Inter-Milan, due palle inattive, i difensori fanno gli attaccanti e il pari è servito

Il Milan di Montella riacciuffa il derby all'ultimo secondo, replicando quello che aveva fatto l'Inter all'andata

Inter-Milan, due palle inattive, i difensori fanno gli attaccanti e il pari è servito
L'abbraccio fra Zapata e Montella a fine partita, ilgiorno.it

Due derby allo specchio, con una delle due squadre che passa in vantaggio per poi essere rimontata e beffata all'ultimo secondo. Questa volta è toccato al Milan, con l'acrobazia volante di Zapata a regalare un punto fondamentale a Montella e ai rossoneri perchè mantiene invariate le distanze in classifica con l'Inter, permettendo ai rossoneri di mantenere al momento quel sesto posto che consentirebbe di andare a giocarsi i preliminari di Europa League.

Obiettivo massimo per questa stagione, alla luce di quelle che sono le qualità presenti nella rosa di Montella. Il futuro potrebbe regalare qualcosa di diverso, ma per ora serve ragionare su quello che si ha in casa. Il derby, ancora una volta, ha messo in mostra pregi, alcuni, e difetti, molti, del Milan di questa stagione. Prima di addentrarsi nelle considerazioni sul derby, però, giusto aprire una parentesi su Vincenzo Montella. Perchè recuperare una, due partite in rimonta può essere fortuna, ma quando i casi cominciano ad accumularsi allora c'è dietro qualcosa di più. Montella ha osato con i cambi, ha continuato a spingere la squadra, credendoci più di tutti. Negli ultimi minuti cinque attaccanti in campo, con un "modulo" che somigliava più a quello del calcio balilla che non a quelli che di solito si vedono in campo. Azzardo che ha pagato, però, inducendo Pioli a cambiare in senso difensivo l'Inter, dando la sensazione alla squadra nerazzurra di doversi solo difendere e non provare ad offendere negli spazi per forza di cose lasciati dall'avversario.

Deulofeu inseguito dall'Inter, ansa.it
Deulofeu inseguito dall'Inter, ansa.it

Tornando alla gara il Milan non era neanche partito male. Come spesso succede, se gli viene permesso, i rossoneri preferiscono giocare di rimessa che non facendo la partita. Una situazione determinata da una scarsa qualità diffusa a centrocampo, anche contro l'Inter meglio in fase di recupero che di costruzione e dalla capacità del tridente d'attacco di essere più efficace in situazioni di transizione piuttosto che a difesa schierata. L'Inter si è messa a fare la partita, cercando quegli esterni offensivi che sono forse la parte migliore della squadra di Pioli. Perisic e Candreva sono andati di continuo a puntare De Sciglio e Calabria, costringendoli a restare bassi, partecipando poco alla manovra offensiva del Milan. Eppure gli spaventi più grossi sono arrivati prima per Handanovic, con il palo di Deulofeu, un'altra sgasata dello spagnolo scuola Barcellona e un'occasione divorata da Bacca. L'Inter è cinica e colpisce proprio sfondando sugli esterni, con De Sciglio che dorme sul contro movimento di Candreva e Calabria che si fa sorprendere da Perisic prima dell'appoggio per Icardi.

Ancora una volta, però, il Milan non esce dalla partita e nella ripresa prova a riaprire la gara, ma di nuovo i problemi legati alla costruzione della manovra fanno sì che l'Inter di fatto non corra mai rischi concreti. Di grandi parate di Handanovic nella ripresa se ne ricorda solo una, sul destro del solito Deulofeu che nonostante il raddoppio, costante per lui e Suso durante tutta la partita, aveva fatto partire verso il secondo palo. Proprio l'altro spagnolo, nell'unica occasione in cui il raddoppio non arriva, con Kondogbia che resta alle spalle del primo uomo in marcatura, mette in area il pallone che Romagnoli infila accorciando le distanze. Promemoria utile per i prossimi avversari del Milan: Suso in marcatura singola riesce di fatto sempre a fare la giocata. Il gol del pari è un'altra palla inattiva e Zapata fruga dalla spazzatura della partita una rete in acrobazia che manda in delirio la parte rossonera di San Siro. Tutto bene come risultato, quindi, meno a livello di gioco complessivo. Ma questa, a onor del vero, non è neanche più una notizia.