Napoli, ritiro sospeso: Maggio e De Laurentiis siglano il patto di Castelvolturno

Dopo l'allenamento odierno la decisione del presidente di sospendere il ritiro forzato per la squadra azzurro nel centro di Castelvolturno. Nel frattempo è guerra fredda tra Benitez e De Laurentiis.

Napoli, ritiro sospeso: Maggio e De Laurentiis siglano il patto di Castelvolturno
Napoli, ritiro sospeso: Maggio e De Laurentiis siglano il patto di Castelvolturno

"Al termine dell’allenamento odierno, il Presidente Aurelio De Laurentiis e Christian Maggio, in rappresentanza della squadra, si sono chiariti sul ritiro e hanno concertato di comune accordo che i calciatori ritornino a casa questa sera.

Tra il Presidente e la squadra è stato siglato un patto d’acciaio per il rispetto degli impegni, che porti a onorare la maglia con il fine di chiudere la stagione raggiungendo i migliori risultati possibili.

Il Presidente, che ha parlato con Maggio telefonicamente, ha idealmente stretto la mano a lui e all’intera squadra che, insieme a Rafa Benitez, è pronta per tutti i prossimi impegni, con il massimo della professionalità e della concentrazione".

Insomma, rompete le righe. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, rompe il ritiro, ed attraverso quello che chiameremo patto di Castelvolturno sancisce la parola fine, forse definitiva, a quello che è stata una strigliata da parte del patron azzurro. 

Un ritiro che, volente o nolente, giusto o meno, sembra aver dato i frutti sperati: quantomento sul campo, il Napoli, ha dimostrato di aver assorbito la sfuriata e tre vittorie e dieci gol fatti dopo, i giocatori potranno tornare a casa dalle proprie famiglie. In queste tre gare la squadra ha dimostrato di essere un gruppo, cosa che, ad onor del vero, aveva ampiamente confermato anche dopo le sconfitte contro Roma e Lazio che avevano scatenato l'ira di Aurelio. 

All'antivigilia di quello che sarà, si spera in casa Napoli, una formalità, il presidente molla la presa, regalando ai calciatori il meritato perdono. C'è un però. Come sottolineato dal comunicato della società partenopea, le parti in causa sono state il presidente per quanto riguarda la società, e Maggio, il capitano, in qualità di rappresentante della squadra tutta (allenatore compreso). 

Potrebbe essere l'ultimo e decisivo indizio del rapporto oramai logoro ed al capolinea tra Rafa Benitez ed il numero uno azzurro. L'ultima tappa di un viaggio durato due anni che conta i giorni per volgere al termine. A distanza di sette giorni, domani, l'allenatore del Napoli sarà chiamato in conferenza stampa per presentare la gara di ritorno contro i tedeschi del Wolfsburg, ed inevitabilmente si ritornerà sia sulle punzecchiature dell'andata (che Luiz Gustavo e Perisic sarebbeo stati titolari nel suo Napoli n.d.r.) che sul motivo per il quale Benitez non abbia interloquito in maniera diretta con il proprio presindente per risolvere la questione ritiro. 

CORSI E RICORSI STORICI, A VOLTE RITORNANO...

Già, questo clima di tensione attorno al Napoli non è nuovo in Campania. Già nell'epoca d'oro della squadra partenopea, quando Maradona impazzava al San Paolo e faceva impazzire tutti gli avversari che gli si mettevano davanti, accadde che, nell'85, al primo anno di Pibe de Oro in Campania, la squadra andò in ritiro. Già, il Napoli non navigava in buone acque e per sancire la "pace" tra i giocatori del gruppo, l'allora presidente Ferlaino mandò il Napoli in ritiro a Vietri sul mare. In quell'occasione fu firmato il famoso, nel capoluogo campano, "patto di Vietri" che unì il gruppo, Maradona compreso (convinto da Bruscolotti, allora capitano), e permise alla squadra di riprendersi in campionato prima di andare a vincere, l'anno successivo, il primo scudetto della propria storia. 

A Napoli, si sa, la scaramanzia è di casa...