Juve, Allegri tiene alta la tensione in vista del Milan: "Serviranno testa, agonismo e tecnica"

Alla vigilia della trasferta di San Siro, il tecnico ha parlato in conferenza stampa, presentando la gara.

Juve, Allegri tiene alta la tensione in vista del Milan: "Serviranno testa, agonismo e tecnica"
Massimiliano Allegri | Fonte immagine: Youtube.

Di nuovo a San Siro, ma contro un'altra avversaria. La Juventus si prepara ad affrontare la difficile trasferta contro il Milan alla nona giornata di Serie A 2016/17, con l'obiettivo di rafforzare il primato e guadagnare punti sulla seconda in classifica. Cinque punti separano i bianconeri dai ragazzi di Montella, forse a sorpresa primi inseguitori affiancati dalla Roma, e la sfida ha così il sapore dello scontro diretto.

Massimiliano Allegri lo sa, e nella tradizionale conferenza stampa della vigilia tiene alta la tensione: "Si tratta sempre Milan - Juventus, le partite così sono sempre equilibrate. Anche con l'Inter eravamo favoriti ma ne siamo usciti a pezzi. Loro hanno entusiasmo, sono giovani, corrono molto e hanno tecnica. Bisognerà giocare con testa, agonismo e tecnica. Noi siamo un filino più esperti ma non deve mancarci incoscienza", spiega il mister, complientandosi poi con gli avversari di domani: "Hanno giocatori giovani e bravi che saranno il futuro della Nazionale, sono guidati da un ottimo allenatore. Si meritano il secondo posto. E ciò significa che in Italia ci sono ancora ragazzi giovani e questo è un bene, e alla lunga vengono fuori".

La sua Juventus non si modificherà però per contenere meglio il trio d'attacco in avanti, nonostante i pericoli che si possano correre: "Non cambieremo niente, nelle ripartenze loro sono molto bravi, Niang e Suso sono veloci e han tecnica, Bacca attacca bene gli spazi e Bonaventura accompagna bene l'azione". E a riguardo di un eventuale cambio di modulo, sottolinea: "Più che il sistema di gioco bisogna migliorare la qualità, mettersi tutti più a disposizione e muoversi di più. Non faccio un altro sistema di gioco se non mi garantisce la stessa qualità offensiva e difensiva".

Poi, il tradizionale punto sugli infortunati e su una formazione ancora tutta da pensare, ma con dei punti fermi: "L'unico che potremmo recuperare è Mandzukic. Chiellini e Pjaca non ci saranno, Marchisio ha fatto 60 minuti e sarà convocato, dovremmo essere vicini al rientro. Oggi valutiamo Rugani. L'intesa tra Higuain e Dybala? Buona, domani sono l'unica mia certezza, anche se spero Mandzukic sia a disposizione, e magari domani può esserci uno spezzone per Kean".

L'attenzione si mantiene però anche sulle cosiddette riserve, coloro che subentrano a gara in corso e la direzionano: "Gli uomini che entrano dalla panchina sono sempre stati determinanti negli anni passati, quest'anno abbiamo Cuadrado e Pjaca che possono entrare e spaccare la partita. Juan meriterebbe di giocare titolare, ma ho bisogno mi entri dalla panchina, essendo Pjaca infortunato", spiega ancora Allegri, che si sposta anche sulla trasferta di Lione, sottolinando gli errori. "La squadra aveva fatto bene i primi dieci minuti - spiega il tecnico - gestendo palla con velocità contro una squadra stretta. Bisognava continuare a martellarli ai fianchi, invece abbiam cominciato ad avere fretta. Le partite durano 95 minuti, non è obbligatorio segnare subito. Dobbiamo essere più pazienti nel giocare la partita".

Nella notte europea non ha particolarmente brillato Pjanic, che comunque secondo Allegri "sta facendo una buona stagione, è stato decisivo ma può ancora migliorare". Il rebus resta quello della posizione migliore, ma l'allenatore bianconero chiarisce immediatamente: "Può giocare ovunque a centrocampo, a Lione davanti alla difesa ha giocato un buon calcio e intercettato 3-4 palloni importanti". E sulla fascia destra dichiara: "Lichtsteiner ha fatto una buona partita contro l'Udinese, Alves con il Lione ha fatto un buon secondo tempo quando siam passati a quattro, avendo Cuadrado davanti. Dani non si discute, anche se ha sbagliato il primo tempo".

Infine una postilla dedicata al presidente Berlusconi, il quale vivrà l'ultimo Milan - Juventus nella sua carica: "Ha fatto la storia del Milan, io sono legato a lui, come a Galliani - afferma Allegricome sarò legato ai dirigenti quando andrò via da qui. Dispiace che venda, ma il mondo sta cambiando e c'è una globalizzazione totale. L'unica squadra che ha la stessa proprietà da cent'anni è la Juventus".