Milan - Roma, parla Romagnoli: "Serve la partita perfetta. Dobbiamo provarci sempre"

Il difensore rossonero in un'intervista a Sport Week: "Non sono ancora riuscito a far vedere che merito i soldi che il Milan ha speso per me, non serviranno una o due stagioni, ci vorrà una vita intera".

Milan - Roma, parla Romagnoli: "Serve la partita perfetta. Dobbiamo provarci sempre"
Alessio Romagnoli, gettyimages.com

Questa sera il Milan affronterà in casa la Roma, nell'ultima gara di campionato. I rossoneri dovranno conquistare l'intera posta, per poi sperare in un aiuto dell’Inter al Mapei Stadium, per finire la stagione al sesto posto (altrimenti i rossoneri dovranno vincere la Coppa Italia per accedere alla prossima Europa League). Alessio Romagnoli ha rilasciato una bella intervista a Sport Week. Sulla partita contro i giallorossi: "Finale? Serve la partita perfetta dobbiamo provarci sempre, dobbiamo tentare, siamo il Milan"

I 25 milioni investititi dal Milan caricano di responsabilità: "Il Milan su di me ha fatto un investimento- ha spiegato il difensore rossonero- e se ha speso tanto è perché pensa che li valga, quei soldi. Non credo che una società come questa faccia cazzate. Non sono ancora riuscito a far vedere che merito i soldi che il Milan ha speso per me, non serviranno una o due stagioni, ci vorrà una vita intera. È la maglia che pesa più di tutte assieme a quella della Juventus. Non so cosa stia succedendo al Milan, o ci sentiamo troppo bravi perché presuntuosi o andiamo in difficoltà quando dobbiamo fare la partita. Quante partite penso di aver sbagliato quest’anno? Intere prestazioni non credo, diciamo che ho commesso errori isolati, come a Firenze nella prima giornata, quando ho fatto un fallo da rigore su Ilicic. Pollo io e bravo lui a mettere il corpo tra me e la palla"

Infine, il difensore azzurro ha confessato: "Sono laziale, non mi sono mai sentito romano. Ma sì, tanto si sa quale passione ho io.Tutto è nato in una partita della Lazio nell’anno dello scudetto del 2000, o forse dell’anno prima. Però alla Roma devo solo dire grazie, è stata come una famiglia per me, e ha il miglior settore giovanile d’Italia: io, come allenatori, ho avuto Montella, Tovalieri, il papà di De Rossi. Io sono nato e cresciuto a Nettuno, Roma non l’ho mai frequentata moltissimo. Anche quando giocavo lì, preferivo tornare a casa mia. Perciò, mi sento romano ma non sono molto romano, non so se mi spiego. Roma però è Roma, la città più bella del mondo. I milanesi sono molto più freddi di noi. Ma qui mi sento a mio agio, perché anch’io sono fatto così. Non do confidenza, soprattutto all’inizio. Abito in piazza Castello: palazzo tranquillo, non ci sono rumori, nessuno mi disturba".