Juve-Inter: 4-2-3-1 a confronto

Stesso modulo, diversa interpretazione. Analizziamo i differenti approcci alla gara dei tecnici di Juve e Inter, Allegri e Pioli, in vista del derby d'Italia di domenica sera.

Juve-Inter: 4-2-3-1 a confronto
Domenica sera vedremo se avrà la meglio l'approccio previdente di Pioli o quello più spregiudicato di Allegri. Foto: Tuttomercatoweb

La gara di domenica sera tra Juventus e Inter metterà a confronto due squadre che giocano in modo diverso. Entrambi gli allenatori, Allegri e Pioli, prediligono come modulo tattico il 4-2-3-1 ma le similitudini ci sono solo nella forma. In sostanza, i due schieramenti sono molto diversi tra loro: più equilibrato quello interista, più offensivo quello juventino.

Il 4-2-3-1 di Pioli: equilibrio in mezzo al campo

Da quando è stato scelto dal gruppo Suning come nuovo tecnico dell'Inter, Stefano Pioli sta facendo un buon lavoro. In poco più di due mesi, l'ex allenatore della Lazio ha dato vita ad un filotto di sette vittorie consecutive che hanno riacceso le speranze interiste di qualificazione alla prossima Champions League. Il tecnico nerazzurro ha cercato fin dai primi giorni di trovare il giusto sistema di gioco che potesse mettere in risalto le caratteristiche dei propri giocatori. Atteggiamento meno rivoluzionario del predecessore, Frank de Boer, in modo che ogni elemento potesse esprimersi al meglio senza essere condizionato dal sistema di gioco. La nuova guida tecnica ha permesso il rilancio di alcuni giocatori nerazzurri che erano sempre più ai margini: tra questi merita una menzione particolare Geoffrey Kondogbia. Il francese, con l'arrivo di Pioli, ha cominciato a familiarizzare con il campionato italiano, conquistando finalmente una maglia da titolare. Anche Candreva ha tratto giovamento dalla nuova gestione: pedina importante, per Pioli, ai tempi della Lazio, ora elemento di spicco anche dell'Inter. Solo alcuni esempi per certificare il cambio di rotta.

Il 4-2-3-1 dell'Inter. Foto: Eurosport
Il 4-2-3-1 dell'Inter. Foto: Eurosport

Come detto prima, il modulo nerazzurro è molto equilibrato. I tre giocatori che solitamente giocano alle spalle di Icardi, vale a dire Perisic, Joao Mario e Candreva, sono più accentrati e si abbassano in fase di ripiegamento. Ciò dimostra che il 4-2-3-1 dei lombardi può somigliare maggiormente ad un 4-5-1 in alcune fasi di gioco. Il trio di trequartisti ha il compito di non sbilanciare troppo la squadra: in fase di possesso questi giocano a sostegno della prima punta, mentre durante quella di non possesso giocano più vicini alla mediana. La soluzione adottata da Pioli mira anche ad un più intenso controllo della sfera, in modo che tutti i reparti siano in costante comunicazione tra loro e vengano impostate e costruite le azioni nel migliore dei modi. L'unica lacuna di questa lettura di gioco è la scarsa concentrazione di palloni giocabili sui lati del campo: non essendoci dei veri e propri esterni d'attacco, la manovra spetterebbe ai terzini e questo è l'aspetto che deve rivedere il tecnico nerazzurro.

Il 4-2-3-1 di Allegri: fantasia e solidità

Massimiliano Allegri ha portato alla luce il suo personale sistema di gioco solo da tre partite, ma i suoi giocatori lo hanno "digerito" alla grande. In tre incontri tra campionato e Coppa Italia, la Juve ha segnato sei reti subendone soltanto una. Uno schema che ha dato un nuovo volto alla Signora​ decisamente più aggressivo e compatto. Anche nel caso juventino, lo schema è stato scelto pensando soprattutto alle caratteristiche tecniche dei giocatori. Una rivoluzione tattica che rompe ogni legame col passato e guarda maggiormente al futuro.

Dybala e Cuadrado sono tra i protagonisti del nuovo 4-2-3-1 fantasia della Juve. Foto: www.sportsmole.co.uk
Dybala e Cuadrado sono tra i protagonisti del nuovo 4-2-3-1 fantasia della Juve. Foto: www.sportsmole.co.uk

Dal punto di vista prettamente tattico, il 4-2-3-1 di Allegri è più offensivo rispetto a quello interista poiché i tre trequartisti vengono schierati più vicini alla prima punta. Tuttavia, la formazione bianconera non è sbilanciata grazie al ruolo della coppia di mediani: uno, Khedira, schierato più basso e vicino alla difesa; un altro, Pjanic, più vicino all'attacco. In questo modo si previene ad eventuali situazioni di inferiorità numerica quando gli avversari ripartono in contropiede. A ben vedere, le fasi di possesso vengono canalizzate grazie alle doti di Pjanic nel recupero e controllo palla; in fase di non possesso, anche le due ali Mandzukic e Cuadrado (e persino Higuain) arretrano per andare a coprire gli spazi. La solidità della formazione bianconera sta proprio nel gioco di squadra e nel fatto che tutti gli undici giocatori perorano la medesima causa. Altro elemento da non trascurare riguarda anche lo splendido lavoro sulle fasce: la coppia di terzini va sempre in salita quando la squadra detiene il controllo del pallone ed è in costante comunicazione con le ali; in questo modo vengono aggiunte nuove possibilità di manovra e la squadra mostra in generale una maggiore superiorità territoriale.