Gli assi nella manica di Juric per colpire la Juve

Difesa d'acciaio e centrocampo "camaleontico": gli ingredienti della ricetta di Ivan Juric che domenica, con il suo Genoa, ospiterà al Marassi la Juve capolista.

Gli assi nella manica di Juric per colpire la Juve
Il tecnico del Genoa, Ivan Juric, ha vestito la maglia rossoblù dal 2006 al 2010.

È già alle spalle il successivo europeo della Juve contro il Siviglia ed ora ci si prepara per la gara di domenica pomeriggio, valida per la quattordicesima giornata di Serie A. La Juve, capolista del campionato con 7 punti di vantaggio su Roma e Milan, andrà a far visita al Genoa che viene da una serie di tre gare senza vittorie. La squadra genovese dovrà rinunciare a tre titolari tra i quali Orban, Miguel Veloso e Pavoletti. Tre pedine importanti per il gioco di Juric, di cui bisogna elogiare il bel lavoro sul centrocampista portoghese il quale è stato autore di buone prestazioni nel corso della stagione. Il bomber azzurro Pavoletti ormai è l’uomo decisivo della squadra e grande trascinatore anche se in questa stagione ha totalizzato soltanto 8 presenze e 3 gol, a causa della condizione non al meglio. Potrebbe trovare spazio il giovane Simeone, figlio del Cholo, che è stato molto utile nelle gare in cui è stato schierato.

Ivan Juric più volte si è dichiarato un allievo di Gasperini, poiché con il tecnico dell’Atalanta ha creato un lungo sodalizio che dura da anni. Infatti il tecnico croato è stato allenato dal Gasp ai tempi in cui è stato giocatore prima del Crotone e poi proprio nel Genoa; successivamente, Juric ha assistito il suo maestro quando questi sedeva sulle panchine di Inter e Palermo. Il credo tattico di Juric non è un personale stile di gioco, ma piuttosto il prodotto della lunga collaborazione con Gasperini. Quello del croato è un sistema di gioco che si può definire “camaleontico” e che non si può esprimere delineando un semplice modulo, anche se di solito viene preferito il 3-4-3. Sostanzialmente il gioco delle squadre di Juric è offensivo e consiste in grandi fasi di fraseggio quando si tiene palla, durante le quali si cerca di focalizzare una zona del campo nel quale far partire le giocate d’attacco mentre durante la fase di non possesso i giocatori tendono ad aggredire gli spazi in modo da cercare sempre di rubar palla agli avversari. Il gioco del tecnico genoano è a tutto campo, poiché le azioni partono subito dalla difesa, ma la peculiarità del sistema genoano è proprio lo schieramento a centrocampo.

A ben vedere, durante le partite del Genoa 2016/17 notiamo che i 4 centrocampisti vengono schierati sempre nel modo seguente: un mediano il quale, durante le incursioni avversarie, può arretrare dando una mano alla difesa; un trequartista il quale può avanzare, diventando un quarto attaccante, oppure arretra nella linea di centrocampo; infine ci sono due esterni che hanno la funzione di allargare il gioco. L’uomo chiave del centrocampo di Juric è Luca Rigoni: l’ex Palermo rientra perfettamente negli schemi del croato e costituisce un vero e proprio jolly; parte solitamente come ala, per poi spostarsi sulla mediana come incursore o addirittura come raccordo tra centrocampo e attacco. Questo “camaleontismo” è dovuto al fatto che l’ex tecnico del Crotone ha cambiato diverse posizioni durante la sua carriera da calciatore. Altro protagonista di questo Genoa è Armando Izzo. Il mastino napoletano continua a ricoprire la posizione di centrale destro della difesa di eredità gasperiniana, ma ha la licenza di spinta come se fosse un terzino.

Il tecnico della Juve, Massimiliano Allegri, potrebbe giocare con il 3-5-2 o riproporre il 4-3-3 di Siviglia: tutto dipende dalla disponibilità o meno di Higuain a giocare dal 1’. A mio parere, il primo modulo potrebbe essere più efficace poiché il Genoa, con il suo stile di gioco, cerca sempre di raggiungere la superiorità numerica. La prima cosa da evitare è sicuramente quella di rallentare la fase di manovra e costruzione del gioco affinché il Genoa non rubi palla e crei delle pericolose azioni offensive. Se ciò dovesse capitare, nel 3-5-2 juventino di solito gli esterni di centrocampo possono anche indietreggiare in difesa in modo da non creare situazioni di inferiorità numerica. Inoltre sarà molto importante, contro squadre come il Grifone, creare una costante fase di controllo in modo da annullare l’incessante pressing avversario. Infine potrebbero essere necessarie delle azioni di contropiede, che potrebbero essere letali per il Genoa; qui potrebbe essere molto importante la presenza di Higuain, il quale corre molto e riesce quasi sempre a creare degli inserimenti anche senza palla. Se il Pipita non dovesse giocare, allora Allegri potrebbe riproporre il tridente di Siviglia, con Mandzukic, Cuadrado e Alex Sandro.