Lazio, il pagellone della prima parte di stagione

Lente di ingrandimento sulla squadra romana. Con che voti passano i giocatori questa prima parte di stagione?

Lazio, il pagellone della prima parte di stagione
Lazio, il pagellone della prima parte di stagione

Marchetti 6,5 - Il numero 22 biancoceleste ha condotto una prima parte di stagione con piena sufficenza. E' dovuto stare fermo ai box nelle prime partite, poi si è ripreso il suo posto tra i pali. Ora è infortunato, una lesione che lo terrà fermo un mese. Questo perchè voleva andare a festeggiare il gol di Matri contro la Samp, ma la corsa gli è costata cara. E' costato caro anche il cambio alla Lazio, perchè Berisha non è Marchetti, lo si è visto in quell'uscita scellerata. Marchetti, oltre ad essere uomo spogliatoio, rimane una certezza per Stefano Pioli.

Berisha 5,5 - Ha giocato forse le due partite più importanti della stagione, i preliminari contro il Leverkusen. Ad essere sinceri non ha sfigurato, l'unica pecca è stato il primo gol dei tedeschi al ritorno, in cui in coppia con De Vrij (è colpevole più l'olandese) ha combinato un pasticcio. Il portiere albanese è comunque un buon secondo, ancora troppo acerbo per garantire ogni settimana la prestazione. Troppo spesso uscite accidentali e amnesie di posizionamento. Viene utilizzato, infatti, titolare solo in Europa League. 

Basta 7 - E' stato il più utilizzato da Stefano Pioli durante questa prima parte di stagione. Corsa, cross, inserimenti: sulla fascia destra si è fatto trovare sempre pronto. Spirito guerriero che non è passato inosservato ai tifosi laziali. Uno dei pochi a salvarsi in molte occasioni. Unico neo l'autogol a Bergamo con l'Atalanta: unica prestazione insufficente.

Konko 6 - Se manca Basta, c'è Konko. Il francese ha giocato le ultime due partite titolare, proprio a causa dell'infortunio del serbo. Contro la Samp è stato uno dei migliori in campo, solo il retropassaggio finale che ha portato Berisha all'uscita è stata una disattenzione condannabile. Per il resto, si è fatto trovare pronto. All'occorrenza utilizzabile anche a sinistra, con discreti risultati.

Patric SV - E’ uno degli oggetti misteriosi che si aggirano per Formello. Ha collezionato solo 44 minuti in biancoceleste: troppo poco per valutare.

Mauricio 4,5 - L’assenza di De Vrij si è ripercossa su tutto il reparto. Mauricio, insieme a Gentiletti, lì da solo è stato in difficoltà per tutta questa prima parte. Troppo spesso irruento ed impreciso negli interventi per un ruolo delicato come il difensore centrale. Erano meglio Cana e Ciani?

Hoedt 6 - Per uno che aveva collezionato appena 24 presenze in Eredivise, non ci si poteva aspettare più di tanto. E’ stato buttato nella mischia, ha fatto a sportellate uscendone qualche volta rintronato dai ritmi della Serie A e dai ritmi di certi attaccanti (Higuain…). Per il resto, si vede, ancora si deve ambientare al meglio. Ottimo stacco di testa, ottima fisicità. Ancora un po’ rude con i piedi, ma è un ’94. Diamogli tempo.

Gentiletti 4,5 - Il mistero di Santiago Gentiletti. O meglio, quella maledetta domenica a Genova. All’inizio dell’anno scorso, in coppia con De Vrij, aveva stupito tutti. Personalità, anticipo secco, piedi ottimi. Poi il ginocchio fa crack e del super Gentiletti si perdono le tracce. E’ tornato quest’anno: prima ha faticato fisicamente ad entrare in ritmo partita, poi qualche buona prestazione intervallata da scivoloni difensivi imperdonabili. Pare abbia chiesto la cessione perché non riesce a sorbire tre partite alla settimana. Il ginocchio ancora si lamenta. 

De Vrij SV - Davvero poche 4 partite ufficiali disputate in questa stagione per valutare Stefan De Vrij. Rimarrà senza voto per tutta la stagione. Putroppo.

Radu 6 - Partito male, tanto da perdere il posto in favore di Lulic. Poi ha tirato fuori la sua forte personalità nel periodo nero della Lazio. Senza Lulic ha trovato una buona continuità ritrovando la giusta sicurezza. In ripresa. 

Braafheid SV - Gli hanno rinnovato il contratto un anno fa. Si vede solo nei selfie di Keita. Siamo sicuri che gioca ancora nella Lazio?

Lulic 6 - Il Jolly di Pioli ovunque lo si mette garantisce la sufficienza. Qualcosa in più, però, quest’anno ancora non l’ha dimostrato. Deve trovare la condizione fisica migliore per poter fare la differenza: all’inizio ha faticato, poi piano piano si è ripreso tirando fuori qualche buona prestazione (nel derby è uno degli unici che si è salvato). Scongiurata l’amputazione del dito, tra poco dovrebbe riprendere a giocare. 

Biglia 7 - Il capitano della Lazio si è dimostrato anche in questa prima parte di stagione uno dei migliori centrocampisti centrali del nostro campionato. Il giusto mix tra un mediano e un regista. Ruba palloni ma coordina anche ogni giocata della squadra. A segno anche tre volte in questa prima parte, una su punizione. Leader indiscusso del centrocampo, corteggiato dalle big europee. Il voto non va oltre il sette perché si affievolisce insieme alla squadra nel mese nero di Novembre. Comunque sempre Principito.

Parolo 6 - In queste giornate dei suoi tipici inserimenti ne abbiamo visti pochi, o quasi nulla. Viaggia in terza e ci si aspetti cambi marcia prima possibile. L’anno scorso 10 gol e prestazioni da grande centrocampista. Quest’anno ha iniziato tentennando. Comunque rimane un tassello fondamentale sia per Pioli che per Antonio Conte.

