Lazio, Lulic: "Amputazione scampata. Lo striscione dei romanisti non lo commento"

Il calciatore serbo della Lazio è tornato a casa dopo l'intervento alla mano che lo costringerà ad un periodo di stop. Queste le sue prime parole, sull'accaduto ma non solo.

Lazio, Lulic: "Amputazione scampata. Lo striscione dei romanisti non lo commento"
Lulic: "Amputazione scampata. Lo striscione dei romanisti non lo commento"

Pericolo scampato, o quasi, per Senad Lulic. 2 dicembre, Formello: il calciatore della Lazio stava svolgendo degli esercizi in palestra quando il bilanciere gli ha provocato una sub-amputazione traumatica di una falange che lo ha costretto ad un'operazione di urgenza. Il terzino è tornato a casa, però, dopo una lunga degenza, con i medici che hanno preferito osservare da vicino il decorso post operatorio. 

Ai microfoni del portale Faktor.ba il serbo ha parlato dell'accaduto, raccontando in primis quanto successo: "Stavo facendo un esercizio per le gambe, sono scivolato e i pesi mi sono caduti sulla mano. È successo tutto in pochi secondi. Sono stato immediatamente trasportato in ospedale e mi hanno operato subito. Poteva andare molto peggio". 

Tuttavia, nei giorni post operazione, Lulic ha temuto anche per l'amputazione. Questo il motivo per il quale dopo l'operazione è stato tenuto più tempo del solito in ospedale: "I medici mi hanno detto che sta procedendo tutto bene e che l'operazione ha avuto esito positivo. Sono rimasto in clinica perché volevano tenermi sotto osservazione, adesso credo che l'amputazione sia scongiurata. Già sono passati diversi giorni da quando ho fatto l'intervento. Le dita sono tornare ad avere un colore normale e i medici mi hanno detto che se non ci sono state complicazioni sino ad ora non ce ne saranno in seguito".

Infine, nessun commento riguardo lo striscione esposto in occasione di Torino-Roma da parte della tifoseria giallorossa, ma solo un pensiero riguardo il suo rientro, che però al momento non sembra essere una priorità: "Onestamente in questo momento neanche ci penso, la cosa più importante è che mi abbiano salvato il dito. Dovrei tornare tra un mese, forse anche un mese e mezzo. Ma ripeto, adesso conta la mia salute".