Juve, Rugani tra presente e futuro: "Sono migliorato, ma c'è ancora tanto lavoro da fare"

Il difensore ex Empoli si è raccontato ai microfoni di Tuttosport, parlando della sua esperienza a Vinovo nella passata stagione, oltre a guardare al presente ed al futuro.

Juve, Rugani tra presente e futuro: "Sono migliorato, ma c'è ancora tanto lavoro da fare"
Juve, Rugani tra presente e futuro: "Sono migliorato, ma c'è ancora tanto lavoro da fare"

"Penso di essere migliorato tanto, anche se il percorso è ancora lungo". Daniele Rugani non si accontenta di quanto fatto fino ad oggi all'ombra dei pretoriani della difesa della Juventus e si lancia verso il futuro con la solita abnegazione e con la solita umiltà, consapevole che ogni allenamento gli sarà utile, in futuro. 

"Di sicuro qui alla Juventus sono nel posto migliore, nello staff tecnico lavorano persone che mi aiutano sempre e in rosa ci sono ragazzi che mi possono ancora insegnare tanto: giocatori che conoscono benissimo il club, oltre ad averne fatto la storia come Barzagli, Bonucci, Chiellini".

Un onore, più che un peso come descritto da molti, che lo vorrebbero lontano da Vinovo per mettersi maggiormente in mostra. Tuttavia, Rugani sembra discretamente tranquillo e sereno a riguardo: "Sono molto felice: la Juventus per me significa onore e orgoglio, indossare questa maglia comporta sempre grandi responsabilità. Cosa mi manca per diventare grande? Beh, non è che si diventa Barzagli o Bonucci o Chiellini da un momento all'altro. Il mio percorso di crescita non è certo finito. Se poi qualcuno dice che con me e Romagnoli la difesa italiana è blindata per dieci anni, io non ci penso, perché le cose vanno sempre dimostrate sul campo. Per me conta solo la possibilità di lavorare in un ambiente perfetto dove ho i giusti insegnanti, in campo e fuori". 

Infine, riguardo il suo futuro, il centrale classe 1994 ex Empoli non si fa influenzare dalle voci di mercato e chiosa così: "Io al Napoli nell'affare Higuain? Non leggo giornali, né sento le voci relative al mio futuro. Penso ad allenarmi al meglio per mettere in difficoltà l'allenatore. Per il resto non ne so niente. Io penso solo che ho 21 anni, sono nella squadra più forte d'Italia, ricca di tanti campioni che mi stanno davanti e mi insegneranno tanto. Sono qua per imparare e magari un giorno, se sarò abbastanza bravo, chissà: potrei prendere il loro posto".