L'evoluzione di Rugani, in un anno sempre più importante

Marotta, Paratici ed Allegri non hanno mai avuto dubbi su di lui. Rugani ha osservato i compagni dalla panchina per tante volte, ma ha saputo aspettare e studia per diventare il migliore.

L'evoluzione di Rugani, in un anno sempre più importante
L'evoluzione di Rugani, in un anno sempre più importante

La differenza tra il primo e il secondo anno di Daniele Rugani con la maglia della Juventus non la si vede solo nel minutaggio. Tutto partì da quelle 16 panchine nelle prime 16 partite di campionato. Allegri ci tenne a precisare che l'ex Empoli aveva bisogno di crescere, anche se credeva fermamente che sarebbe diventato uno tra i migliori se avesse compreso fino in fondo il salto di qualità che c'è tra l'Empoli e la Juventus e che, sotto sotto, un cartellino giallo non è poi così male in determinate situazioni di gioco (ricordando il record di Rugani con l'Empoli in cui non saltò manco un minuto di campionato e non prese nemmeno un cartellino).

Gli infortuni di Chiellini, Barzagli e Caceres hanno fatto salire in cattedra il giovane Daniele, che nelle ultime 10 partite di campionato fu parte attiva delle rotazioni nella difesa bianconera, saltando solo l'ultima sfida stagionale. Nonostante qualche imperfezione ancora presente, come il rigore su Perisic in Coppa Italia contro l'Inter o la poca personalità palla al piede nella fase di costruzione, Rugani continuava a crescere, confermando che l'apprendistato stava dando i suoi frutti.

Il secondo anno di Rugani invece inizia subito in modo particolare. La Juventus acquista Benatia in prestito con diritto di riscatto (e dalle parole di Marotta, pare che la Juventus voglia riscattarlo), a dimostrazione del fatto che non ci devono essere 11 campioni ma tutta la squadra nella sua complessità deve essere forte e competitiva. Il reparto difensivo però perde pezzi di continuo e trovare una continuità di presenze e rendimento risulta davvero difficile. Parliamo dei continui infortuni di Chiellini e Benatia, dell'infortunio alla spalla di Barzagli e dei malanni di Bonucci che lo hanno costretto a stare fuori fino a poche settimane fa.

Rugani, purtroppo, non è esente da infortuni (tutto il mese di ottobre fuori per un problema al collaterale), ma nonostante ciò il minutaggio risulta essere in costante ascesa. E', tuttavia, solo una piacevole notizia che si aggiunge alla grinta, al carisma e alla crescita tattica del difensore, che si fa sempre trovare pronto in ogni zona della difesa. Giocando a 3, come difensore sinistro, centrale e destro, e giocando a 4. 

A inizio anno doveva essere il quinto centrale, ma le sue prestazioni (aiutate anche dai piccoli infortuni di Benatia) gli hanno fatto scalare posizioni nella graduatoria di Allegri. Certo, non parliamo di un posto sicuro da titolare (la BBC risulta comunque intoccabile se sana), ma Allegri sa che potrà contare sempre sul giovane giocatore che ha preso una strada diversa da quella dell'amico Romagnoli. Il milanista gioca con continuità, ma Rugani ha il vantaggio di allenarsi con una delle difese migliori al mondo e di essere continuamente testato da un attacco pazzesco formato da Higuain e Dybala.

Il futuro è tutto nelle sue mani, e nel frattempo Allegri se lo coccola e se lo gestisce come sa fare lui. Perchè con i giovani, raramente sbaglia.