Turn over e qualità: la porta della Juventus

In questo mercato abbiamo assistito anche ad un livellamento del gap che esiste tra titolari e riserve, alzando la qualità del turn over. In primis, la porta.

Turn over e qualità: la porta della Juventus
Turn over bianconero di qualità: i portieri

Lo scorso anno la Juventus ha giocato ben 57 partite complessive. Numeri altissimi ed in linea con le big d'Europa, come il Real Madrid. Squadra nominata non proprio per caso, in quanto dominatrice dell'Europa che conta da ben due anni consecutivi. Ebbene, la squadra di Zidane ha presentato per tutto l'anno passatto una rosa titolare di 14-15 giocatori, tanto da potersi permettere il lusso di lasciare tra panchina e tribuna giocatori titolari ovunque come Morata (ora inamovibile al Chelsea) e James Rodriguez (titolarissimo nel Bayern).

In questo senso, il mercato bianconero, oltre ad aver acquistato aumentato il livello dellundici titolare, è stato protagonista dell'acquisto di alcuni giocatori funzionali ad aumetare qualitativamente il livello della panchina. Al posto di Lemina, entrerà Matuidi, capace di dare un ottimo aiuto nella fase difensiva. Questo per fare un semplice esempio. Senza dilungarsi troppo nell'analisi complessiva di tutta la rosa, balza all'occhio l'acquisto di Szczesny e la cessione di Neto.

Il brasiliano classe 89 si era accasato a parametro zero nel 2015. Due anni di titolarità in Coppa Italia con due vittorie ed un complessivo di undici presenze in campionato nei due anni in bianconero. Bilancio in positivo per ciò che concerne il rapporto presenze/gol subiti. Un buon secondo portiere le cui presenze erano caratterizzate da alti e bassi. Ora la parata miracolosa, ora l'incertezza che faceva stare col fiato sospeso difesa e tifosi bianconeri. Non propriamente una garanzia. Comprensibile dal momento che davanti a te c'è un certo Gianluigi Buffon, un portiere che alla soglia dei quarant'anni vince ancora il premio come miglior portiere della Champions League; la pressione di far bene tanto quanto lui può comprensibilmente essere difficile da gestire. La panchina della Juventus però gli stava stretta e dopo due anni ha preferito chiedere la cessione ed andare in terra valenciana, dove ad oggi condivide la titolarità col suo ex compagno Zaza.

Con il giovane Audero al Venezia, Buffon è rimasto solo per un breve periodo. Richiamato Pinsoglio, dopo un'annata non proprio fortunata a Latina, si è comportato molto bene nella tournée americana, soprattutto nella partita col PSG.

Una spesa consistente è stata fatta per il sostituto del partente Neto e gli occhi di Marotta sono caduti sul polacco ex Roma, Szczesny. Dopo cinque anni di titolarità all'Arsenal, il portiere polacco classe '90 è passato in prestito biennale alla Roma, comportandosi molto bene e dimostrando un ottimo approccio al campionato italiano. Ben dodici i milioni di euro sborsati dalla Juventus per accaparrarsi quello che è un figliol prodigo del calcio. A soli 20 anni, Sczczesny già era titolare indiscusso nell'Arsenal di Wenger. Di lì a poco avrebbe difeso anche la porta della nazionale polacca. Appare evidente l'upgrade nella porta bianconera.

Escludendo per un attimo l'eterno Gigi Buffon, rispetto allo scorso anno Sczczesny e Pisnoglio hanno portato una certa esperienza che né Neto, in campo europeo, né Audero potevano avere. Sabato abbiamo assistito al battesimo del fuoco di Sczczesny, all'esordio con la maglia della Juventus. Clean Sheet, come dicono in Inghilterra ed anche una parata di spessore e tanta sicurezza nelle uscite. Ma soprattutto personalità. Nei momenti in cui il Chievo attaccava, Sczczesny chiamava a sè la difesa sgolandosi, cosa che raramente capitava con Neto, più e più volte ripreso dai compagni per questo motivo. Gioventù ed esperienza, dunque, in un reparto che vedrà ancora Buffon titolare ed un giovane portiere polacco, pronto a rispondere presente ed a raccogliere la sua eredità.