Juve-Porto, Allegri non sottovaluta la partita: i convocati e le probabili scelte del tecnico

La partita di domani è fondamentale per sancire il passaggio ai quarti di finale di Champions League. Allegri non dà nulla per scontato e per l’occasione sfoggia i migliori pezzi della gioielleria juventina.

Juve-Porto, Allegri non sottovaluta la partita: i convocati e le probabili scelte del tecnico
Gli uomini decisivi del match di andata, Dani Alves e Pjaca | Fonte immagine: www.gazzetta.it

La Juventus ha tra le mani la possibilità di passare ai quarti di finale di Champions League. Quarti di finale vorrebbe dire un passo più avanti dell’anno scorso, quando è stato il Bayern Monaco a stroncare da subito le speranze europee dell’armata bianconera. Nell’ultima partita di campionato in cui il Porto ha travolto l’Arouca con un devastante 4 a 0, Espìrito Santo ha messo in campo i titolarissimi, cosa che potrebbe far evincere che non è molta la certezza dei dragões di sbancare il fortino dello Juventus Stadium, ma per Allegri ogni partita è una finale. Per questo domani a scendere i campi saranno i soliti noti.

La lista dei convocati:

La diga difensiva sarà composta sulle fasce da Lichtsteiner e Alex Sandro, ex di giornata, e al centro da Bonucci e Chiellini, anche se in quest'ultimo rimane in dubbio: nel caso, è pronto il marocchino Benatia, ottimo nello scorso match con il Milan. Sulla mediana si aggireranno Khedira e Pjanic, nonostante alcune voci vedano quest’ultimo in forte ballottaggio con Marchisio. E poi là davanti i quattro tenori che vanno a comporre l’attacco pesante della Juventus, Cuadrado, Dybala, Mandzukic, e, ultimo ma non meno importante, Gonzalo Higuain.

Certamente la vittoria con il Milan dà molto animo alla squadra di Allegri, malgrado le lunghe e insistenti discussioni circa il rigore dato all’ultimo secondo ai bianconeri. I giocatori cercheranno di essere sordi a queste dicerie, concentrando tutta la loro attenzione sul match di domani sera, valido per il passaggio del turno. Un passaggio che rappresenterebbe un passo - seppur piccolo - verso l’ascesa europea, verso quella coppa con le orecchie a sventola che tanto è simbolo di sfortuna, più che di gloria, per la squadra più titolata d’Italia.