Benitez sfida il passato: "Tutti ci esaltano ora, ma dobbiamo vincere non pensare a parlare"

Conferenza stampa pregara per Rafa Benitez, che ha analizzato la sfida di domani sera con l'Inter ma anche il mercato ed altro. Ecco le sue parole. Convocati: c'è anche Ghoulam, rientrato dalla Coppa d'Africa.

Benitez sfida il passato: "Tutti ci esaltano ora, ma dobbiamo vincere non pensare a parlare"
Benitez: "Tutti ci esaltano ora, ma dobbiamo vincere non pensare a parlare"

Seduta mattutina, oggi, martedì, per il Napoli al centro sportivo di Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match contro l'Inter per il quarto di finale di Coppa Italia, di domani sera al San Paolo (ore 20,45). La squadra ha svolto riscaldamento sul campo e successivamente intensa seduta tecnico tattica. Infine, lavoro di possesso palla ed esercitazioni attacco-difesa. Presente in campo ed anche a pieno regime Faouzi Ghoulam, rientrato ieri dalla sfortunata spedizione algerina in Coppa d'Africa. 

Ecco i convocati di Benitez: Rafael, Andujar, Colombo, Maggio, Strinic, Ghoulam, Britos, Koulibaly, Albiol, Henrique, Gargano, Jorginho, Inler, David Lopez, De Guzman, Gabbiadini, Callejon, Mertens, Hamsik, Higuain, Duvan.

A margine dell'allenamento, la classica conferenza stampa pregara di Rafael Benitez, che ha presentato alla stampa il match di domani sera, sottolineando in maniera perentoria l'importanza della gara e della Coppa stessa: "sì, abbiamo parlato alla squadra dell'importanza della gara, dell'avversario e sappiamo che non sarà facile. Qui si parla di turnover, ma noi cambiamo giocatori perchè tutti sanno cosa fare in campo, sanno come aiutare la squadra e per me è uguale usare uno o un altro. Inter? Io lì ricordo due titoli, tanti amici, è una società fortissima ed importante a livello internazionale con tifosi che vogliono vincere tutto. Il tecnico è di livello e di prestigio e la squadra sta avendo difficoltà per arrivare al loro obiettivo, per questo sarà più dura contro di loro in Coppa perchè vorranno vincere qualcosa".

Come si vince domani sera? "Loro giocano 4-3-3, hanno un centrocampista in più rispetto a chi gioca il 4-2-3-1? Dipende da cosa fanno i giocatori, se Marek si abbassa siamo in tre anche noi. Se giochiamo con uno basso e due mezzali sono tre o un solo centrocampista? Posso mettere anche un centrocampo a tre con Hamsik e De Guzman con Lopez, ma saremo molto offensivi, cambia tutto... Gargano? Sta facendo benissimo, ha carica, mentalità, aiuta i compagni e capisce il calcio ed è importante anche in partite come queste".

Gli viene chiesto se la sua squadra è pronta ad affrontare le tre competizioni a testa alta e giocarsela in ogni gara, ed il mister risponde perentorio: "Noi abbiamo vinto con squadre che non sono le più forti nel loro campionato, come Valencia e Liverpool, abbiamo sempre valutato tutto la rosa. A Verona c'era Callejon in panchina, spesso Insigne in competizione con Mertens, questa è la chiave per arrivare a gareggiare con altre più forti che hanno più soldi per gli ingaggi. Come lavoro non è cambiato quasi nulla, abbiamo sempre le stesse idee iniziali. I ragazzi lavorano benissimo e si arriva al risultato, ma siamo all'inizio, ora tutti dicono fantastici, ma mancano tante partite ed ora pensiamo all'Inter che è una squadra fortissima e dobbiamo concentrarci".

Ieri si è chiuso il mercato di riparazione. Oltre all'impatto di Strinic e Gabbiadini, palesemente positivo sul campo, come reputa che i due acquisti abbiano influito sulla qualità e la quantità della rosa: "Io sempre dico che si vedrà alla fine del campionato. Per noi è andato bene il mercato finora, ma preferisco non dire nulla. Bigon ed il suo staff lavorano bene, siamo in sintonia, sappiamo cosa dobbiamo fare... Ghoulam è tornato ed ha voglia di aiutare la squadra. Sta bene e la competizione con Strinic sarà importante per noi. Duvan-Higuain è un'altra competizione, non sarà facile perchè la squadra sta bene e molti meritano di giocare".

Benitez lascia la conferenza con una frase idiomatica, che lascia il segno sulla forma mentis dello spagnolo e sul suo modo di lavorare: "Qualche punto l'abbiamo perso per strada, non possiamo cambiare quello che è stato, dobbiamo concentrarci su quello che sarà, quello che possiamo fare. Dobbiamo vincere e non parlare".