Juve, Allegri verso il derby: "Per noi vale lo Scudetto. Il turnover non pregiudica la prestazione"

Il tecnico presenta la stracittadina di domani sera in conferenza stampa, tra scelte di formazione (con Neto in porta) e voglia di chiudere il discorso scudetto.

Juve, Allegri verso il derby: "Per noi vale lo Scudetto. Il turnover non pregiudica la prestazione"
Fonte immagine: Twitter @juventusfc

Il Monaco è il passato e il futuro prossimo, ma il Torino è il presente. La Juventus punta a chiudere la questione Serie A nel derby, in programma domani sera alle 20.45, allo Stadium, nel fortino in cui i bianconeri continuano a macinare vittorie in campionato. La sfida, però, non sarà come tutte le altre, soprattutto per i tifosi.

Massimiliano Allegri lo sa, e in conferenza stampa presenta così la sfida, definendola "una partita che per noi vale lo scudetto", ma anche ricordando la ricorrenza della tragedia di Superga, caduta ieri: "Il derby è sempre un evento sportivo importante di cui Torino città deve andare fiera, ma c'è bisogno che i tifosi si comportino in maniera giusta, andando allo stadio per tifare la propria squadra. Di fronte alle tragedie non ci sono né colori, né bandiere, ma solamente rispetto".

Poi il tecnico analizza: "Il Torino giocherà una partita aggressiva, è in buona condizione. Faranno una partita maschia, ma dovremo essere alla pari. La Juve non è in testa al campionato per gli scontri diretti, ma per aver vinto contro le squadre dalla Zona Europa League in giù".

"Dovremo controbattere, per ottenere un risultato positivo. Atalanta, Monaco e Torino hanno giocatori con caratteristiche simili - prosegue Allegri, mettendo a confronto i tre ultimi impegni della Juventus - Giocano in verticale, con velocità, qualità e buona tecnica davanti". Oltre alla tecnica, i granata possono contare anche sui gol del proprio bomber: "Belotti è cresciuto molto, ha qualità straordinarie, lo dimostrano numeri e fatti. 100 milioni? Non sono uomo di mercato, ma è di grande prospettiva e può migliorare ancora. Alla Juve? Con Higuain è impossibile farlo giocare, nemmeno con la colla...".

"Le scelte di domani non le so nemmeno io...". Sorride, invece, il tecnico, interrogato sulla formazione, anche se una certezza sarà la presenza di Neto tra i pali, come affermato dallo stesso allenatore. Marchisio, invece, "difficilmente giocherà", anche se reduce da un'ottima partita a Montecarlo: "Ha fatto una grande partita, nelle ultime era cresciuto molto. Non è ancora il giocatore che era prima, ma ci è vicino".

Sicuro del posto è anche Bonucci, stando alle parole del tecnico. Per il resto, però, resta fiducia nella rosa: "Dopo l'allenamento deciderò. Giochiamo tre partite in sei giorni, ho dei giocatori che mi permettono di cambiare, come ho cambiato negli ultimi due mesi. Davanti sono quelli, ma dietro ho sempre cambiato, così come a metà campo. Anche se ci sarà qualche cambio, non pregiudicherà la prestazione".

Prestazioni che crescono, ma che non sono ancora arrivate al massimo, come insegna e ribadisce lo stesso Allegri: "Il picco massimo non si raggiunge mai, la squadra è in buona condizione mentale e fisica, e parlo di tutto il gruppo che ho a disposizione. A Monaco ha fatto un ottimo risultato, ma al ritorno possiamo fare meglio sotto il profilo del gioco", conclude.

Conseguire un risultato migliore di quello della Roma, nel weekend, significherebbe per la Juve vincere lo scudetto anche con l'aritmetica a proprio favore, ma il tecnico frena e pensa giorno per giorno, anche facendo il punto su tutti gli obiettivi: "La finale non è ancora raggiunta, se si dovesse raggiungere c'è in mezzo la Coppa Italia. Arriveremo ben pronti. Al due giugno (finale di Coppa Italia, ndr) ci arriviamo di sicuro, al tre (finale di Champions, ndr) dovremo essere bravi ad arrivarci. Dobbiamo vivere questo momento con entusiasmo, senza pensare alla fine ma solo al momento. Festeggeremo? Se ci sarà da festeggiare, sì. Il riposo è importante quanto il lavoro".

Spazio anche per una battuta sui giovani, sulla loro crescita e sulla mentalità: "Tutto sta nella professionalità e nella serietà che ognuno ha, non dipende tutto dalla tecnica. Ci vuole anche sacrificio, cosa che tanti giovani di oggi hanno poco. Per diventare campioni ci vogliano qualità morali e una grande testa".