Juventus, Signora omicidi: analisi di un delitto quasi perfetto

Un'altra testa cade giù dopo quella Viola. Ancora una volta Khedira decisivo: pugnala freddamente la Lazio, nascondendo le macroscopiche tracce di sbavature ed errori tecnici e depredando i biancocelesti dei tre punti. Debutto sensazionale di Benatia, migliore in campo.

Juventus, Signora omicidi: analisi di un delitto quasi perfetto
Juventus, Signora omicidi: analisi di un delitto quasi perfetto | Foto: juventus.com

Un altro delitto premeditato e operato dalla Vecchia Signora, cade così anche la testa dell'aquila biancoceleste dopo quella Viola, percorso netto e sei punti ora in cassaforte. Una Juventus non brillante, commette il misfatto quasi per inerzia, non seguendo però la scia di Raskol'nikov in Delitto e castigo, no. Nessun postumo dannoso, non si avverte stato delirante o semincosciente per la squadra di Massimiliano Allegri dopo il fatto: parafrasando un romanziere di spicco come Honoré de Balzac, è davvero rintracciabile nei bianconeri la difficoltà di dire addio alle proprie abitudini.

Avesse assistito metaforicamente alla prima scena del set di Lazio-Juventus, il maestro della suspense Alfred Hitchcock avrebbe già apparecchiato per un banchetto di critiche: palloni persi in uscita dal centrocampo, errori tecnici basilari, posizionamenti e distanze non ottimali. Come lasciare arma, impronte e un biglietto da visita per i futuri detective e quant'altri. Mancanze e disattenzioni che avrebbero potuto costare carissimo alla Juve in più circostanze, ma il vizio è quello: scena seconda, ciak-si-gira e Sami Khedira pugnala. Poi, ordine ed una pulita alle tracce che cancellano eventuali indizi di annebbiamento fisico-mentale per le altre di A.

Entrando nel dettaglio prendo in esame tre calciatori che hanno avuto un apporto diverso al match, mettendo da parte Dybala e Khedira: il migliore in campo, Benatia; quello che potrà sensibilmente migliorare le proprie prestazioni, Lemina; ed il meno intraprendente, Asamoah

Medhi Benatia 

L'esultanza di Benatia, man of the match contro la Lazio | Foto: ibtimes.com
L'esultanza di Benatia, man of the match contro la Lazio | Foto: ibtimes.com

Prima regola del BBC Club, non parlare mai del BBC Club. Medhi Benatia non pronuncia parola, esegue. Il marocchino, al debutto ufficiale con la nuova maglia a strisce, è schierato sul centro-destra nella difesa a tre con Barzagli in mezzo e Chiellini: ancora una volta BBC, nonostante l'assenza pesante di Bonucci. Prestazione monstre del numero 4: letture, anticipi netti, intercettazioni, tackles, un pallone salvato sulla linea di porta, dominio aereo sugli avversari e piedi educati. Statistiche che parlano chiaro e lo incoronano migliore in campo:

Tackles totali: 6, almeno il triplo di qualunque altro compagno
Interceptions: 7, soltanto Dani Alves gli si avvicina con 5
Clearances: 5, secondo solo all'inarrivabile Chiellini a quota 10
Total passes: 59, terzo dietro Chiellini (78) e Barzagli (61)
Pass accuracy: 93.2%, secondo alle spalle di Barzagli (93.4%)

Il gladiatore, tornato nella sua vecchia arena, offre piene garanzie e ripaga già la Juve del futuro esborso pari a 17 milioni pagabili in due rate. Praticamente sempre impiegato nella linea a quattro negli anni passati (ad eccezione di qualche parentesi a tre con Guardiola), il classe '87 si è integrato alla perfezione negli schemi difensivi della squadra: il miglior acquisto possibile in sostituzione di Martin Caceres. 

Mario Lemina 

Lemina in azione nella partita di ieri | Foto: outdoorblog.it
Lemina in azione nella partita di ieri | Foto: outdoorblog.it

Come San Paolo sulla via di Damasco, la folgorazione è sopraggiunta nella partita con la Fiorentina con una sentenza irrevocabile: Mario Lemina diventerà un meraviglioso centrocampista da calcio totale. Contro i Viola, Allegri aveva proposto la stessa mediana di ieri sera con Khedira-Lemina-Asamoah ma una variazione nel tema: il ghanese più alto, quasi sulla linea di Dybala, per occupare meglio lo spazio sulla trequarti avversaria e fronteggiare il 3-4-2-1 di Paulo Sousa. Primo tempo manifesto di quello che dovrebbe attuare la Juventus in Champions League: pressing a tutto campo, reparti stretti, precisione e rapidità nelle transizioni offensive. Lemina e Khedira perfetti nell'interscambiabilità del ruolo "più basso" nel momento in cui l'uno o l'altro saliva per assistere l'azione offensiva.

Il gabonese ha una struttura fisica che gli consente il recupero veloce del pallone, può contare su una grande propensione alla verticalizzazione del passaggio ma commette ancora ingenuità che Allegri sta provando a limare. E' sensazionale quando il numero 18, eludendo la marcatura stretta di un avversario, parte in progressione in avanti: ciò è propedeutico o comunque non nocivo se occupi il ruolo da intermedio con le relative coperture, non se lasci un buco enorme tra reparto difensivo e centrocampo quando assumi una posizione delicata. Con la Lazio, sono stati due gli errori di questo stampo che poteva costare carissimo ai bianconeri. Nonostante ciò importantissimo, come detto, nel verticalizzare per le punte: il rischio di tali passaggi incidono anche nel pass accuracy, che si attesta sulla percentuale di 84.9%

Kwadwo Asamoah 

Kwadwo Asamoah contro Anderson | Foto: fantagazzetta.com
Kwadwo Asamoah contro Anderson | Foto: fantagazzetta.com

Dopo la scintillante prova contro la Fiorentina, il centrocampista ghanese non ha fornito una prestazione sulla falsa riga della precedente, incappando in una serie di errori soprattutto tecnici. Probabilmente il caldo, forse il recupero atletico dall'ultima sfida non ancora ai massimi livelli, hanno frenato i guizzi e la bestiale eleganza di Asamoah. Sono emerse sin dai primi istanti le difficoltà nella gestione della sfera con tre palloni pericolosi persi a centrocampo nei 15' iniziali. I numeri aiutano a comprendere meglio il quadro, con appena 33 passaggi e il 75.8% di precisione (con la Fiorentina, 43 e 90.7%): poco nel vivo della manovra con solo 47 tocchi - davanti solo a Mandzukic (17) e Buffon (34) - tante sbavature nelle scelte, movimento senza palla assente grazie anche all'ostruzione laziale con la diga Biglia-Parolo.  

Ripreso nel water break da Allegri, il numero 22 ha ridotto all'essenziale la propria presenza: appoggi semplici, orizzontali maggiori compiti di copertura su Felipe Anderson e Parolo. L'appunto che può essere senz'altro positivo per Kwadwo è questo: altri novanta minuti per lui, problemi fisici che sembrano superati, un rodaggio dunque normale per chi è stato fermo per lunghi periodi. Dovesse arrivare un altro innesto in mezzo al campo, ci sarebbe davvero tanta carne al fuoco per il tecnico livornese con almeno due elementi per singola posizione.