Cedere con cautela

Il punto sulle cessioni della Juventus, il ds tiene d'occhio anche i giovani.

Un calciomercato che per la Juventus è stato ricco di sorprese su ogni fronte, sia nelle trattative in entrata, sia in quelle in uscita. Marotta ha dovuto assorbire il malcontento di alcuni, le cessioni di Dani Alves e Leonardo Bonucci l'esempio perfetto. Per un attimo, la difesa più rinomata d'Europa è parsa indebolita. Bonucci ovviamente è stata una grossa perdita per Max Allegri, il Milan ne ha approfittato versando nelle casse della società bianconera ben 42 milioni di euro. In Francia invece è andato il protagonista della passata stagione, Dani Alves, con destinazione Parigi.

Allegri nel suo modulo non potrà più fare affidamento su un ottimo regista di difesa, carismatico, capace di giocare il pallone anche sotto pressione e di un terzino abile in entrambe le fasi che spesso è stato l'arma vincente della squadra bianconera. La Juventus, ovviamente, non poteva dire di no alla grossa offera presentata dal Milan e il PSG ha approfittato della possibilità di assicurarsi Dani Alves a parametro zero.

A centrocampo, Marotta è riuscito decisamente a sfoltire: Mario Lemina al Southampton per 17 milioni è stato sicuramente un affare come lo è stata la cessione in prestito di Rincon al Torino. Neto è partito destinazione Valencia, stessa casa di Simone Zaza, anch'esso acquistato per 16 milioni dopo un anno di prestito, e infine Kingsley Coman ex parigino che è stato riscattato per 21 milioni di euro dal Bayern Monaco. Tutte  queste operazioni in uscita sono state eseguite in vista di nuovi arrivi, Szczęsny per Neto così come Matuidi per Lemina, e con Costa alla Juventus il Bayern ha dovuto per forza puntare su Coman per sostituire il brasiliano. 

L'amministrazione da parte di Marotta di tutti i giovani è stata pressochè impeccabile, Mandragora e Ganz per esempio, appena acquistati, sono stati girati in prestito rispettivamente al Crotone e al Pescara per accumulare importante esperienza. Con Mattiello alla SPAL e Kean al Verona, Allegri può vedere con i propri occhi i suoi gioielli crescere, ma i nomi dei baby campioni non finiscono qui. Orsolini, Audero, Leali, Tello e Vitale sono tutti profili sotto osservazione, italiani e non, che prima di esordire in maglia bianconera devono necessariamente calcare il campo con continuità. Un errore da non commettere è sicuramente quello di lasciare i ragazzi troppo tempo nelle piccole squadre, bruciando le loro opportunità di esordire con addosso la maglia bianconera. Apprendistato e ritorno, questo l'obiettivo della Signora.