De Laurentiis sul suo Napoli: "Vorrei andare in Champions di più, ma siamo tanti. Sul mercato..."

Il presidente ha fatto il bilancio di fine anno ai microfoni di Radio Kiss Kiss, parlando dei risultati della squadra di Sarri oltre che della questione stadio, del futuro, di Higuain e del mercato invernale.

De Laurentiis sul suo Napoli: "Vorrei andare in Champions di più, ma siamo tanti. Sul mercato..."
ADL

Tempo di bilanci in casa Napoli, con il presidente Aurelio De Laurentiis che, dopo le parole della settimana scorsa in vista della trasferta di Bergamo, è tornato a parlare ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, emittente radiofonica ufficiale della società partenopea, tirando le somme di questo anno solare 2015, soffermandosi ovviamente sull'ultima parte di stagione e sul mercato invernale che sta per aprire i battenti.

"2015 fantastico? Tutti gli anni in azzurro hanno significato qualcosa di importante per me. Ricordo che dopo il 3-3 col Cittadella in Serie C le Figaro titolò “Napoli regina d’Europa”. Il mio dovere è rinforzare il Napoli, siamo da sei anni in Europa ma io vorrei restare in Champions qualche volta in più. Purtroppo c'è tanta concorrenza, speriamo di migliorare nonostante questo. In estate in tanti non credevano nelle mie scelte, che invece si sono dimostrate le migliori". 

Risultati che, oltre alla lungimiranza societaria, secondo il presidente sono frutto, anche in parte della partecipazione dei tifosi: "Sono sempre grato ai nostri tifosi, nonostante tutte le difficoltà: lo stadio, ad esempio, la legge è un disastro, proveremo a rimodularlo con altre modalità se il sindaco me ne darà l’opportunità. Gli stadi devono essere ceduti per un simbolico euro alle società di calcio, alle quali poi tocca essere produttive. Il biglietto anche per me costa troppo: non vorrei mai che i tifosi paghino così tanto, ma purtroppo non dipende da me. Si devono creare degli impianti in grado di intrattenere i tifosi per molto più che 90 minuti, dando così l’opportunità di ammortizzarne i costi di manutenzione".

Si passa all'inevitabile domanda sul mercato invernale degli azzurri, condizione necessaria per alimentare le speranze del Napoli di lottare fino in fondo per gli obiettivi prefissatisi: "L'altro giorno mi ero innamorato di un calciatore e mi hanno detto che non ce lo avrebbero dato fino a giugno. E allora ho risposto, prendetelo per giugno. I miei collaboratori mi hanno risposto, 'e l'altro?'. Ho risposto di prenderli entrambi, mica ci fa schifo. Non posso farne i nomi. Giuntoli mi ripete sempre che abbiamo raggiunto un livello così alto che è difficile migliorare la squadra: non conviene acquistare 29enni, ma nemmeno 20enni perchè altrimenti il mister non li impiega. Eppure qualche acquisto dobbiamo pur farlo. Se un grande calcitatore volesse lasciare il suo club per arrivare a Napoli a gennaio ben venga, ma non è semplice. Io vorrei fare due acquisti, se poi ne dovessi fare tre perché ne può servire uno per giugno ancora meglio. La cosa che però non mi piace è che quando si annuncia un acquisto a gennaio per giugno, i tifosi poi in estate non lo considerano". 

De Laurentiis si sposta, successivamente, sul rapporto nato tra Sarri ed Higuain, che però non sorprende affatto il produttore cinematografico: "Sono rapporti che conosco benissimo. Sarri è uno che vive la responsabilità di un lavoro che adora, che per lui è tutto. La sua concentrazione è tale da poter dare il massimo ai calciatori. Ha lavorato perchè il Pipita si trovasse a suo agio anche in un gioco che lo favorisse più degli anni precedenti, gli ha creato quella sintonia per cui è bellissimo vedere questo calciatore andare a ringraziare ed abbracciare il suo allenatore. Lo stesso abbraccio si verificò con Insigne".

Tra le altre cose, queste le qualita che il numero uno azzurro attribuisce al suo mister: "Qualche volta mi risulta che gli allenatori diventano 'fetusi' e vendicativi nei confronti dei calciatori, mentre Sarri lavora con grande umilità e pretende la stessa umiltà dai giocatori verso di lui. Questo ha creato un'uguaglianza di intenti che è fondamentale per raggiungere degli obiettivi, tutti si sentono utili al progetto. All'inizio può esserci stato qualcuno che era meno contento, ma poi i grandi risultati tra campionato ed Europa fanno sì che tutti siano contenti".

Uno degli scontenti, almeno di questa prima parte di stagione potrebbe essere Manolo Gabbiadini, costretto ai box dall'infortunio rimediato contro la Romania con la maglia della Nazionale: "Vedrete che Gabbiadini appena rientrerà nel gioco farà tantissimi gol, lui è un altro ragazzo formidabile, straordinario e fin troppo educato per il mondo del calcio. Può apparire freddo, ma in realtà è sempre concentrato sulla palla, la vorrebbe divorare".