Diego Lopez: "Milan grande club, ma l’anno prossimo si riparte da zero"

Il portiere rossonero si racconta: "Ogni anno mi sento meglio da un punto di vista fisico. Adesso dobbiamo guardare avanti e concentrarci con ottimismo sul 2015/2016"

Diego Lopez: "Milan grande club, ma l’anno prossimo si riparte da zero"
Diego Lopez: "Milan grande club, ma l’anno prossimo si riparte da zero"

Con Diego Lopez, il Milan è tornato ad avere un portiere. L' Ex blancos è senza dubbio uno dei pochi a salvarsi in una stagione 2014/2015 fallimentare da parte dei rossoneri.  Arrivato in estate a zero dal Real Madrid, ha vissuto un anno da leader con ventotto presenze in campionato e tante parate di livello che sono servite, purtroppo per il Milan, solo a limitare il passivo.

Sul numero di Giugno del mensile ufficiale Forza Milan, Diego Lopez ha parlato della sua avventura rossonera: "Per la squadra non è stato facile, soprattutto dal punto di vista dei risultati, c’è stata anche sfortuna ma adesso dobbiamo guardare avanti e concentrarci con ottimismo sul 2015/2016. Ripartiremo da zero e avremo la possibilità di rifarci delle delusioni passate. Il Milan è un grande club: credo che Milano sia una città che rispetta i giocatori e la loro vita privata. Per me è fondamentale poter avere una vita normale, staccare dal campo.  Ogni anno mi sento meglio da un punto di vista fisico. Nel mio ruolo poi contano tantissimo l'esperienza e la solidità mentale: due qualità che maturano nel tempo, partita dopo partita. I giovani sono lo specchio del cambiamento della società, vedo meno spirito di sacrificio e passione. Rimpianti? I difetti non mancano, sono troppo perfezionista e meticoloso e questo ha un po’ limitato professionalmente impedendomi di credere quanto avrei voluto. A volte servirebbe maggiore relax. Mi piacerebbe tornare, soprattutto in questo momento: credo di aver fatto bene con il Milan e continuerò ad impegnarmi al massimo per guadagnarmi la convocazione: più di questo non posso fare, se arriverà una chiamata sarà felice".

L'intervista continua con le differenze tra il calcio italiano e quello spagnolo: "Credo che in questo momento la Liga sia di valore leggermente superiore alla Serie A. Qui c’è più tattica, il livello è sempre buono ed è difficile affrontare le ‘piccole’, mentre in Spagna il divario fra Real Madrid, Barcellona e Atletico Madrid e Siviglia rispetto alla bassa classifica è molto più netto. La Serie A si è evoluta meno di Premier League e Bubdesliga: è rimasta indietro sia per la filosofia di gioco che dal punto di vista delle strutture di allenamenti e degli stadi. Il Real è un club molto importante e dal punto di vista mediatico è sempre sotto i riflettori, pure il Milan è grande e la città di Milano rispetta i giocatori e la loro vita privata. Per me è fondamentale fare le cose normali, staccare la spina, e il popolo rossonero mi permettono di farlo: scenderemo in campo davanti ai nostri tifosi è il massimo. E io mi presto sempre volentieri per autografi e foto, penso sia il più immediato riconoscimento del mio lavoro. Mi trovo benissimo, la mia famiglia è felice anche se mi mancano amici ed affetti della mia terra“. Idoli? Il mio preferito era il portieri del Real Madrid e della Nazionale spagnolaFrancisco Buyo, galiziano come me. Dopo di lui mi sono piaciuti tantissimo Van der Saare Bodo Illgner."