Milan ai cinesi, tra la riconoscenza per Berlusconi e un necessario cambiamento

Il Milan è ufficialmente passato da Silvio Berlusconi a Yonghong Li. Un passaggio inevitabile, ma che non deve far dimenticare i successi dell'ormai ex presidente rossonero

Milan ai cinesi, tra la riconoscenza per Berlusconi e un necessario cambiamento
Marco Fassone, Auro Palumbo e Han Li, corrieredellosport.it

Alla fine il Diavolo è diventato Dragone. Silvio Berlusconi ha ceduto il club rossonero a Yonghong Li dopo 31 anni di presidenza e 29 trofei in bacheca, l'ultimo la Supercoppa Italiana conquistata da Vincenzo Montella a Doha a dicembre contro la Juventus. Una presidenza probabilmente unica e irripetibile, ma che negli ultimi anni aveva mostrato i segni di una certa stanchezza è mancata capacità di stare dietro al calcio di oggi, con quello che ne consegue a livello di risultati sul campo.

Per 25 anni il Milan di Berlusconi e Galliani è stato un modello da seguire, invidiato è cercato di copiare nelle sue parti migliori. Grandi campioni, grandi investimenti, trofei a non finire soprattutto a livello internazionale, dove Berlusconi ha realmente costruito la propria leggenda da presidente. Gli Scudetti non si dimenticano, certo, ma le Champions League o Coppe dei Campioni resteranno per sempre nell'immaginario collettivo. Su tutte il dominio di Barcellona sulla Steaua, la notte di Manchester e la rivincita di Atene. Solo tre istantanee di un kolossal da Oscar, popolato da attori straordinari. Ognuno ha i propri preferiti, inutile stare qui a fare un elenco che comunque lascerebbe scontento qualcuno. Poi qualcosa si è inceppato e le ultime 5-6 stagioni sono state un lento trascinarsi fra prestiti, parametri zero, slogan e frasi che mai hanno convinto una tifoseria che non riconosceva più la propria squadra.

La sfida che Yonghong Li, Han Li, Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli hanno accettato è di quelle toste, ma per davvero. Quella di riportare nei posti in cui la storia del calcio dice che deve stare una società che ha dimenticato cosa vuol dire competere per davvero in Italia e in Europa. Compito tutto meno che facile. Serviranno investimenti e programmazione, pazienza e oculatezza nelle scelte. Sulla parte economica ci si aspetta molto dalla nuova proprietà cinese, con il mercato orientale possibile bacino da cui attingere per portare in Italia cifre e risorse per noi impensabili. Alla parte italiana del Milan cinese il ruolo di gestire tutto questo nel migliore dei modi, grazie alla conoscenza e all'esperienza maturata nel calcio italiano ed europeo sopratutto da Fassone. L'incoraggiamento è d'obbligo, la curiosità altrettanto forte. Dal derby contro l'Inter parte un nuovo capitolo della storia del Milan.