Juventus 2015/16, il film della prima parte di stagione

Ripercorriamo in una sorta di chiave cinematografica le fasi salienti della prima parte di stagione 2015/16 della Juventus. Dal crollo alla crescita, con i supereroi dell'attacco a difesa dei colori bianconeri.

Juventus 2015/16, il film della prima parte di stagione
Juventus 2015/16, il film della stagione (primo tempo)

In principio era la Supercoppa Italiana, poi il crollo. Infine, la rinascita. Aspettando il lieto fine, o perlomeno, questo si augurano i tifosi. La trama del film della Juventus 2015/16 per ora è piuttosto intuitiva: l’armonia all’inizio, il caos nel mezzo, infine dei protagonisti che arrivano sulla scena, sistemano tutto quanto e riportano la pace interna. Un primo tempo diviso in 25 atti, tante sono le partite disputate dai bianconeri, con protagonisti costanti, alcuni partiti forte e poi scomparsi, altri rivelatisi alla lunga. Quasi come fosse un film Marvel o DC Comics.

Ovviamente, cominciamo con l’inizio. L’armonia di Agosto, quella data dalla vittoria in Supercoppa contro la Lazio, partita che si ricorderà più per le “particolari” inquadrature della regia cinese che per la spettacolarità. Succede poco, decidono Mandzukic e Dybala. Arriva il primo trofeo dell’annata, e ovviamente non c’è affatto preoccupazione riguardo a quanto potrebbe succedere di lì a poco.

I due protagonisti del primo atto, che si riveleranno i supereroi alla lunga, cominciano a scomparire, lasciando il passo alla carestia di punti e risultati che getta sull’orlo della crisi la Juventus. Massimiliano Allegri, il governatore di turno, comincia a mancare di lucidità e non riesce a trovare soluzioni tattiche adeguate. Sperimenta, ma il nemico comincia a prendere il sopravvento. La sconfitta in casa con l’Udinese, quella di Roma, il pareggio interno col Chievo. Ma il primo raggio di luce, spiraglio di una nuova alba e di un’armonia che potrebbe essere ritrovata di lì a poco, spunta in Inghilterra, a Manchester, quando ancora SuperMario Mandzukic e Morata ribaltano il risultato all’Etihad e regalano la vittoria per 2-1 sul campo del City.

Anche in campionato le cose cominciano a mettersi meglio, perché lo 0-2 in trasferta contro il Genoa è altro motivo di speranza, di sorrisi. Ma il peggio deve ancora arrivare. Nel giro di quattro giorni tutte le certezze ritrovate in campionato diventano polvere, null’altro. La carestia sembra tornare, specialmente quando Blanchard punisce allo Stadium: Juventus-Frosinone 1-1, solo a pensarlo fa quasi sorridere. Sconforto, poi arriva anche la lezione del San Paolo, un 2-1 senza appello. Risultato forse nemmeno così pesante, ma sul piano del gioco è una stangata durissima.

Dall’Europa però i bianconeri cominciano a ritrovare certezze, e incastrano la prima serie di cinque risultati utili consecutivi in stagione: le agevoli vittorie in casa contro Siviglia e Bologna, i due 0-0 contro Inter e Borussia Moenchengladbach, il 2-0 interno contro l’Atalanta. Segnali più che positivi, ma non ancora del tutto. L’ennesimo ribaltone è dietro l’angolo, arriva in settimana, in una sera di pioggia Emiliana. Una pioggia che spesso accompagna nei film alcune scene di disastri e catastrofi. Perché il Sassuolo vince meritatamente 1-0, e lo sconforto torna nei cuori e nelle menti dei tifosi della Juventus.

Tre giorni dopo, il derby. Un’avversaria difficile, in forma, galvanizzata dai risultati. Ma si gioca in casa. Quasi come un riferimento voluto, come una sorta di citazione, arriva un 2-1 che ricalca quasi in tutto e per tutto quello dell’anno scorso, con tanto di gol al 90+3’ di Cuadrado, che non sarà Pirlo (nemmeno come prodezza), ma porta comunque tre punti. La storia svolta totalmente. Cambia tutto, torna il sole. E il nemico, il supercattivo, comincia ad aver paura.

Il pareggio sul campo del Borussia Moenchengladbach per 1-1 riporta qualche paura, ma ci pensa SuperGigi Buffon a scacciarla, a suon di parate. Da lì, the rising: cinque vittorie in fila, quattro tenendo la porta inviolata, faticando ancora un po’ sul piano del gioco, ma comunque mandando un segnale forte, fortissimo a tutti. Empoli, Milan, Manchester City, Palermo e Lazio sono le vittime. La terza di queste, quella con il City, regala anche la qualificazione agli ottavi matematica. Ma soprattutto, ancora una volta, porta una firma indelebile, quella di SuperMario Mandzukic, che si erge a protagonista del film.

La sconfitta di Siviglia rappresenta un’altra frenata, una giornata nera in un mondo tornato comunque a respirare l’armonia dei giorni migliori, anche perché le vittorie contro Fiorentina e Torino sono prove di forza importanti. Fino a quando, all’ultima giornata, i bianconeri si ritrovano a un passo dalla vetta, ancora una volta se li carica sulle spalle Mario Mandzukic. Lui e il suo compagno, Paulo Dybala, sono come Batman e Robin. Il governatore si affida a loro per trovare l’ordine, e anche lui riesce a uscire dalla crisi, tornando leader. Gli altri seguono a ruota, la città torna a splendere. La città torna anche bianconera, con il sonoro 4-0 nel derby. E per ora, tutti vivono felici e contenti, vicinissimi alla vetta e coscienti della forza dei loro beniamini, con un secondo tempo tutto da vivere.