Milan, parla Bonaventura: "Noi, umili e giovani"

Le parole del centrocampista rossonero: "Dobbiamo continuare a lavorare con la mentalità di crescere singolarmente e di squadra".

Milan, parla Bonaventura: "Noi, umili e giovani"
Fonte foto: ESPN FC

In questo giorno di festa, Giacomo Bonaventura ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Premium Sport. Andiamo a sentire le sue parole.

Sulla stagione del Milan: "Quest'anno la stagione è partita in sordina ed è andata in crescendo. Non c'è un momento particolare in cui mi sono detto "ci siamo". Il campionato è ancora lungo e difficile e gli ultimi anni ci hanno lasciato che non sempre chi inizia forte poi finisce bene . Dobbiamo continuare a lavorare con la mentalità di crescere singolarmente e di squadra". Cosa manca per fare il passo di qualità?: "Penso che essendo una squadra giovanissima magari ci manca un po' d'esperienza e di furbizia che possa farci fare qualcosa in più. Poi anche qualche campione o giocatore di livello se dovesse arrivare sarebbe sicuramente una cosa che farebbe fare un grande salto di qualità a questa squadra".

Nonostante i giocatori siano più o meno sempre gli stessi, sembra di vedere un'altra squadra rispetto a quella delle passate stagioni..: "In queste partite abbiamo fatto risultati e buone prestazioni e questo ci ha dato continuità. Il mister ha portato avanti una sua idea tattica senza mai cambiarla cercando di far crescere più giocatori possibili e poi penso che questo gruppo è formato da giocatori giovani e umili, da gente che ha voglia di lavorare e di imparare: questo insieme di fattori ha fatto venire fuori dei risultati positivi" Gran merito è di Vincenzo Montella: "E' riuscito a trovare risultati e di conseguenza a cambiare l’ambiente intorno alla squadra. Una sua dote umana e una tecnica? Umanamente mi ha colpito la sua tranquillità. Una dote tecnica è che ha una sua idea di gioco precisa e dal primo giorno ha lavorato su quella: noi abbiamo capito cosa voleva e siamo riusciti a portare avanti determinati concetti. Ci ha dato molta tranquillità, è arrivato in modo umile e poi il resto l’hanno fatto i giocatori".

 Giacomo Bonaventura e Vincenzo Montella - getty images
Giacomo Bonaventura e Vincenzo Montella - getty images

Il centrocampista rossonero ha poi parlato di alcuni suoi compagni che, come lui, stanno facendo davvero bene in questa stagione. Suso: "Io gli dico sempre che assomiglia a David Silva del Manchester City. In queste partite sta facendo vedere quello che a noi aveva già fatto vede l’anno scorso in allenamento e che poi non riusciva a ripetere in partita. Quest'anno sta facendo benissimo, spero che continui così ma credo che crescerà ulteriormente perché ha l’atteggiamento giusto che credo lo porterà ad ottenere dei risultati importante"Donnarumma e Locatelli: "Sono dei giocatori diversi. Gigio mi ha sorpreso molto l’anno scorso perché non era facile, alla sua età, sostituire Diego Lopez e diventare titolare. Adesso sta continuando sulla sua strada e da qui in avanti potrà solo crescere. Locatelli ha appena iniziato, sta facendo bene e ci sta dando una grossa mano, nonostante le poche gare in Serie A. Se mi rivedo in lui? Magari nell'approccio alle partite di quando ho iniziato a giocare. E' giovane, deve lavorare tanto perché ha le capacità per diventare un grande giocatore" ed infine sul bomber Lapadula: "Lui è così di carattere. Anche io ho molta fame che magari dimostro in maniera diversa. La sua fame è una caratteristica positiva che serve anche al gruppo che viene trascinato dal suo atteggiamento".

In chiusura qualche domanda sulla sua infanzia: "Mi ricordo le partite che guardavo con mio padre che è un appassionato di calcio come me e mi ha trasferito questa passione. Erano momenti belli, mi divertivo molto e da lì ho iniziato ad apprezzare questo sport. La prima partita allo stadio? Da piccolo andavo a vedere la squadra del mio paese a San Severino, era uno stadio piccolo, di provincia ma mi divertivo molto. Il primo grande stadio da spettatore? Ero andato a vedere una gara della Samp al Marassi. Ero a Genova per caso, non ero mai stato in uno stadio così grande e fu una bellissima esperienza. La gara più bella da spettatore? Sicuramente quella della vittoria dei Mondiali dell’Italia, dalla tv. L’Italia è una cosa bella che unisce tutti gli italia".