Lazio, colpo Bisevac

In arrivo dall'Olympique Lione, oggi le visite mediche: esperienza e sacrificio a disposizione di Pioli, possibile presenza nel match contro il Carpi.

Lazio, colpo Bisevac
Milan Bisevac, 32 anni, Google

Lazio al lavoro per un sogno che si chiama Champions League e che i tifosi biancocelesti si augurano venga raggiunto almeno in minima parte (come avvenuto, per solo due partite, anche quest'anno); a Pioli & co. serve una marcia in più in attacco e una solidità maggiore in difesa nel girone di ritorno.

E in Serbia solidità é sinonimo di Milan Bisevac, nuovo nome della difesa della squadra laziale: é in arrivo a giorni dall'Olympique Lione e servirà a dare una maggiore forza fisica e mentale a un reparto che fino ad adesso non ha convinto, e anzi ha dimostrato di dover migliorare. Un investimento di basso costo, appena 2 milioni di euro di cartellino e altrettanto di ingaggio annuo al giocatore, però in pieno stile Lotito: é un giocatore che é destinato a dare grandi sicurezze, nonostante le cifre modeste.

LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA - ...o del bollettino. Perché i due bollettini del serbo hanno bilanci differenti: quello in campo è molto positivo, con un passato al Paris Saint-Germain e tantissima esperienza accumulata in 14 anni di carriera; dall'altro lato quello medico, pessimo. Bisevac ha sofferto degli stessi problemi che ad oggi tormentano De Vrij, sempre in casa Lazio, al ginocchio: solo 9 presenze quest'anno fra tutte le competizioni.

Paradossalmente potrebbe rivelarsi anche una cosa positiva: con l'assistenza e i consigli di un veterano, per l'olandese sarà sicuramente più facile riprendersi con serenità, anche perché lo abbiamo detto, in campo difficilmente deluderà le aspettative il 32enne. Era proprio il profilo che la Lazio cercava: un giocatore dal rendimento certo, low cost e che sarà disposto a mettersi da parte quando ci sarà il ritorno di De Vrij, e quando magari Maurìcio vivrà tempi migliori. Per adesso, i biancocelesti per continuare a inseguire l'Europa si possono definire in una botte di ferro che, paradossalmente, di nome fa Milan.