Milinkovic-Savic 6,5 - Pioli gli ha dato molto fiducia, forse ha giocato più di quanto si sarebbe aspettato (18 presenze totali). E’ uno degli innesti provenienti dal mercato di gennaio, è molto giovane con un futuro tutto davanti a sé che fa ben sperare. Presenza fisica, ottimi piedi ed un paragone con Yaya Tourè che è tutto dire. Forse è precoce paragonarlo al centrocampista del City, ma le caratteristiche sono quelle. Poco presente in zona gol, ma arriverà anche la prima rete in biancoceleste.

Onazi 6 - Il centrocampista nigeriano è stato utilizzato solo in cinque occasioni. Contro il Napoli è stato forse l’unico a salvarsi. Tanta corsa e grinta sono le sue caratteristiche principali. Ha comunque dimostrato sempre l’approccio giusto in campo, sudando ogni singola maglietta che ha indossato. Se la squadra gira, può esaltarsi pure lui. La Lazio non ha brillato, lui non ha mai fatto la differenza. Ma la sufficienza per impegno Onazi se la merita.

Cataldi 5,5 - Forse distratto dall’ottima annata passata che lo ha lanciato in Serie A, Danilo Cataldi non ha espresso il suo miglior calcio durante questa prima parte. Una questione più di testa che di piedi, è evidente. Sembra tornato sulla retta via grazia al primo gol con la Lazio dei grandi contro l’Udinese in coppa. Magari Pioli gli darà più fiducia e lui potrà giovare di una continuità che quest’anno gli è mancata. Ancora non sufficiente.

Morrison 4 - Altro oggetto misterioso insieme a Patric e Braafheid. Più casi su di lui che presenze in campo. Il suo futuro è già lontano da Roma. Con Pioli non è mai scoccata la freccia anche se col gruppo sembra essersi ambientato bene. Peccato.

Kishna 6 - Il tulipano olandese era partito col botto (gol all’esordio contro il Bologna), poi si è un po’ perso per strada. Anche lui giovanissimo (classe ’95), prelevato dall’Ajax nel mercato estivo. Pericoloso dai corner e sulle punizioni con traiettorie sempre insidiose. In una situazione meno complicata di classifica, potrà far esplodere il suo talento.

Felipe Anderson 5 - Dal 7 al 10. Sicuramente il suo voto della passata stagione oscillava tra quei due numeri, ma questi indicano il passaggio dalla maglia numero 7 a quella pesante del 10 avvenuto in estate sulle spalle di Felipe Anderson. L’esplosione della scorsa stagione ed il dieci non l’hanno montato, ma caricato di responsabilità. Il confronto col Felipe numero 7, ad oggi, non regge minimamente. In questa prima parte in campo è apparso spaesato e poco voglioso. Infatti ha collezionato più di una panchina. Gli serve incondizionata fiducia sia da parte dell’allenatore sia da parte dell’ambiente per esprimersi al meglio. Per ora un Felipe a rallentatore. 

Candreva 6,5 - Prima la storia della fascia da capitano, poi prestazioni al di sotto delle due possibilità. Questa stagione per Antonio Candreva è iniziata non senza qualche problema. In netta ripresa nelle ultime uscite, con l’Inter si è rivisto quello che tutti conosciamo: un pilastro della fascia destra, un pilastro della Lazio e della nostra Nazionale. Un 6 e mezzo di fiducia. 

Keita 6 - Poteva essere l’uomo Champions (suo il gol dell’1-0 all’andata col Leverkusen), invece il sogno è svanito in terra tedesca. Keita, compresi i preliminari giocati bene e da prima punta, ha sempre dimostrato di esser pronto. Devastante a partita in corso, ancora poco utilizzato dall’inizio. Con l’Hellas appena entrato si è guadagnato un rigore cambiando completamente l’andamento del match, anche col Frosinone (in gol) e col Sassuolo è stato il migliore dei suoi. Un’infortunio al collaterale lo ha tenuto fermo un mese. Sirene di mercato lo vorrebbero lontano da Roma. La Lazio farebbe bene a tenerselo stretto. 

Klose 5 - Con tutta sincerità, questo inizio stagione di Miro Klose varrebbe anche nemmeno di un cinque in pagella. Ancora a secco di gol, con lui in campo la Lazio ha una media di 0,5 punti a partita. E’ evidente che gli anni passano anche per un campione eterno come lui, ed è davvero un peccato vederlo così poco incisivo, così poco Miro Klose. I 13 gol dello scorso anno forse saranno l’ultimo suo grande apporto al calcio professionistico. Poi chissà, il bomber tedesco si riprenderà l’attacco della Lazio. Non si può mai dire. Alla condizione attuale appare improbabile. 

Djordjevic 5 - Pioli gli ha sempre dato fiducia. E’il tipo di attaccante che piace al tecnico emiliano, perché pressa molto, si sacrifica e gioca molto per la squadra. Però il serbo quest’anno ha iniziato col freno a mano la sua stagione. A parte i due gol in campionato e qualche buona prestazione in Europa League, davvero poca roba. Tant’è che ultimamente gli è stato preferito Matri dall’inizio.

Matri 6,5 - L’attaccante ex Genoa, ne avevamo anche parlato qua, non può non essere il titolare della Lazio in questo momento della stagione. E’ per distacco l’attaccante più in forma, nonché il più prolifico in zona gol. Il Mitra si è guadagnato la maglia da titolare. Generosità, grinta e gol lo hanno lanciato in maglia biancoceleste. Ora sta a lui dimostrare che vale più di un 6 e mezzo caricandosi l’attacco laziale sulle spalle.