Juventus-Inter, l'analisi tattica

Il Derby d'Italia si conclude a reti bianche. Un primo tempo bloccato, seconda frazione in cui i bianconeri si spingono in avanti alzando il pressing e creando occasioni, senza però bucare la retroguardia nerazzurra.

Juventus-Inter, l'analisi tattica
Juventus-Inter, l'analisi tattica

Termina a reti bianche lo scontro tra Juventus ed Inter. Le due squadre hanno dato vita ad una partita abbastanza bloccata, fatto già intuibile all'annuncio delle formazioni, soprattutto guardando a quella di casa. Alla fine il pareggio è forse un punto guadagnato per la truppa di Spalletti, costretta alle corde nei secondi quarantacinque minuti, mentre i ragazzi di Allegri escono con l'amaro in bocca per non aver trasformato in gol una delle occasioni costruite nella seconda frazione di gioco. 

Le formazioni - Il tecnico bianconero rinuncia a Dybala, Sandro e Douglas Costa preferendogli Mandzukic, Cuadrado e Asamoah. Il modulo è 4-3-3, pronto a trasformarsi in 4-4-2 in fase di non possesso, con i due esterni chiamati a svolgere un duro lavoro di rientro per non permettere all'Inter di fare il proprio gioco avvolgente e volto al cross per Icardi. In questo senso è importante anche il lavoro fatto da Pjanic su Borja Valero, ma ne parleremo più avanti. Se Allegri ha rinunciato a qualche opzione offensiva per cercare di bloccare il gioco interista, Spalletti ha schierato il suo undici tipo, con unica differenza l'inserimento di Brozovic al posto di Gagliardini, nel tentativo di dare fastidio alla Juventus con l'inserimento tra le linee. 

Il primo tempo - Durante la prima frazione di gioco l'Inter riesce a restare per gran parte dei minuti nella metà campo bianconera. Asamoah soffre i tagli profondi di Candreva, costringendo Chiellini ad uscire per chiudere sull'esterno interista. Il ghanese ha disputato un primo tempo rivedibile in fase di ripiegamento, prestando il fianco, o meglio le spalle, agli scatti dell'ex Lazio e lasciando proprio al romano l'occasione di creare pericoli per la porta di Szczesny. 

In quest'azione Asamoah si fa sorprendere dallo scatto di Candreva, prova ad anticipare con la scivolata mancando però la palla. L'interista può quindi andare sul fondo e mettere in mezzo un pallone pericoloso salvato da Chiellini prima e Matuidi poi. 

Commentando le formazioni raccontavamo di come sia stato importante anche il lavoro di Pjanic su Borja Valero. Il centrocampista bosniaco è andato più volte a pressare lo spagnolo per non permettergli di giostrare il gioco interista e molte volte lo ha costretto al passaggio indietro, permettendo così agli esterni bianconeri di tornare in posizione. 

Il piano di gioco offensivo della Juventus si è fatto chiaro sin dai primi minuti. Allegri ha messo in campo Mandzukic per poter sfruttare il mismatch fisico con il terzino avversario come spesso accaduto lo scorso anno. Il croato ha sovrastato fisicamente D'Ambrosio rendendosi pericoloso più volte nel corso della partita, anche grazie all'altra parte del piano di Allegri: Cuadrado. Il colombiano era deputato a crossare il pallone sul secondo palo per l'accorrente croato e, infatti, molte volte nel corso della partita si è visto Cuadrado rinunciare al dribbling per tentare il cross. 

In questa occasione, forse la più esemplificativa, Cuadrado può puntare Santon o servire a sovrapposizione del compagno, ma preferisce il cross  per Mandzukic che arriva in corsa sul secondo palo. Una situazione mortifera per gli avversari, questa volta salvati dalla traversa. 

Il secondo tempo - Nella seconda frazione di gioco, l'Inter si rintana nella sua metà campo, schiacciata dalla manovra bianconera, senza però offrire troppi spunti all'offensiva casalinga. La Juventus continua imperterrita sull'asse Cuadrado-Mandzukic, Allegri sceglie di non spaccare la partita inserendo Dybala e Douglas Costa, il primo entrerà a venti minuti dalla fine senza però lasciare il segno. In questa porzione di tempo, però, si vede forse l'unica azione in cui il colombiano in maglia bianconera decide di puntare la difesa ospite, anziché provare il cross al centro. Questo perché la linea nerazzurra era compatta all'interno dell'area di rigore in seguito al corner respinto, ma il dribbling di Cuadrado e il conseguente inserimento ha creato il pericolo più grosso della seconda porzione di partita. 

Cuadrado salta netto Borja Valero, serve Higuain (bravo a staccarsi dalla marcatura asfissiante di Miranda) che lo lancia a rete. Perisic rischia l'autorete, ma con l'aiuto di Handanovic salva la situazione. 

Insomma, ancora una volta Massimiliano Allegri ha deciso su che piano giocarsi la partita, quello fisico, andando incontro alla più grande forza dell'Inter, che nelle partite precedenti aveva fatto la differenza proprio sotto quell'aspetto. L'inserimento di Mandzukic e la conferma di Khedira, Matuidi e Asamoah vanno lette in queste senso, anche se resta francamente il dubbio sul motivo per cui non è stato inserito Douglas Costa, il più in forma assieme ad Higuain. Dall'altro lato, Spalletti, trova l'ennesimo clean sheet della stagione frutto di una prestazione difensiva solidissima, soprattutto dei due centrali. Il risultato può soddisfare l'Inter, non la Juventus che deve inseguire, ma certamente entrambi i tecnici hanno ricevuto risposte incoraggianti dai propri uomini in vista del prosieguo della stagione.