Milan, cronaca di una stagione horror

I numeri non mentono, quella del Milan è stata la peggior stagione degli ultimi trent'anni con un percorso tortuoso conclusosi soltanto al decimo posto in classifica

Milan, cronaca di una stagione horror
Milan, cronaca di una stagione horror

52 punti, 12 sconfitte, 4 vittorie in trasferta, 13 espulsioni, 56 gol fatti e 50 subiti. Sono questi alcuni numeri della disastrosa stagione milanista che si è chiusa con un deludente decimo posto, lontanissimo dall'Europa che conta e con ben 35 punti in meno rispetto alla Juventus. Pensare che la squadra rossonera aveva iniziato bene il campionato con le vittorie in casa contro la Lazio e nello spettacolare match del Tardini con il Parma. Dopo la sconfitta in casa con la Juventus con il gol di Tevez, qualcosa si è irrimediabilmente incrinato all'interno della squadra di Inzaghi che ha poi alternato discrete prestazioni, come quella a Verona con una netta vittoria per 3-1 alla settima giornata, per poi tornare nel baratro alla decima in casa contro il Palermo quando uno scatenato Dybala fece ammattire la difesa rossonera nel 2-0 dei rosanero.

La squadra non riesce a ingranare e per tutto il girone d'andata si affida alle giocate di Menez che segna a ripetizione ma non riesce mai a imporsi come leader della squadra per evidenti limiti caratteriali e anche tecnici. Non si discute la sua classe ma spesso è fine a se stessa così la squadra ne risente quando il transalpino non è in giornata. Inzaghi riesce però a trasmettere il suo carattere soprattutto in occasione delle sfide importanti come quelle con Napoli e Roma dove il Milan gioca bene e conquista 4 punti grazie alla vittoria per 2-0 in casa contro i partenopei e il pareggio a reti inviolate all'Olimpico di Roma. Punti che arrivano per la capacità di agire in contropiede della squadra che però va in grossa in difficoltà quando deve fare gioco infatti nel giorno dell'epifania arriva un'altra sconfitta in casa contro il Sassuolo. Il girone d'andata si conclude con un altro 0 sul tabellino perchè anche l'Atalanta vince a San Siro che ormai più che un fortino su cui costruire una buona stagione, diventa una terra di conquista per le rivali. Visti gli scarsi risultati del campionato, tifosi e dirigenza confidano nella Coppa Italia per poter arrivare in Europa ma il percorso rossonero si interrompe già ai quarti di finale contro la Lazio che passa a San Siro per 1-0. Iniziano anche i primi rumors che vorrebbero Inzaghi vicino all'esonero perchè tifosi e dirigenti criticano la totale assenza di un'idea di gioco da parte della squadra che crolla nuovamente alla prima di ritorno ancora contro i biancocelesti.

Inzaghi continua a far ruotare tutti i giocatori della rosa anche a causa di diversi infortuni ma la sostanza non cambia. I rossoneri prendono una boccata d’ossigeno con la vittoria in casa contro un Parma ormai in declino ma tornano i fantasmi tra la 25esima e la 27esima giornata quando il Milan pareggia in casa del Chievo dopo una partita da 0 tiri in porta e poi si fa raggiungere al 93esimo dal Verona sul 2-2 appena 5' dopo che Inzaghi aveva inserito Bocchetti per difendere il risultato ma proprio da un errore del difensore campano era arrivato il pareggio. Per completare il trittico di partite, arriva anche la sconfitta in casa della Fiorentina, anche questa maturata negli ultimi minuti. Le successive vittorie contro Cagliari e Palermo fanno tornare il Milan in corsa almeno per l'Europa League ma le tre sconfitte consecutive contro Genoa, Udinese e Napoli cancellano quanto di buono fatto nelle giornate precedenti. Il Milan affronta le ultime partite senza più molte motivazioni con Menez squalificato per qualche parolina di troppo contro il Genoa e con Inzaghi ormai sulla graticola e prossimo all'esonero a fine stagione. La prova d'orgoglio in casa contro la Roma, dove il Milan si impone per 2-1 grazie alla rete dell'ex Destro, viene vanificata dalla sconfitta di Sassuolo dove addirittura il Milan rimane in 9 uomini per le espulsioni di Bonaventura, il più positivo insieme a Diego Lopez dell’intera stagione, e Suso. Valgono giusto per le statistiche le ultime due vittorie stagionali contro Torino e Atalanta.

Il Milan chiude al decimo posto, la peggior stagione dell'era Berlusconi e che costringerà la squadra a dover affrontare il turno preliminare di Coppa Italia già a Ferragosto. Le colpe di questa stagione si devono però spartire in egual misura tra dirigenza, allenatore e giocatori. La società perchè, nonostante i soliti proclami estivi, ha allestito una rosa non all'altezza e nemmeno gli acquisti di gennaio di Destro e Cerci hanno cambiato le sorti del campionato ed è qui che subentrano anche le responsabilità dell'allenatore che non ha saputo dare un'idea di gioco nemmeno quando ha potuto schierare i giocatori richiesti, difendendo per molti mesi una squadra che a tratti è sembrata imbarazzante. Per ultimi, ma non certo meno colpevoli, i giocatori che oltre ai ben noti limiti tecnici, non hanno nemmeno mostrato quel carattere e quell'orgoglio che merita la maglia del Milan.