Allegria!

La Juve continua a scalare posizioni, il tecnico comincia a prendersi le sue rivincite. E l'ambiente rema, forse, finalmente, tutto nella stessa direzione.

Allegria!
Allegria!

I mattoncini da mettere uno sopra l’altro, i centimetri da guadagnare ogni volta, un passo dopo l’altro, senza cercare di strafare. La Juventus edizione 2015/16 è finalmente ufficialmente presente per la corsa allo scudetto e si è definitivamente messa alle spalle l’inizio nero e difficile. In questo senso la vittoria con la Lazio rappresenta non solo un salto avanti in classifica, ma anche una conferma, perché arrivare allo scontro diretto con la Fiorentina (a Torino) con pochi punti di svantaggio e con l’eventuale possibilità di agganciarla o superarla vorrebbe dire molto.

Ieri sera si è ulteriormente visto come i bianconeri siano maturati come gruppo, come mentalità e come capacità di gestione della partita, vincendo senza due uomini chiave del centrocampo come Khedira e Pogba, sostituiti da Sturaro e Asamoah. E se il primo non è una sorpresa e nemmeno una notizia, non si può dire lo stesso per il secondo. Solo 13 presenze nell’ultimo anno e mezzo, un percorso di recupero difficilissimo e spesso ricco di ostacoli, con ricadute e riacutizzarsi del dolore. Ma dopo ieri sera possiamo ufficialmente dirlo: la Juve ha di nuovo il suo Asamoah, e nel ruolo di interno di centrocampo può fare grandissime cose.

Il Ghanese ha messo a disposizione tecnica e velocità e ha inoltre mostrato ottima intesa con chi si sta prendendo a suon di ottime prestazioni la maglia da titolare sulla fascia sinistra, ovvero Alex Sandro. I due hanno combinato molto bene, sono riusciti a mantenere le distanze e a lavorare con ordine anche in fase difensiva, mandando un messaggio a tutti. Ovviamente Pogba rientrerà dalla squalifica e tornerà titolare, ma quando dovrà riposare ci sarà un sostituto all’altezza, anche se potrebbe anche giocare da mezzo destro.

Alternative importanti in mezzo, visto che ci sono anche Lemina e Hernanes (da recuperare), così come ce ne sono in difesa e sulle ali, e ovviamente anche in attacco. Ma come si possono togliere dal campo due come Mandzukic e Dybala, che fanno registrare insieme l’ennesima grande prova e si dimostrano coppia-gol affiatata e funzionale? Allegri sta avendo il coraggio di lasciare in panchina Morata per il bene della squadra, anche se certamente tornerà utile nel corso dell’anno, così come Zaza. Intanto però serve continuità, e questo è il modo giusto per darla.

Il tecnico in quest’inizio di stagione si sta prendendo delle belle rivincite, in una situazione molto simile allo scorso anno. Inizio tra il malcontento generale, lo scorso anno inoltre immotivato dato che era fischiato ancor prima dell’inizio della stagione, poi man mano tutti a ricredersi vedendo i risultati. Erano in pochi a difenderlo a inizio stagione, in tanti, in troppi ad attaccarlo, scendendo da quel proverbiale carro, su cui ora si vuol risalire.

In realtà la Juve non gioca ancora un ottimo calcio, ma è cinica, spietata, vede la porta e non sbaglia tutti quei gol come accadeva a inizio stagione. Cinque vittorie di fila non si ottengono per caso, 430 minuti di imbattibilità in tutte le competizioni non arrivano per caso, anche l’aggancio alla Roma in campionato e il probabile primo posto nel girone di Champions non sono un caso.

 La partita di ieri sera con la Lazio è il frutto di un lavoro sulla mente dei giocatori da parte di Allegri, cominciato in Champions League all’Etihad, quando la Juve soffrì ma strappò il 2-1, proseguito a Moenchengladbach (1-1 in 10 uomini) e terminato ieri sera. Bianconeri in vantaggio nel primo tempo, poi gestione, ma difendendosi con ordine, senza rischiare mai troppo e concedendo conclusioni non pericolose.

In questo senso la BBC bianconera sta confermando tutto quanto mostrato gli scorsi anni, e Allegri si è affidato a loro per ricostruirsi le certezze anche in campionato. La squadra ha seguito i leader, ha remato nella stessa direzione, ed ora si rilancia per arrivare allo scudetto, che non sembra più così lontano. E lo fa con il sorriso e la fiducia dell’anno scorso.