Benitez dribbla le polemiche e pensa alla gara: "Bisogna far gol. Giochiamo sempre per vincere"

L'allenatore del Napoli ha cercato di evitare, per quanto possibile, le domande sul suo futuro sulla panchina azzurra e sul ritiro, che si è concluso ieri, concentrandosi sulla gara di domani: "Wolfsburg squadra fortissima, dobbiamo ripetere la gara dell'andata".

Benitez dribbla le polemiche e pensa alla gara: "Bisogna far gol. Giochiamo sempre per vincere"
Benitez dribbla le polemiche e pensa alla gara: "Bisogna far gol. Giochiamo sempre per vincere"

Una gara da preparare, tante voci, polemiche, chiacchiere da dissipare, dribblare e fronteggiare. La conferenza stampa di vigilia di Europa League, che ha visto come protagonista Rafa Benitez, allenatore del Napoli, ha spaziato dai temi della gara (trattati in minor parte) a quelli del ritiro e del futuro dell'allenatore spagnolo.  Il tema caldo è, ovviamente, quello della conclusione del ritiro, che da ieri sera è terminato dopo 13 giorni.

Quasi due settimane che però hanno visto il Napoli compattarsi, chiudersi a riccio in se stesso e sprigionare tutte le tensioni e dare tutte le risposto sul terreno di gioco: 10-1 il parziale aperto dei gol a favore dei partenopei, confezionato tra Fiorentina, trasferta di Wolfsburg ed a Cagliari.

Domani la sfida di ritorno contro i tedeschi, umiliati all'andata dalla lezione di calcio regalatagli dagli uomini di Benitez, che ha analizzato così le motivazioni in vista della gara di domani: "Sappiamo che Wolfsburg è una squadra fortissima, dobbiamo fare quello fatto all'andata. Dobbiamo fare gol, così sarà più facile gestire la gara. Abbiamo tanto rispetto per loro, che hanno punti forti in tutti i reparti. Scelte? Sicuramente facciamo sempre delle valutazioni ponderate, per avere sempre giocatori freschi. Ci saranno sicuramente dei cambi, ma adesso non sappiamo quanti cambi ci saranno. Noi giochiamo sempre per vincere. Domani è una sfida nuova, vogliamo passare il turno ma fare anche bene domani a prescindere dal risultato dell'andata. La squadra è comunque unita, è normale avere momenti di alti e qualche basso. Sento allenatori che mi danno consigli, ma non hanno mai allenato squadre che giocano 60 partite alla stagione. Ci sono tante strade, se vogliamo fare il ritiro come si faceva nel 1970 facciamo così. Però, per me, la strada da seguire è un'altra. La squadra ha dimostrato il suo livello sul campo, ed è serena perchè ha potuto passare del tempo con la sua famiglia. Una squadra che vuole crescere a livello internazionale deve capire che il ritiro è un metodo che non serve, la squadra deve stare serena e passare del tempo con la propria famiglia".

Si passa alla formazione, tornando a parlare dei temi tattici dell'andata e dei protagonisti della vittoria in Germania: "Hamsik? Analizzate quante doppiette ha fatto Marek, e con quale allenatore ha fatto più doppiette in azzurro. Ricordate quello fatto alle mie prime gare con Bologna e Chievo. Lui in campo ha libertà, l'infortunio dello scorso anno ha inciso. Ha dimostrato però in questo tempo la sua qualità e la voglia di fare bene. Higuain? Lui vuole vincere ogni partita, sa che la squadra ha bisogno della sua qualità. Ogni volta che gioca lavora molto bene per la squadra. Callejon? Il talento si sfrutta con la fiducia. L'importante è capire che questo è un gruppo fantastico, magari gli manca a volte quella cattiveria necessaria. Dare fiducia a Josè, o a Lorenzo Insigne, è sempre meglio che criticarli per le cose che non fanno o che potevano fare. Abbiamo visto cosa è successo con Josè, così come per Lorenzo. Turnover? Non sappiamo ancora quali saranno le scelte. Abbiamo avuto il forfait di Maggio, che sarebbe potuto essere titolare. Dobbiamo ancora fare delle valutazioni".

