Il diavolo non entra nel giardino azzurro

Il Napoli sfrutta la superiorità numerica e dilaga nella ripresa, dopo 45 minuti di scarsa efficacia.

Il diavolo non entra nel giardino azzurro
Il diavolo non entra nel paradiso azzurro

Da riscattare la brutta figura di Empoli, riavvicinare le due romane in classifica e riprendere continuità e fiducia per un grande finale di stagione, di scena al San Paolo il Milan di Pippo Inzaghi, sempre più in crisi, questo lo scenario nella serata partenopea di ieri.

45 secondi e Hamsik viene atterrato in area da De Sciglio; l'arbitro non ha dubbi, espulsione e rigore. Higuain sulla palla, passano due lunghi minuti prima che si possa calciare il penalty e il risultato è la parata di Diego Lopez. Dopo tre minuti si capisce che sarà una lunga battaglia degli azzurri contro una muraglia umana rossonera. Il Napoli chiude il Milan nella propria area, commette due errori che possono costare caro nel raggiungere la vittoria, il primo: non velocizza il giro palla, un pò troppo prevedibile contro la difesa rossonera, e il secondo: giocatori mossi da eccessiva ansia di recuperare subito palla per sbloccare il risultato. Nessuno si accorge della superiorità numerica, anzi sembra il contrario ma si capisce bene che l'equazione fretta più ansia non produce nulla. Napoli al tiro solo con Marek Hamsik, che rischia di prendere gol da Bonaventura con un colpo di testa che scheggia il palo di Andujar. La classica partita che rischa di complicarsi. Lorenzo Insigne è un motorino perpetuo nel primo tempo, è dappertutto ed è l'unico che prova a smarcare i suoi attaccanti. Hamsik nel ruolo di trequartista non è a suo agio (non è la prima volta), Jorginho sbaglia tanto negli appoggi, anche i più facili, ed inizia ad essere beccato dal pubblico. Per essere in superiorità numerica il Napoli produce poco. Termina il primo tempo, in cui si vede tanta voglia di vincere ma poche conclusioni in porta. 

Ad inizio ripresa il copione della partita non cambia: calcio d'inizio ed il Napoli si butta subito in avanti e con Callejon sfiora il vantaggio. C'è, però, un diversivo tecnico che Benitez adotta: Hamsik arretra a centrocampo e per i secondi 45 minuti si rivede il talento slovacco. Insigne detta legge in campo e, a dire la verità, si nota un Napoli più concentrato e attento. Entra Gabbiadini per Jorginho e ne giova Higuain nel trovare più spazi in attacco. Hamsik centra in pieno il palo, il Milan va in affanno, il Napoli pressa tantissimo ed il gol arriva al 70° minuto con una botta del capitano dal centro dell'area. Da questo momento in poi non c'è più partita, i diavoli non sono quelli venuti da Milano ma quelli con la maglia azzurra. Quattro minuti dopo azione travolgente di Mertens (al posto di Insigne) velo di Gabbiadini che libera Higuain ed il 2-0. Due minuti dopo è lo stesso Gabbiadini che con un colpo di tacco chiude la partita. Nel finale il Napoli non infierisce e pensa a gestire il pallone. Cosa è cambiato in tre giorni, dall'Empoli al Milan, nessuno lo sa. Altra voglia, altra attenzione, concentrazione alta. A parte Jorginho, ieri sono stati tutti al di sopra della sufficienza e di tanto, rimane sempre il rammarico dei tanti punti persi per strada, resta sempre la convinzione che le due romane non siano più forti del Napoli ma più continue. Continuità parola molto usata  nella sede del Napoli dove si  discute sul futuro del tecnico spagnolo. Un giorno sembrano vicini un altro lontani, come in campo: un giorno da leoni l'altro da....pecorelle. Da sottolineare il bel gesto dei tifosi rossoneri (foto) che ricordano Ciro Esposito e il dolore della famiglia.