Milan, Fassone e quelle parole che non aggiungono nulla di nuovo

Fassone ha parlato anche del futuro del club in un'intervista al quotidiano inglese Guardian. Parole che hanno creato scalpore, ma che non aggiungono niente di più a quanto già si sapeva

Milan, Fassone e quelle parole che non aggiungono nulla di nuovo
Fassone, Montella e Mirabelli, acmilanc.com

L'intervista di Marco Fassone con il quotidiano inglese Guardian ha fatto tornare il Milan in primo piano anche per la stampa internazionale. L'amministratore delegato rossonero ha parlato di moltissimi temi, legati sia al presente sia al futuro del club e alcune sue frasi hanno creato una certa inquietudine e preoccupazione nei tifosi. Sensazioni che però non sono giustificate e supportate dai fatti, perchè Fassone non ha rivelato nuovi inquietanti particolari rispetto a quello che già si sapeva a distanza di quattro mesi dal closing fra Li Yonghong e Silvio Berlusconi.

In particolare, uno è stato il concetto che ha fatto rabbrividire i tifosi del Milan in vista già della prossima estate. La traduzione italiana che è stata fatta della frase incriminata di Fassone è stata: "Senza Champions League il prossimo anno dovremo vendere un top player". Letta così, una frase che sembra una sentenza passata in giudicato, senza alcuna possibilità di margine o valutazione da parte della società rossonera. Andando però a riprendere il virgolettato inglese, si scopre una sfumatura leggermente diversa: "In that case (cioè di mancata qualificazione alla prossima Champions League n.d.r.), my investment in the market cannot be high and we would also have to consider a sale of one of our top guys". La parolina da tenere in considerazione è "would" che in inglese indica una possibilità e non una certezza. Fatta questa premessa è comunque evidente che senza i ricavi generati dalla partecipazione alla Champions League, il Milan possa essere costretto ad una cessione eccellente per questioni di bilancio, anche perchè, con la partecipazione all'Europa League, i rossoneri dal prossimo anno finiranno nel mirino della UEFA per la questione legata al FFP.

Tutti scenari che in qualche modo erano già stati presentati da Fassone e dalla società nel corso delle varie interviste rilasciate anche in Italia subito dopo il closing. Questioni che hanno anche animato tante discussioni legate al calciomercato rossonero di questa estate, con una cifra molto importante che è stata impegnata dalla nuova proprietà per l'arrivo di nuovi giocatori. Molti dei quali verranno però pagati nelle prossime stagioni, mentre al momento l'impatto delle uscite economiche sui conti rossoneri dovrebbe essere di circa 50 milioni di euro, il valore del bond emesso dallo stesso Milan in borsa qualche settimana fa. Insomma, giusto annotare la frase di Fassone come importante e significativa, ma da qui ad arrivare ad immaginare scenari catastrofici per il 2018, il salto sembra essere piuttosto importante. Come ripetuto in più di un'occasione, la qualificazione in Champions League è un tassello fondamentale del nuovo Milan, ma esiste già un piano alternativo che prevede la non partecipazione alla massima competizione europea per club.