. Gli infortuni sono problematici quando sono muscolari. Morata ha fatto gran parte degli allenamenti con la squadra, vedremo".

Quanto è diversa la Juventus completa rispetto a quella vista prima della sosta?

"Abbiamo punti di ritardo non perché sono mancati i giocatori, ma perché abbiamo sbagliato in certi momenti delle partite, indipendentemente da alcune cose che sono andate male. Però non dovevamo avere 8 punti, bisognava avere minimo 4 punti in più. Per quanto riguarda quanto migliorerà la Juventus, posso sicuramente dire che il fatto di avere tutti a disposizione mi aiuterà nelle valutazioni e nelle scelte, nel creare concorrenza all'interno della squadra e questa è un'altra cosa molto importante e soprattutto mi consentirà di far rifiatare i giocatori che hanno giocato di più. Non scordiamoci che i giocatori che sono andati in Nazionale non hanno fatto neanche un giorno di riposo, quindi è praticamente dal 30 agosto, anzi dal 23 agosto, che giocano ininterrottamente senza neanche un giorno di riposo. Avere tutti a disposizione mi consente di poter dare riposo a chi ha giocato di più, anche perché mercoledì poi abbiamo un'altra partita importante, poi ne abbiamo un'altra domenica, un'altra mercoledì, in un mese giochiamo una volta ogni tre giorni e pensare che gli stessi undici possano affrontare sette partite di grande livello, di grande intensità, è praticamente impossibile".