Juve, le pagelle dello 5cudetto

I voti ai protagonisti della scalata bianconera alla conquista del trentaquattresimo tricolore

Juve, le pagelle dello 5cudetto
Festa a Firenze | Ilpost.it

Giudicare è sempre difficile, con un numero da uno a dieci ancora di più. Ma se si tratta di imprese eroiche, di gesta fuori dal comune, diventa quasi impossibile. Dal fallimento alla gloria, dallo sconforto alla gioia sfrenata, tutto in una stagione, la stagione perfetta, quella dello scudetto numero trentaquattro. E allora proviamo a dare i numeri anche noi, proprio come Paul Pogba durante i festeggiamenti, per valutare l'andamento della Juventus e dei suoi protagonisti in questo folle campionato. 

Buffon 10 - Recordman, capitano, uomo spogliatoio, uomo della rinascita. Ci sarebbero tantissimi aggettivi per descrivere il numero uno dei numeri uno, ancora una volta determinante, ma ne scegliamo uno, il più significativo: leggenda.

Neto sv - Una sola partita disputata, l'infelice 1-1 contro il Frosinone, poi (per fortuna) la Juventus non ha avuto più bisogno di lui.

Rubinho sv - Per ora zero presenze per lui, ma attenti al finale di stagione...

Audero sv - Il giovane talento incide in Primavera ma non ha l'occasione di esordire tra i grandi. Alla prossima.

Bonucci 9 - Fa il playmaker al posto di Pirlo, è una sanguisuga nella marcatura a uomo. Le uniche sbavature di una stagione esplosiva le troviamo a Modena e nell'ultima gara a Firenze, ma come non ricordare il tocco decisivo sul cross indirizzato a Higuain nello scontro diretto contro il Napoli. Chirurgicamente unico.

Chiellini 8,5 - Tanti infortuni, meno affidabile del solito nell'arco della stagione. Ma quando c'è si sente, e come se si sente.

Rugani 8,5 - Partito in sordina, si è confermato con prepotenza nell'11 titolare in quest'ultima parte di stagione. Che sia la definitiva consacrazione del talentino made in Empoli?

Caceres 6 - Tante ombre per El Pelado, tra infortuni e spiacevoli vicende extracalcistiche non è riuscito a trovare spazio, e quando l'ha trovato non ha brillato. In penombra.

Barzagli 9,5 - Inaffidabilità e insicurezza non fanno sicuramente al caso suo. Si è confermato ancora una volta il difensore più granitico dello stivale, la solida diga nel torrente delle manovre offensive avversarie. Sempreverde, sempre Barza.

Alex Sandro 9 - Fisicamente devastante, cresciuto tanto in fase difensiva, altamente propositivo in quella offensiva, una manna dal cielo per i colpi di testa delle punte. Allegri nella prossima stagione gli concederà più spazio, ma l'ex Porto ha saputo giocare al meglio le proprie carte. Investimento ripagato.

Evra 8 - Esperienza al servizio della Signora. La sua strigliata post Sassuolo serve a smuovere l'ambiente, forse è decisiva. Un po' appannato dalla presenza del suo compagno di fascia, un po' affaticato in alcuni spezzoni di stagione. L'età avanza, ma il francese è un buon Pinot.

Lichtsteiner 8,5 - Il trenino non si stanca mai, o quasi. Gestito benissimo da Allegri, infiamma sempre le manovre sulla destra con i suoi inserimenti, i compagni sanno sempre dove trovarlo. Puntuale.

Lemina 7,5 - La sorpresa di questo finale di stagione. Non aveva mai sfigurato, ma nemmeno figurato. Quando è sceso in campo ha sempre dato il meglio, con cuore e caparbietà, tanto da convincere la dirigenza a riscattarlo.

Pogba 9,5 - Una stagione pazzesca, quella della definitiva consacrazione. Partito così così, con il peso della dieci sulle spalle, è cresciuto giornata dopo giornata, trascinando la squadra alla remuntada. Meno leziosismi, classe infinita, mentalità da veterano. Non ci sono più aggettivi per descriverlo, semplicemente "le Monstre".

Marchisio 9 - In un ruolo non propriamente suo ha dato lezioni di impostazione e copertura, un tuttofare al quale è mancato solo il gol. Poi lo sfortunato infortunio, ma ricorda Principino: "Ciò che non uccide, fortifica."

Khedira 8,5 - Decisivo in zona gol, maniaco dell'ordine, il talento di cristallo ha zittito i critici che lo ritenevano un giocatore finito. Khe dira-nno ora?

Sturaro 7,5 - Forse ci si aspettava un po' più di spazio per lui, ma da buon guerriero ha saputo colpire al momento giusto, anche da subentrato. Destinato a crescere.

Padoin 7 - Poche chances, ma quando arrivano il talismano non si fa perdonare e la mette dentro. Anche lui pentacampione, un gregario semplicemente da ammirare per duttilità e disponibilità al sacrificio.

Asamoah 7 - Una partita da incorniciare, quella con la Lazio a Roma, poi una serie di infortuni l'hanno costretto a stare più in infermeria che sul terreno di gioco. Sfortunato.

Pereyra 7,5 - Doveva essere lui il trequartista designato, poi il cambio di modulo l'ha inevitabilmente sfavorito. Potenzialità inespresse altissime per questo classe '91.

Hernanes 6,5 - Era entrato in punta di piedi, tra i mugugni delle vedove di Draxler. L'incubo della partita con il Napoli al San Paolo, la panchina. Il match contro il Bayern ha rappresentato un miracolo sulla via di Damasco, decisivo anche per il cammino in campionato, dove non ha sfigurato nelle ultime uscite.

Cuadrado 8 - L'uomo della divina provvidenza, dei gol decisivi, della rete allo scadere contro il Torino. Una freccia sulla fascia, alcune volte si autoubriaca con i suoi dribbling, ma svolge il suo compito, anche difensivo, sempre egregiamente. Passerotto non andare via.

Dybala 9,5 - Chi trova una Joya, trova un tesoro. Un fenomeno vero: a soli 22 anni fa ammattire mezza Serie A, può andare in doppia doppia cifra e sforna assist a profusione. Troppo presto per fare paragoni, troppo tardi per non lodarlo. Sulla giusta strada.

Morata 8 - Quando l'amore fa svoltare una stagione. Dopo un autunno tempestoso, nel quale cocenti delusioni lo avevano trasformato in Mr Hyde, El Canterano torna Dr Jekyll e gonfia la rete come solo lui sa fare. Reale problema?

Mandzukic 9 - Il "lampione che illumina le notti europee" fa splendere il sole anche in campionato, correndo come un sioux a cavallo su ritmi forsennati dall'attacco alla difesa, sfruttando le sue capacità realizzative al momento giusto. Knock out.

Zaza 8,5 - Con un suo gol ha deciso una stagione. Tanto basta per descriverlo, ma non ci limitiamo a questo. Un chilo di voglia di far bene, un pizzico (o due) di follia e una manciata di talento: è questa la ricetta vincente dell'Imothep di Policoro.

Allegri 9 - Non era facile ripartire praticamente da zero. Ha saputo creare un mix perfetto di giovani e senatori, talento ed esperienza. Ha dovuto far fronte ad una marea di infortuni, cambiando spesso sistema di gioco, bilanciando le energie. Ma soprattutto ha dato ai suoi uomini la giusta mentalità per combattere una battaglia che sembrava persa in partenza. E lo streaptease a Modena ne è la prova.