La Juve vola a Londra per affrontare il West Ham. Allegri scopre le carte in conferenza stampa

Il tecnico ha parlato tra mercato e scelte in vista della partita, annunciando l'undici titolare. Restano a Vinovo Lichtsteiner, Khedira e Bonucci, sarà difesa a quattro.

La Juve vola a Londra per affrontare il West Ham. Allegri scopre le carte in conferenza stampa
La Juve vola a Londra per affrontare il West Ham. Allegri: "

Estate ricca di impegni per una Juventus che continua a crescere sotto la guida attenta di Massimiliano Allegri. Dopo il ritiro a Vinovo di questi giorni, domani i bianconeri saranno di scena a Londra per affrontare il West Ham nella gara inaugurale dell'Olympic Stadium, in realtà la seconda, visto che gli Irons hanno ospitato il Domzale nel terzo turno di Europa League l'altro ieri.

"Più avanti di noi in condizione atletica" dunque, come specificato dallo stesso tecnico della Juventus nell'odierna conferenza stampa, seguita dalla dichiarazione della formazione titolare: "Buffon e Neto giocheranno un tempo per uno; difesa a quattro con Dani Alves, Benatia, Rugani e Alex Sandro. A centrocampo, da destra: Lemina, Pjanic, Asamoah. Pereyra, Dybala e Mandzukic davanti". E Higuain? "Domani giocherà più di qualche minuto", puntualizza. Poi il punto sulle assenze: "Khedira e Bonucci lavorano qui a Vinovo, Leo ha ripreso da tre giorni e mandiamo un grosso abbraccio al piccolino, vittima di un problema di salute. Anche Lichtsteiner non partirà con noi, resterà qui per recuperare da un problema alla schiena di stamattina. Marchisio sta procedendo bene, sta correndo e toccando la palla, al momento il rientro credo sia stimato entro metà ottobre".

"Sono pochi giorni che lavoriamo insieme e il gruppo è spezzettato, abbiamo fatto alcuni allenamenti tutti insieme e altri divisi", ha proseguto Allegri parlando della preparazione che procede bene, mantenendo sempre i piedi per terra: "Il livello tecnico si è notevolmente alzato, ma non vuol dire aver scudetto e Champions in tasca: troppe volte a luglio si vincono i campionati, noi dobbiamo avere consapevolezza e umiltà per arrivare a marzo dentro le competizioni. Nessuno ci regalerà niente, troveremo squadre agguerrite a cercare di capovolgere i pronostici".

Il mercato è comunque attualmente una discriminante che pone i bianconeri davanti alle avversarie, anche se esistono delle difficoltà tecniche di inserimento: "La Juventus ha fatto un ottimo mercato, sono arrivati cinque giocatori nuovi di grande valore aumentando il livello tecnico, ma inserire cinque giocatori non è mai semplice per caratteristiche e conoscenza. Quest'anno bisogna essere più veloci dello scorso. Dani Alves è in coppia con Lichtsteiner. Pjanic può giocare davanti alla difesa e da mezz'ala, ma deve stare dentro al gioco, quindi meglio da regista. Pjaca è giovane, può essere esterno o trequartista. Benatia lo conosciamo tutti, Higuain è il capocannoniere e insieme a Mandzukic, Dybala, Zaza e Pjaca completa un reparto molto forte".

E in uscita, ovviamente, non si sbilancia sull'uomo più chiacchierato dell'estate: "Io Pogba l'ho convocato insieme a Evra per domani sera, quindi lunedì allenamento qui. Non ha senso parlare di sostituti perchè al momento è un giocatore della Juventus".

La realtà è che comunque il francese sembra sempre più lontano da Torino e sempre più vicino al Manchester United. Una cessione pesante che comunque non condiziona il livello tecnico secondo Allegri, il quale si espone parlando dell'obiettivo europeo: "Da quando sono qui ho sempre detto che la Champions è competizione a sè, più si alza il livello tecnico più aumentano le probabilità, ma poi si decide a marzo e conta anche la buona sorte, non esiste la possibilità di rifarsi e gli episodi diventano decisivi. La Juventus ha sempre avuto l'obbligo di puntare al massimo, un anno e mezzo fa giocavamo una finale infatti...".

Infine, impossible non parlare del cambio di proprietà del Milan: "Sono rimasto l'ultimo allenatore che ha vinto con Berlusconi, che ringrazio perchè sono stati anni importanti per la mia carriera, dispiace che il calcio italiano abbia perso un presidente che abbia scritto la storia. Investitori stranieri? Siamo nell'era della globalizzazione, per la Cina il calcio è un valore enorme a livello sociale e politico, bisogna adeguarsi".