Juve, Bonucci suona la carica all'anti-vigilia della Lazio

Meno due alla sfida contro i biancocelesti allo Stadium, il centrale bianconero - rientrato a disposizione di Allegri da pochi giorni - parla ai microfoni di Sky e Mediaset.

Juve, Bonucci suona la carica all'anti-vigilia della Lazio
Leonardo Bonucci, 29 anni. | Fonte immagine: Eurosport

Un passo falso difficilmente perdonabile e al quale non si devono trovare scusanti, non essendocene. Il 2-1 di Firenze di domenica sera è stato un passo indietro importante per la Juventus, il quarto k.o. stagionale - cinque se si considera quello di Doha. Un numero forse esiguo su trenta partite, ma che non può non lasciare scalfito l'animo dei bianconeri.

A due giorni dalla sfida interna contro la Lazio, una gara da non sottovalutare, valida per la 21esima giornata di Serie A e in programma domenica alle 12.30 allo Stadium, a suonare la carica ci ha pensato uno dei leader dello spogliatoio, Leonardo Bonucci. "Alla Juve non è permesso fallire due partite di fila. Quanto è successo ci deve far capire che adesso non c’è più tempo, e che, semplicemente, non possiamo più sbagliare". Parole chiare e dirette, senza giri di parole, quelle pronunciate a Sky Mediaset dal numero 19.

L'obiettivo del lunch match va oltre i tre punti, poichè i bianconeri devono dimostrare di aver tratto insegnamento dalla débacle e ancora una volta confermare una tesi importante secondo la quale "la Juventus è la più forte di tutti in Italia e può giocarsela in Europa", recita lo stesso difensore. "Abbiamo sbagliato molto, a Firenze ma anche dopo il secondo gol con l’Atalanta e a Doha, soprattutto dal punto di vista della mentalità e della voglia di essere ancora di più una squadra". Cali che per ora sono costati un trofeo, il primo della stagione, e tre preziosi punti in campionato. Già un bottino sufficiente lasciato per strada negli ultimi 28 giorni.

"Quello che conta è l’approccio - prosegue poi Bonucci, toccando il discorso relativo ai moduli e confutando l'idea secondo cui il 3-5-2 sarebbe un modulo da accantonare in definitiva - A Firenze avremmo potuto essere in sette, in difesa, ma avremmo preso gol lo stesso. Ci deve essere voglia di confrontarsi, sacrificarsi, sopperire all’errore e ascoltare i compagni, e di giocare in undici le due fasi, offensiva e difensiva".

La ricetta verso il successo si ottiene solamente in un modo: "Tirando fuori gli artigli. Sono convinto che adesso verrà fuori la vera Juventus". Parola di Leonardo Bonucci, ma ora spetta al campo.