Milan rovesciato e in ritiro, Mihajlovic senza più appigli a cui aggrapparsi

La sconfitta di Bergamo contro l'Atalanta ha convinto allenatore e società della necessità del ritiro prima della partita contro la Juventus.

Milan rovesciato e in ritiro, Mihajlovic senza più appigli a cui aggrapparsi
Sinisa Mihajlovic, gazzetta.it

Il silenzio degli impotenti, la rassegnazione del non sapere più che cosa provare a fare o anche solo a dire ad una squadra volata via ad inizio primavera come i primi pollini di stagione. Le scorse quattro partite, compresa quella contro l'Atalanta, dovevano dare risposte sulla consistenza di questo Milan e sulle sue reali possibilità per la classifica. La risposta è stata sconcertante. 

Due punti in quattro partite e le prospettive che si ribaltano, anzi si rovesciano per restare sulla stretta attualità, con la necessità più di guardarsi alle spalle che non di sognare di sorpassare chi ti sta davanti. In tutto questo la decisione del ritiro è solo un modo, forse l'unico, ma comunque di facciata, per provare a salvare le apparenze di un'altra stagione in cui i buoi sono ormai scappati dalla stalla da troppo tempo e dove solo Barbara Berlusconi ha capito il reale valore della rosa attuale. Mihajlovic ha provato a credere in qualcosa di diverso, ma alla fine si è dovuto arrendere anche lui: " Stiamo in ritiro almeno fino a sabato, non so se può aiutare. Siamo arrivati al limite e questa è l’ultima cosa che ci rimane." Il ritiro e la Coppa Italia, contro quella Juventus in arrivo Sabato sera a San Siro con la concreta possibilità di passeggiare sulle macerie rossonere come fatto dal Napoli di Sarri ad inizio campionato.

La rovesciata di Pinilla, repubblica.it
La rovesciata di Pinilla, repubblica.it

Nel post partita Mihajlovic, giustamente, non ha parlato della prestazione sul campo della sua squadra, anche perchè di fatto non c'è stata. Reja ci ha messo 15 minuti per capire come sistemare i suoi e come far male al Milan e da lì in avanti la sensazione forte è stata di due squadre che andavano su ritmi diversi. Frizzanti e leggeri i nerazzurri, pesanti e irritanti quelli in maglia bianca, inadeguati in tanti giocatori spacciati per qualcosa che non sono e logori in quei pochi che sarebbero anche all' altezza della situazione, ma sono logori per mancanza di alternative credibili dalla panchina. Un'altra delle tante responsabilità di una società che ha lasciato solo macerie dietro di sè per quattro anni e che in maniera miope ha preteso di tornare grandi con 80 milioni di euro in una singola sessione di mercato. La programmazione è ben altra cosa, un progetto tecnico serio è una situazione ben diversa da quella del Milan. La testa di Mihajlovic probabilmente verrà sacrificata sull' altare rossonero a fine stagione, con il ritiro i giocatori e l'allenatore provano ad uscire da questa situazione. Non sono gli unici, forse, che dovrebbero guardarsi in faccia in questi giorni di riflessione.

Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, ilsussidiario.net