Barzagli: "Temo l'orgoglio del Milan nella finale di domani. Molto però dipenderà da noi"

Andrea Barzagli parla alla vigilia della sfida dell'Olimpico e non si fida del Milan, anche se riconosce la forza di questa Juventus.

Barzagli: "Temo l'orgoglio del Milan nella finale di domani. Molto però dipenderà da noi"
Andrea Barzagli, corrieredellosport.it

Anche nel campionato appena concluso Andrea Barzagli si è confermato come uno dei migliori difensori della Serie A, se non il migliore. Non a caso la difesa della Juventus è una delle poche certezze anche per Conte in ottica Europeo.

Prima di volare in Francia, però, Barzagli e la Juventus devono provare a vincere anche la Coppa Italia contro il Milan. Il difensore presenta così la partita in un'intervista a Tuttosport: "Temo questa partita, il grande orgoglio del Milan, la partita secca. Dovremo stare attenti alle loro ripartenze, a Bacca che magari sembra poco coinvolto nel gioco, eppure è un rapace. Molto dipenderà da noi. Non so se avevamo staccata la spina, forse ci siamo presi una settimana di relax... Abbiamo lavorato bene negli ultimi 15 giorni. Siamo pronti. Domani sarà una partita pericolosa. Se penso che i tifosi della Fiorentina saranno dalla nostra parte... No, dai, non faranno un tifo incallito..."

La scuola italiana dei difensori sembra essersi fermata, ma Barzagli vede due nomi buoni per il futuro: "In Italia c’è stata una grande scuola di difensori, ai tempi di Baresi, Maldini... Rugani è stato bravo ad aspettare il suo momento in una squadra che l’ha fatto crescere, mentre Romagnoli ha pagato l’annata difficile del Milan. Il problema è che troppo spesso in Italia si preferisce schierare gli stranieri. Poi mancano tantissimo le seconde squadre. Non c’è coraggio, si pensa a far lavorare i giovani solo con i pari età, mentre io per esempio sono fiero di aver fatto la trafila dai Dilettanti alla Serie A, giocando anche contro i trentenni. I giovani bravi devono essere schierati, a differenza di quelli che non sono bravi." Ultime parole proprio per il compagno di squadra: "Come tipologia di giocatore è quello più simile a me: è molto pulito negli interventi, osserva e chiede consigli. Deve essere ancora più cattivo, ogni tanto prendersi qualche ammonizione in più deve capitare."