E' il giorno di Milan-Juve, Shevchenko: "Sarà la solita battaglia"

L'ex attaccante rossonero alla Gazzetta dello Sport: "Contro la Juve ho segnato il gol più importante in carriera. Milan? Ci vuole pazienza"

E' il giorno di Milan-Juve, Shevchenko: "Sarà la solita battaglia"
Andriy Shevchenko, GazzettaWorld

Milan Juventus è il big match di questa 32 esima giornata di Serie A che andrà in scena questa sera alle ore 20.45 a San Siro. Una grande notte al Meazza, una classica del nostro calcio anche se adesso è solo una delle due squadre che lotta per traguardi prestigiosi. I bianconeri vogliono vincere per tenere a distanza il Napoli, invece i rossoneri sono impegnati nella lotta per l’Europa League con il Sassuolo, che ospita il Genoa, distante soltanto un punto. 

A poche ore dal confronto contro la Juventus Andriy Shevchenko  ha rilasciato un'intervista esclusiva alla Gazzetta dello Sport. Tante volte l'ucraino, in carriera, ha trascinato alla vittoria il suo Milan contro i bianconeri: "Ho fatto tanti gol, eppure non ce n’è uno che valga quanto quel rigore segnato a Buffon nel 2003. Sarà la solita battaglia. Fra Juve e Milan non sono mai partite spettacolari, non lo fu nemmeno la finale, ma contano tanto anche quando magari contano poco. Voglio dire che c’è sempre la tensione giusta e anche la tensione fa spettacolo. Credo che mai come in questo tipo di partite un attaccante debba saper lottare per trovare il suo spazio, quei centimetri che fanno la differenza. La Juve ha sempre avuto un impianto solido".

Milan-Juventus Manchester 2003, gds.it
Milan-Juventus Manchester 2003, gds.it

L'ex numero 7 rossonero ha parlato del momento delicato che sta attraversando il Milan: "Ogni club vive momenti delicati. Per tornare a vincere il Milan deve prima di tutto qualificarsi in Champions. La squadra si sta formando, ha giocatori nuovi, come Bacca, un attaccante che mi piace molto. Ci vuole tempo per assemblare, ci vuole pazienza. Ora la Juve è tanto avanti in classifica, ma sono convinto che anche questa partita sarà combattuta e giocata sugli attimi. Per vincere certe partite bisogna essere compatti. Era così anche ai miei tempi". Da giocatore ad allenatore: "A dire la verità sono un allenatore in seconda e sto studiando. Sono molto curioso e eccitato per questa opportunità che mi ha dato la federazione ucraina. Vivere un Europeo in panchina sarà bello, so che imparerò molte cose. E’ presto per dire che tipo di allenatore sarò, non ho ancora cominciato".  

Sheva in chiusura ha parlato dei suoi nuovi colleghi, da Conte, Allegri, passando per Ranieri: "Conte al Chelsea? E’ una bella sfida, per il club e per Conte. Ha una mentalità forte, ha creato uno stile suo, le sue squadre sono riconoscibili. E credo che al Chelsea sia piaciuta la sua professionalità. Conte mi pare una persona preparata e intelligente. Ha la testa giusta per fare bene anche in Premier League. Ranieri? E' stato bravissimo. Allegri? Ci siamo conosciuti a Londra tempo fa quando è venuto per un periodo sabbatico. Lo apprezzo molto e credo che abbia sorpreso tanti con i suoi progressi. E’ cresciuto enormemente come allenatore: quando è arrivato al Milan era giovane, nessuno immaginava bene le sue potenzialità, e nessuno probabilmente immaginava che avrebbe avuto tanto successo arrivando alla Juve dopo Conte. Invece Allegri ha saputo superare le difficoltà e ripartire. E ho visto la squadra in Champions: è uscita col Bayern, ma come ha giocato... La Juve è una grande squadra creata da Allegri e dalla società. Allegri è fra i grandi allenatori d’Europa".