5 cose che abbiamo imparato da Juve-Fiorentina

Higuain subito decisivo, buona la prova di Asamoah e Khedira. Ospiti troppo attendisti e mai costanti palla al piede nelle transizioni offensive.

5 cose che abbiamo imparato da Juve-Fiorentina
5 cose che abbiamo imparato da Juve-Fiorentina

Una Juventus convincente doma una mezza rinunciataria Fiorentina grazie all'acuto di Higuain, il primo in maglia bianconera. Il match di ieri ci ha offerto 5 punti di discussione, é stata una partita prevalentemente chiusa e tattica, risolta nel finale grazie al singolo.

La Fiorentina ha faticato tanto a ripartire almeno sino alla mezz’ora di gioco, tuttavia i viola si sono difesi con ordine e senza rischiare molto. La Juve ha effettuato un pressing aggressivo spesso e volentieri per riprendere palla e dar inizio alla manovra

Com'era prevedibile, Madama ha tenuto in mano il pallino del gioco cercando di aprire varchi centrali tramite passaggi orizzontali, al fine di svuotare lo spazio necessario per verticalizzare e cercare una delle due punte (senza successo ieri sera), o, come nel caso del gol di Sami, sfruttando gli inserimenti delle mezzali, che non partecipano alla costruzione del gioco, affidata a uno dei tre centrali di difesa o Marchisio/Pjanic, ma che devono allargarsi costringendo gli altri a scoprirsi. Gli esterni bassi stanno alti sempre per evitare pressing più accesi: la Juve gioca col pallone istigando le altre e poi agisce con l'istinto killer;

Gli ospiti non hanno mai attaccato con costanza, scoprendosi timidamente all'inzio della ripresa. Il pari é stato abbastanza fortuito da parte loro dopo 0 tiri in porta punendo uno dei  crucci dei padroni di casa: le palle inattive. Kalinic vince facilmente il duello aereo con Alex Sandro e metterla dentro diventa una gioco da ragazzi;

Se c'è una cosa che il Pipita non ha perso, oltre al sorriso (la Copa America resta una ferita aperta) e ai chili (le sue foto contro il West Ham palesemente fuori forma hanno scatenato tutta l'ironia dei social), é quell'instinto naturale per il gol che lo ha portato a realizzare la bellezza di 36 reti lo scorso campionato. La palla capita tra i suoi piedi in modo abbastanza casuale (blocco di un avversario sul tiro di Khedira), ma l'argentino è lesto a fiondarsi sulla sfera e, da posizione molto angolata, beffa Tatarusanu con una zampata vincente;

Asamoah ha disputato una buona prova nel ruolo di mezzala confermando di essere importante per questa squadra, se riuscirà a mettere da parte i due anni di infortunio potrà essere un valore aggiunto a questa squadra in Serie A. Positiva anche la prestazione del nuovo arrivato Dani Alves: alle prese con un campionato più tattico della Liga, il 33enne ha mostrato sicurezza ed attenzione e ha aiutato nella gestione della palla soprattutto nel primo tempo allo scopo di aprire spazi tra le maglie viola. Per la Fiorentina si segnala la prestazione convincente del baby figlio d'arte Chiesa, autore di un buon esordio in Serie A al posto dell'infortunato Borja Valero, grande assente tra le fila degli ospiti ieri sera.

Allegri comincia subito col piglio giusto portandosi a casa i tre punti, i Viola sono da rivedere in fase offensiva perchè dietro hanno convinto per buona parte del match, tolta qualche incertezza di Tatarusanu palla al piede.