Napoli, obiettivo Varsavia: col Dnipro per conquistare la finale

A due giorni dalla sfida di Kiev analizziamo i motivi della gara di ritorno tra Dnipro e Napoli dopo l'1-1 dell'andata al San Paolo. Polemiche, tattica, convocazioni e l'arbitro che dirigerà il match. Il Napoli di Benitez vola in Ucraina per conquistare Varsavia.

Napoli, obiettivo Varsavia: col Dnipro per conquistare la finale
Napoli, obiettivo Varsavia: col Dnipro per conquistare la finale

Anima e corpo alla gara di giovedì. Il Napoli esce malconcio dalla trasferta di Parma in campionato, tra le polemiche roventi di fine gara tra Mirante ed Higuain, con la squalifica di Benitez e con un punto che non soddisfa gli azzurri. Obiettivo principale, però, è mettere da parte le scorie negative di giovedì scorso, con il gol in fuorigioco del Dnipro, e del pareggio in Emilia per tramutarla in rabbia e carica agonistica per conseguire il giusto premio alla stagione Europea degli azzurri. 

Non sarà facile, per tanti, troppi motivi. A partire dal clima, per finire alla tattica, passando per il risultato dell'andata che non ha premiato la supremazia del Napoli al San Paolo. Analizziamoli.

La tattica

Gli ucraini ovviamente ripeteranno il copione andato in scena al San Paolo, quello del non gioco, dei calci e del non calcio. Insomma, rompere le trame offensive del Napoli come fatto raramente a Fuorigrotta per poi ripartire in contropiede. Il 4-2-3-1 del Dnipro non è altro che un 4-5-1 molto stretto nelle linee di centrocampo e difesa che non regala spazi e possibilità alla compagine partenopea di aprirsi negli spazi ed in contropiede come predilige. Scambi stretti, fraseggi veloci, sono le chiavi e le armi che il Napoli dovrà sfruttare per arrivare al risultato tanto ambito della Finale di Varsavia.

La probabile formazione

Benitez schiererà ovviamente la migliore formazione possibile, compatibilmente con le caratteristiche della squadra ucraina. Nel reparto arretrato tutto dovrebbe essere confermato con Andujar tra i pali, Maggio e Ghoulam sulle due fasce ed Albiol e Britos centrali. A centrocampo David Lopez è certo di uno dei due posti, mentre accanto a lui Jorginho ed Inler si giocano la seconda maglia. Alle spalle di Gonzalo Higuain, con ogni probabilità ci saranno Callejon, Hamsik e uno tra Mertens ed Insigne. L'imprevedibilità del belga o la generosità di Insigne: sarà questo probabilmente il dubbio che tartasserà Benitez alla vigilia della gara. Una possibile alternativa potrebbe essere legata però all'utilizzo di Hamsik sulla linea di mediani, come già fatto nel secondo tempo di Napoli. In quel caso sarà Gabbiadini a scalare tra i trequartisti, con Inler e Jorginho in panchina. 

Napoli (4-2-3-1) - Andujar; Maggio, Albiol, Britos, Ghoulam; David Lopez, Inler/Hamsik; Callejon, Hamsik/Gabbiadini, Insigne/Mertens; Higuain. 

I convocati di Benitez

Al termine dell'allenamento odierno, il tecnico del Napoli Rafa Benitez ha stilato l'elenco dei convocati per la trasferta di Kiev. Ecco la lista completa: Rafael, Andujar, Contini, Maggio, Mesto, Henrique, Britos, Ghoulam, Albiol, Koulibaly, Jorginho, David Lopez, Gargano, Inler, Callejon, Insigne, Mertens, Gabbiadini, Hamsik, Duvan, Higuain.

L'ambiente

Sarà a dir poco rovente il clima che attenderà la squadra di Benitez in quel di Kiev, giovedì sera, per la gara di ritorno. Attraverso un comunicato stampa ufficiale diffuso sul proprio sito, il Dnipro ha fatto sapere che sono quasi tutti esauriti i biglietti messi in vendita per la sfida contro gli azzurri. Sono previsti circa 70 mila spettatori allo stadio Olympiyskiy. Lo stadio di casa della Dinamo Kiev diventerà teatro della gara che per entrambe le squadre valrà una stagione intera. Probabile che non saranno tutti tifosi del Dnipro ad assistere alla gara, con la città di Dnipropetrovsk lontana circa 600 chilometri dalla capitale ucraina. Una nazione che si stringerà attorno alla squadra di Markevych

L'arbitro della gara

Milorad Mažić, 42 enne arbitro serbo, sarà l'arbitro della gara di giovedì tra Dnipro e Napoli, gara valevole per le semifinali di ritorno dell'Europa League. Un compito non facile, dopo le polemiche scoppiate a seguito della direzione arbitrale dell'andata, quando il gol del pareggio degli ospiti è arrivato in nettissima e multipla posizione di fuorigioco. Non arriva da un paese di prima fascia, ma quantomeno stavolta Collina non ha scelto un esordiente. Il signor Mazic, è tutt'altro che uno sprovveduto, anche se la sue esperienza più importante durante il mondiale in Brasile è andata piuttosto male.

Internazionale dal gennaio 2009, nell'ottobre dello stesso anno dirige già una gara amichevole tra nazionali maggiori (Montenegro-Galles). Due anni dopo fischia alla finale per il terzo posto degli Europei under 21. Il 2012 l'anno della svolta: dirige un ottavo di finale di Europa League ed arriva anche l'esordio in Champions, nella fase a gironi. Nel 2013 dirige Fenerbahçe-Benfica, semifinale di Europa League. In quella stagione anche un precedente con il Napoli, nei gironi di Champions: diresse Arsenal-Napoli, finita 2-0 per gli inglesi. L'anno scorso viene confermato per una gara delle semifinali ed arriva fino alla finale nella seconda competizione europea, ma come quarto uomo. Dopo una buona carriera, però, sbaglia nella gara più importante: durante Argentina-Iran favorisce e non poco l'albiceleste. Sviste che gli costano il prosieguo della manifestazione.