Higuain e le cessioni sull'asse Napoli-Juventus: crono-storia di una tragedia 'partenopea'

Il trasferimento del Pipita alla Vecchia Signora è solo l'ultimo di una lunga serie: da Zoff a Ferrara, senza dimenticare Quagliarella. Ecco quelli più clamorosi.

Higuain e le cessioni sull'asse Napoli-Juventus: crono-storia di una tragedia 'partenopea'
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Il trasferimento di Gonzalo Higuain alla Juventus, per i tifosi napoletani, non sarà facile da digerire. Dare agli acerrimi rivali un attaccante capace di raggiungere uno score di marcature altissimo è sempre una soluzione poco lungimirante, a maggior ragione se l'acquirente si chiama Juventus e se da decenni il bianconero agita un tifoso del Napoli così come un drappo rosso scuote terribilmente un toro. 

Parlare di Higuain alla Juventus era, fino a poco fa, fantamercato, ora invece diventa doloroso stillicidio. Eppure, nel vortice tumultuoso del calciomercato, il Pipita non è di certo il primo giocatore che passa dal Napoli alla Vecchia Signora, con buona pace dei sostenitori partenopei. Sono davvero tanti, infatti, i calciatori lanciati dagli azzurri e diventati veri e propri campioni con la casacca bianconera, confermandosi quali assoluti protagonisti del calcio italiano ed europeo.

A distanza di quasi quarant'anni, proprio a sottolineare la lunga memoria della tifoseria campana, viene definito ancora "core 'ngrato" Josè Altafini, trasferitosi sotto la mole proprio dopo sei anni al san Paolo. Un trasferimento imperdonabile, reso ancora più amaro il 6 aprile 1975, quando proprio un gol di Altafini stese il Napoli di Vinicio che, a causa di tale sconfitta, lasciò lo scudetto ai bianconeri. Diverso discorso, invece, per Dino Zoff, sempre nel cuore dei napoletani nonostante il trasferimento alla Signora nel 1972 e dopo cinque anni di militanza con la casacca azzurra. Motivo dell'addio, il bisogno di milioni da reinvestire.

La questione economica è spesso stata, infatti, il principale motore che ha spinto il Napoli a vendere i propri gioielli agli odiati rivali, soprattutto negli anni immediatamente successivi al successo del periodo aureo di Maradona. Uomo-simbolo di tale tendenza, Ciro Ferrara, che nel 1994 venne ceduto dalla società per, appunto, bisogno di liquidità. Una scelta difficile da ambo le parti, soprattutto se si considera il puro sangue partenopeo di Ciro, nato proprio nel capoluogo campano. Non eccessivamente dolorosi, invece, i trasferimenti di Daniel Fonseca (1997 con parentesi però alla Roma) e Leandro Rinaudo (2010), giocatori di certo non indimenticabili per le loro prestazioni.

Nella sessione estiva del calciomercato datato 2010, però, la già ampia voragine che separava Juve e Napoli si aprì, forse, in maniera definitiva. Motivo di tale scissione, il trasferimento di Fabio Quagliarella, primo vero acquisto dell'era De Laurentis, accolto come un figlio da parte di tifosi e società. Reduce da una stagione poco entusiasmante, 34 partite e sole undici reti, il Fabio di Castellammare decise di cambiare aria finendo proprio alla zebra. La sua esperienza a Torino, iniziata bene, non regalò molte soddisfazioni personali anche a causa di un bruttissimo infortunio che lo vide protagonista il 6 gennaio 2011, quando si ruppe il legamento crociato nella gara contro il Parma

Il trasferimento di Quagliarella scosse e non poco l'opinione sportiva italiana, soprattutto per il rapporto viscerale che legava Fabio a Napoli. Tutto dimenticato però, da ieri, quando le prime insistenti voci su Higuain alla Juventus hanno cominciato a diffondersi. Passino Zoff e Ferrara, si ingoi la pillola amara di Quagliarella, ma Higuain no, nun se po, come si direbbe all'ombra del Vesuvio. Non il Pipita, non l'unico vero top player di una rosa capace di tener testa alla corazzata bianconera per buona parte della scorsa stagione. Eppure i napoletani dovranno farsene una ragione, lasciando il cuore da parte e pensando, magari, a quanto bene si possa fare con 94 milioni di euro, cifra spesa dalla Juventus proprio per assicurarsi le prestazioni del Pipita.