La Lazio in crisi: le parole di Marchetti e Pioli nel post

La sconfitta interna per 2-0 con la Juve pone i biancocelesti in una situazione sempre peggiore di classifica e soprattutto mentale.

La Lazio in crisi: le parole di Marchetti e Pioli nel post
La Lazio in crisi: le parole di Marchetti e Pioli nel post

La Lazio cade ancora, meno rovinosamente, ma cade ancora. La Juve la batte 2-0 all'Olimpico e la getta in una crisi sempre peggiore, dalla quale Stefano Pioli cerca di trarre le cose positive, che sono troppo poche e insufficienti: "La generosità e la voglia ci sono state - ha spiegato a Sky Sport - credo che diventi molto difficile se alla prima situazione in cui gli avversari escono dalla propria metà campo si va in svantaggio. È un peccato, avevamo approcciato bene la gara, dopo si è fatta difficile e siamo stati vogliosi sicuramente ma troppo lenti e troppo prevedibili". E a questo punto anche il futuro è sempre più in dubbio: "Non son domande che dovete fare a me, io posso solo cercare di lavorare nel miglior modo possibile e metter tutto me stesso come sto facendo per dare fiducia alla squadra".

E i gol non arrivano, nonostante la potenza di fuoco offensiva: "È una cosa strana per noi non segnare con continuità e non riuscire a creare situazioni pericolose. Abbiamo perso fiducia e questo non fa tentare giocate di qualità, spesso abbiamo trovato soluzioni importanti. Dobbiamo essere lucidi, ammettere il momento delicato e mettere in campo prestazioni più attente, determinate e volenterose, ci vuole più intensità, tutti noi dobbiamo mettere in campo di più".

Pioli si dice anche un po' sorpreso della crisi, non prevista per certi versi a inizio stagione nonostante la giovane età della rosa: "Non mi aspettavo il ritardo è l’altalenanza, abbiamo inserito giocatori giovani ma in un’intelaiatura di una squadra che lavora insieme di un anno. Credo sia il lavoro della squadra che esalta le capacità dei singoli e la squadra pur con voglia e generosità sta perdendo idee, e diventa più difficile anche per i singoli". E infine, parole per un giovane un po' sparito dai radar: "Cataldi è un giocatore di grande prospettiva che ha già dimostrato di essere all’altezza, stasera volevamo aggredire le loro fonti di gioco".

Concorda con il suo allenatore anche Federico Marchetti: "Il mister l’ha analizzato bene - spiega sempre a Sky - quando le cose non vanno la palla comincia a scottare e quindi non è facile provare la giocata, provare il dribbling. La nostra squadra ha qualità, sa puntare bene l’uomo. In questo momento siamo in difficoltà. Il momento è complicato, anche perché oggi quello che non doveva succedere era di andare sotto dopo pochi minuti e sono mancate certezza e fiducia, ed è difficile anche averle, non arrivano risultati ed è anche normale. Credo che con un pizzico di fortuna in più le avremmo portate a casa".

C'è anche la sfortuna di mezzo, e anche il talento degli avversari, specialmente di Dybala, sul cui gol il portiere è incolpevole: "Per come è la dinamica credo di aver fatto tutto quel che potevo fare, ero coperto da Parolo e non ho visto partire la palla, avendo questo attimo in meno di tempo di più io non potevo fare, siamo anche un pizzico rammaricati perché sono 2-3 partite che, tolto Palermo, alla minima occasione ci fanno gol, abbiamo le qualità tecniche e morali per risalire. La gestione non è stata ottimale anche perché i gol sono arrivati più da demeriti nostri, abbiamo gestito male la palla, però è successo e credo che in queste situazioni serva la compattezza, un equilibrio e le cose semplici, che fanno trovare quella fiducia e porterà ai risultati".

Infine, una sorta di appello ai tifosi: "È normale che la situazione non è semplice avere uno stadio semi-deserto, giocare in Europa League e trovarsi lo stadio con tremila persone… Da giocatore ho capito che gli stimoli li trovi verso di te, una mano dal tifo fa fare qualcosa in più. Ma non dobbiamo cercare alibi, dobbiamo lavorare, usciremo dalla situazione".