Carattere Juve, Lazio battuta e semifinale conquistata (0-1)

Basta una rete di Lichtsteiner per raggiungere l'Inter in semifinale: i bianconeri rischiano pochissimo e solo in apertura, gestiscono e sprecano anche qualcosa di troppo.

Carattere Juve, Lazio battuta e semifinale conquistata (0-1)
Carattere Juve, Lazio battuta e semifinale conquistata (0-1)
Lazio
0 1
Juventus
Lazio: (4-3-3) Berisha; Konko (Anderson 73'), Biśevac, Mauricio (Hoedt 61'), Radu; Milinkovic, Biglia, Lulic; Candreva, Klose (Matri 82'), Keita. All. Pioli
Juventus: (3-5-2) Neto; Chiellini, Bonucci, Caceres; Lichtsteiner (Cuadrado 80'), Sturaro, Marchisio, Pogba, Alex Sandro; Morata (Mandzukic 76'), Zaza (Dybala 90'). All. Allegri
SCORE: 0-1 Lichtsteiner min. 66
ARBITRO: Antonio Damato - Ammoniti: Lulic 31', Chiellini 44', Mauricio 54', Konko 60', Zaza, Dybala 90'
NOTE: Quarto di finale di Coppa Italia 2015/16, dallo stadio Olimpico di Roma.

E' una Juventus che gioca di testa, di cuore e di grinta: gli ingredienti, mischiati alla perfezione, valgono una semifinale di Coppa Italia. La Lazio soccombe, la sconfitta di misura per 0-1 costa l'eliminazione da un obiettivo importante. A decidere il match è una rete di Lichtsteiner, il più classico dei gol dell'ex, che punisce i biancocelesti, i quali si sono trovati di fronte una squadra ben posizionata in campo e non sono mai riusciti a calciare in porta, subendo qualcosa di troppo dietro per merito delle sortite offensive della squadra di Allegri, anche un po' troppo sciupona.

Il tecnico toscano si concede alcuni cambi, inserisce Sturaro a centrocampo al posto di Khedira e Neto in porta, mentre Caceres vince il ballottaggio con Rugani: scelta azzeccatissima quella dell'ex Barcellona e Siviglia, che contiene meravigliosamente chiunque passi dalle sue parti, concedendo a Keita solo un'occasione. Davanti vanno Morata e Zaza, mentre Pioli opta per Klose, facendo esordire Bisevac dietro (a fianco di un disastroso Mauricio) e preferendo Lulic a Parolo, non al meglio.

La partita è intensa, è una battaglia vera sin dai primissimi minuti, entrambe le squadre alzano il pressing ma a cominciare meglio sono i padroni di casa, che riescono anche a creare una buona palla-gol, l'unica, con Keita che in area col destro manda la sfera sopra la traversa. La reazione bianconera è affidata a un ottimo Pogba, il quale inizia timidamente ma cresce con la partita: nel primo tempo il francese ci prova un paio di volte di testa, senza centrare il bersaglio, ma anche di piede, un bel destro da fuori piazzato che Berisha vola a togliere dalla porta.

Non è certamente l'unico intervento del portiere albanese, il migliore dei suoi, anche se nella prima frazione succede poco altro: a far da padrona è l'intensità, altissima per tutta la durata della gara. In apertura di ripresa è la Juve a dettare i tempi alla gara e mantenere il controllo, dimostrandosi grande. Al 52' arrivano le prime avvisaglie dalle parti della porta della Lazio: Morata vola in area in ripartenza, calcia col destro trovando la risposta di Berisha. La palla resta in gioco, ci si avventa Zaza che da pochi passi non riesce incredibilmente a trovare la porta.

Il lucano, nonostante non timbri il cartellino, entra prepotentemente nell'azione del gol decisivo: sinistro da fuori a giro che sbatte sul palo, sulla respinta Lichtsteiner con calma olimpica appoggia in rete. Berisha prova a toglier la palla dallo specchio, per poco ci riesce, ma la sfera è totalmente oltre la linea. Pochissimi minuti dopo è Sturaro sfiorare il raddoppio con una botta a lato di poco.

La Lazio, scossa dal gol subito, si riassesta con un 3-4-3 molto offensivo che non porta affatto frutti. Restano uguali le botte che volano in campo, sempre all'interno dello spirito del gioco, anche se con qualche animo acceso. Al 76' è ancora Zaza che sfiora il gol, controllo e sinistro in precario equilibrio, senza inquadrare la porta.

Nonostante Pioli chieda ai suoi di riversarsi in avanti, gli avvenimenti non sorridono: Biglia si fa male, la Lazio resta in 10 e l'ingresso di Dybala e Mandzukic complica ulteriormente i piani. La Joya tocca due palloni, una volta deve superarsi Berisha (provvidenziale anche su Mandzukic poco dopo) e la seconda volta arriva anche l'errore di precisione. Non cambia però il risultato, e ai bianconeri va benissimo così: massimo risultato, ma non proprio col minimo sforzo. E il doppio scontro con l'Inter in semifinale ora assume un sapore speciale...