Si passa ai temi tattici, oltre che motivazionali, che hanno permesso alla sua squadra di sbloccare subito le gare contro la Fiorentina e di Wolfsburg. Questa la risposta dell'ex allenatore del Liverpool: "Siamo ancora la squadra che ha più occasioni, chiaramente fare subito gol ti permette di gestire meglio le gare. Lo scorso anno segnavamo spesso nel primo tempo, quest'anno in molte gare abbiamo creato tanto ma non siamo riusciti a fare gol. Le prestazioni comunque ci sono sempre state da parte della squadra. Può capitare di perdere qualche gara, ma la squadra ha la fiducia per poter battere qualsiasi squadra".

Non mancano le domande che riguardano il ritiro e la decisione, di ieri, di chiudere qui il richiamo inflitto dal presidente De Laurentiis alla squadra. Non mancano le frecciate, sulla decisione di andare in ritiro e soprattutto di come è stata gestita la situazione. Benitez continua a dire la sua in maniera chiara e distinta, senza giri di parole né nascondendosi dietro false scuse: "La mia idea non cambia, se questa squadra ha fatto bene lo scorso anno senza ritiro, può farlo anche adesso. Ieri il Barcellona è arrivato al campo alle 19,15 e si è guadagnato le semifinali di Champions League. Cagliari aveva fatto ritiro ed abbiamo visto cosa è successo. Noi abbiamo fatto ritiro ed abbiamo fatto bene, ma questo non vuol dire che con Lazio e Roma non abbiamo vinto perchè non abbiamo fatto ritiro. Non è una cosa dannosa il ritiro, ma credo che per una squadra che gioca 60 gare all'anno deve avere la possibilità di vedere la propria famiglia. I calciatori devono avere la testa sgombra. Per me non è un problema, io sono qua e quando loro ci sono sono in compagnia. Vorrei che tutti i tifosi del Napoli ringraziassero Riccardo Bigon, perchè ha fatto un lavoro eccezionale ieri per arrivare alla soluzione di questo problema".

Modi di fare e di vedere le cose ed il modo di agire completamente divergente rispetto a quella del presidente, diametralmente opposta. Questa decisione del ritiro sembrerebbe la goccia che ha fatto traboccare il vaso del rapporto tra il numero uno azzurro e l'allenatore del Napoli, che su un eventuale incontro per parlare di un ipotetico rinnovo ha così commentato: "Ho sentito il presidente via sms, non ho ancora visto il business plan della società. Non ho detto di no al Napoli, non ho alcun contatto con il Manchester City. Faccio il professionista, aspetto di capire cosa accada ma devo parlare con la società. Cerco comunque di ottenere sempre il meglio da questa squadra, perchè con la fiducia possono dare il massimo. Adesso c'è una gara importante con il Wolfsburg, pensiamo a quella. Se noi facciamo adesso bene in campionato, riducendo il distacco dalla Lazio a 3 punti potremmo giocarci la qualificazione in Champions all'ultima giornata in campionato. Andare in Champions è fondamentale per il futuro, per questione di bilancio, ma anche di progetto. Il Napoli è un patrimonio della città e dei tifosi. Se questa città vede la squadra arrivare in finale è un motivo di orgoglio. Poi, se il piano della società è quello di crescere, parlermo con la mia famiglia e valuterò la possibilità di restare. Con il City, di cui si parla, non ho parlato e non ho nessun offerta da loro".

Già, Benitez parla di progetto e business plan, quasi come garanzie della bontà del progetto di crescita del Napoli. L'allenatore del Napoli, probabilmente dopo le delusioni di un mercato estivo deludente ed altri indizi durante la stagione, vorrebbe avere maggiori sicurezze per quanto riguarda gli investimenti sulla prima squadra ma anche sulle infrastrutture societarie e sul settore giovanile: "Non è il momento di parlare di queste cose. La gente vuole vincere sempre, questa squadra ha vinto due titoli ed ancora possiamo fare di più. Se possiamo arrivare in Champions ed alzare il nostro livello è sicuramente meglio, vogliamo ancora crescere di più e per farlo dobbiamo gestire bene ogni tipo di risorsa. De Laurentiis ha fatto molto bene in questi anni, il prossimo passaggio è capire se gestire ancora bene, senza fare debiti, o provare a gestire la società provando ad avvicinare i primi club europei come Real Madrid e Bayern. I tifosi vogliono vincere, dobbiamo capire se possiamo arrivare a lottare stabilmente per lo scudetto e per le Coppe".