La Juve vola a Cardiff, le sensazioni di Dybala e Marchisio

Le interviste a Premium Sport di due dei protagonisti della doppia sfida col Monaco che ha portato la Juventus alla nona finale di Champions della sua storia, che si giocherà il prossimo 3 giugno a Cardiff.

La Juve vola a Cardiff, le sensazioni di Dybala e Marchisio
I festeggiamenti dei bianconeri dopo il gol del virtuale 1-0 nella gara di stasera contro il Monaco. | Sport Mediaset, Twitter.

Ennesima serata memorabile nella stagione della Juventus. In virtù dello 0-2 dell'andata, la vittoria per 2-1 di questa sera è anche più del necessario che serviva per eliminare il Monaco dalla strada dei bianconeri verso la finale del prossimo 3 giugno di Cardiff, dove la Signora sfiderà la vincente dell'altra semifinale, il cui doppio confronto si concluderà soltanto domani.

E subito dopo il match, i microfoni di Premium Sport hanno raccolto le voci di uno dei più grandi protagonisti del doppio confronto, Paulo Dybala. L'argentino ha così parlato, dicendosi dispiaciuto della gestione un po' sbagliata nel finale del match, ma conta che non avverrà il prossimo 3 giugno, quando sarà fondamentale non sbagliare nulla: "Il mister ci tiene tantissimo a tutte queste cose, quando facciamo qualcosa che non gli piace si arrabbia subito. Abbiamo mollato un po’ perché pensavamo la partita fosse chiusa, abbiamo gestito un po’, questo non deve succedere. È stato un calo di tensione, ma in finale non succederà".

La Joya parla poi di quella che è la sua soddisfazione personale e la unisce a quello dello spogliatoio. C'è un grande lavoro dei torinesi dietro a questo traguardo; ma anche la consapevolezza che adesso non è finita, che il percorso va adesso ultimato. E in tutto questo l'apporto del numero 21, leader tecnico della squadra, sarà fondamentale: "Penso che oggi sia una giornata bellissima per tutti, quello che abbiamo ottenuto oggi è un sogno, da quando abbiamo cominciato il ritiro, attraverso tutte le partite che abbiamo giocato per arrivare qua. Non avrei mai immaginato di arrivare fino a qui quando sono arrivato in Italia. Non è ancora finita, vogliamo vincere. Spero di poter essere determinante, ancora dobbiamo aspettare, abbiamo tante partite in mezzo con tante partite ancora da giocare".

In seguito un'altra delle colonne portanti della sfida ha parlato alla stessa emittente televisiva, ovvero Claudio Marchisio. Subentrato a Khedira oggi dopo 10' e anche all'andata - quando lo stesso tedesco era squalificato, il numero 8 è uno dei leader dello spogliatoio e si esprime così sul suo ingresso e in generale sul match: "Non era facile, non ho avuto neanche un momento per scaldarmi. La squadra è partita bene, abbiamo rischiato qualcosina, ma abbiamo avuto occasioni importanti e potevamo fare meglio. Quando si è sul 2-0 con l’andata positiva, ci sta un momento in cui si lascia qualcosa in più agli avversari".

Il Principino racconta poi del suo rapporto umano e tecnico con il fenomeno argentino prima intervistato, raccontando anche un interessante aneddoto risalente all'arrivo dal Palermo dell'attuale numero 21, che fa capire come funziona dalle parti di Torino: "Io e Paulo ci siamo conosciuti dopo Berlino e gli ho detto 'quest’anno si riparte e dobbiamo rigiocare la finale'. Quest’anno è diventato ancora più importante, questa squadra in due anni ha fatto un percorso di crescita importante, giocando partite di grande spessore".

Infine, essendo uno dei pochi reduci dalla stagione del 2015 in cui la Juventus si fermò in finale contro il Barcellona, non si può non chiedere quelle che sono le sensazioni e le differenze rispetto a quando Madama venne sconfitta dai catalani. Si evince una netta crescita, perlomeno nell'opinione del centrocampista, rappresentata da queste parole: "Deve essere un’altra finale rispetto al 2015, abbiamo voglia di giocarcela. L’anno scorso siamo usciti in una partita dove forse meritavamo noi, ma in Champions quando si incontrano grandi squadre sono come delle finali, ci sono episodi che ti fanno stare dentro o fuori. Siamo cresciuti contro le altre squadre, quelle meno grandi, abbiamo avuto più forza mentale e questo è il punto forte della squadra".