L'importanza di chiamarsi Khedira

Un'analisi della grandezza tecnica e tattica del tedesco preso a 0 dal Real Madrid in estate. E senza altri problemi fisici, non si sentirà la mancanza...

L'importanza di chiamarsi Khedira
Sami Khedira, 28 anni. Google.

Centrocampista con esperienza da campione del mondo con la Germania e d'Europa col Real Madrid. Basterebbe questo per riassumere Sami Khedira. Ma a noi piace dilungarci, quindi, analizziamo meglio perchè, a distanza di 5 mesi dall'inizio del Campionato, possiamo già dire che è un vero e proprio perno bianconero.

Un paio di parole: con lui in campo la Juve non ha mai perso in campionato. Arrivato a 0 nell'estate con qualche dubbio sulla condizione fisica dal Real Madrid, che viene subito allargato da un infortunio. Debutto contro il Bologna, gol. Fin da subito un grande. E poi non va mai sotto il 6, classico acquisto di Marotta, un colpo non scontato ma da maestri. E poi si migliora e con lui la Juve migliora: le 10 vittorie consecutive lo vedono protagonista della remuntada bianconera. In mezzo alle pressioni trova calma, in mezzo alle difficoltà la soluzione: pragmatico, semplice, preciso. Mai sotto il 6, e soprattutto pochi svolazzi. Solo cose utili, il minimo fatto alla perfezione. Ma il vero valore di Khedira é un altro: quello mentale.

La sua sicurezza era proprio quello che mancava alla Juventus. Al centro il falso inizio di Pogba e l'assenza iniziale di Marchisio hanno dato problemi nell'avvio. Quello che serviva era lui, per la sua importanza a livello mentale ha acquisito una forte leadership, fin da subito. La Juve vola? Le partite si vincono a centrocampo: appena i bianconeri hanno trovato questo reparto in condizione, non ce n'é stato più per nessuno, e buona parte del merito va a Khedira.

Recentemente ha dichiarato che "La Juve mi ha ridato voglia di giocare a calcio" ma bisogna pure ammettere che la voglia, la si evince pure da un campione del mondo che si presenta in conferenza stampa stentando un minimo di italiano, come se fosse uno qualsiasi. Forte umiltà, dunque, senso del sacrificio. E mancava anche questo, alla Juve, dopo l'addio di un guerriero alla Vidal. E a proposito del cileno, siamo sicuri di una cosa: se Khedira troverà continuità fisica, non se ne sentirà assolutamente la mancanza. E' l'importanza di chiamarsi Sami Khedira, alla fine.