Napoli: prima rondine della primavera azzurra

Il Napoli torna alla vittoria al San Paolo battendo con un netto 3-0 la Fiorentina, dopo una settimana di sferzanti polemiche conseguenti un periodo nero che ha portato alla perdita del primo obiettivo stagionale (la Coppa Italia) e che ha quasi compromesso quello principe (la Champions).

Napoli: prima rondine della primavera azzurra
Napoli : prima rondine della primavera azzurra

La vittoria è fondamentale, non solo per il morale e per ritrovare la retta via, ma anche per la classifica, visto che la Fiorentina è diretta concorrente e davanti in classifica con la Samp, entrambe superate, con gli azzurri che si portano momentaneamente al 4° posto in classifica.

Ancora a debita distanza dalla terza posizione, occupata dagli azzurri per gran parte della stagione ed ora della Roma a 7 punti, che viene bloccata sul pari a Torino (1-1)  e con la Lazio che vola al 2° posto, alla ottava vittoria consecutiva in campionato (9 gare con la Coppa Italia), 10 vittorie su 12 gare nel girone di ritorno, zero pareggi e 2 sconfitte, con 30 punti su 36 conquistati (l’ultima a battere la Lazio è stato proprio il Napoli 1-0 all’Olimpico).

La mancanza di risultati, qualche errore di Benitez, la reazione veemente del Presidente che ha decretato ritiro e silenzio stampa, il venir meno degli uomini di punta della squadra, insomma una vera e propria “via crucis”per il tifoso, spazientito e avvilito, illuso e deluso da Bilbao in avanti, con rare soddifazioni ottenute (Doha).

Sta di fatto che le decisioni societarie e l’intervento del Presidente hanno scosso la squadra, scesa in campo con la giusta determinazione (come contro la Lazio, a dir la verità), ma con maggiore attenzione e un pizzico di buona sorte, che spesso aiuta gli audaci…meno il Napoli da inizio stagione. Il ritiro potrà anche non essere una decisione giusta e piacevole, ma se questo è il risultato ben venga.

Non è la prima volta in stagione che il gruppo si è rilassato, scendendo in campo senza la dovuta attenzione e abnegazione. Le partite “squallide”, come definite dal Presidente De Laurentiis, in Campionato ci sono state (S.Siro col Milan, Torino col Toro, Palermo, Verona e in parte la stessa gara con la Roma, affrontata non con la determinazione che richiedeva l’importanza della gara). Se si contano le gare e i punti sprecati per mancanza di attenzione e di capacità di gestione della partita (in casa contro Chievo, Palermo, Empoli, Cagliari Inter e in trasferta Inter, Bergamo) possiamo facilmente spiegare un cammino non sempre all’altezza , che ha caratterizzato tutta la stagione degli azzurri.

Una prestazione attenta in fase difensiva, non solo grazie ad una gara accorta dei 4 in linea: Maggio (che ha confermato la buona gara di Coppa) Albiol e Koulibaly (sempre attenti e efficaci negli interventi) e di un ritrovato Strinic (più abile di Ghoulam a difendere e a presidiare la fascia nella propria metà campo), ma anche e soprattutto di Gargano (determinante in campo, anche con i suoi piedi maleducati) e Lopez (prezioso in fase di interdizione, pur non avendo le geometrie nel proprio Dna) e degli esterni offensivi, con un ritrovato e instancabile Callejon(che è tornato al gol e a giocare come sa dopo 5 mesi) e a un finalmente concreto Mertens (in gol e in umili ed efficaci ripiegamenti).

In attacco non il miglior Pipita (non in forma smagliante, soprattutto dopo la sosta delle nazionali, e autore di un gran gol annullato e di un gol mangiato non da lui),  un Callejon ritrovato, instancabile stantuffo sulla fascia, un Mertens pimpante e con tutta la voglia di dimostrare il suo indiscusso amore per la maglia e per la città, ed il gol del Capitano subentrato nella ripresa e rimasto inizialmente in panchina nell’intento di conferire sin dall’inizio un maggiore potenziale offensivo alla squadra, con Gabbiadini ad agire da seconda punta al fianco di Higuain (più vicino alla porta in un momento in cui il gol stentava ad arrivare) per un attacco stranamente abulico nelle ultime apparizioni e che mette a segno 3 reti, con il piacevole recupero di Insigne (entrato nel finale e autore del pregevole assist a Callejon, nonostante non abbia ancora il ritmo gara sufficiente per fare i 90 minuti).

La strada, lunga e difficile fino al termine, è quella giusta. Mancano, da qui al termine della stagione, tra Campionato ed Europa League, 13 gare per raddrizzare le sorti di una stagione maledetta, ma che potrebbe riservare un finale migliore.

La squadra torna a casa per preparare la trasferta in Germania, gara determinante per poter sperare di passare il turno nel ritorno al S.Paolo e in cui servirà il miglior Napoli per evitare un passivo gravoso, mettendo a segno preziose reti già in trasferta.