Napoli, alla scoperta della Dinamo Kiev

A distanza di poco più di un anno il Napoli ritorna sul luogo del misfatto, cioè Kiev, città nella quale i partenopei dovettero abbandonare i sogni di approdare alla finale di Europa League. Ora è arriva il momento di riscattarsi. Stavolta però non ci sarà il Dnipro, ma i padroni di casa della Dinamo Kiev.

Napoli, alla scoperta della Dinamo Kiev
Il Napoli riparte da Kiev

L'avventura europea del Napoli in Champions League riparte da Kiev, capitale dell'Ucraina. Una città che non rievoca dolci ricordi ai tifosi partenopei dato che l'ultima apparizione degli azzurri all'"Olympic Stadium" li ha visti uscire sconfitti per 1-0 contro il Dnipro. Era la semifinale di ritorno di Europa League e si ripartiva dall'1-1 del "San Paolo". Per il Napoli si presenta l'occasione di riscattare quel brutto episodio con una prestazione che possa regalare i primi tre punti di questa avventura europea.

Gli azzurri questa volta non saranno chiamati ad affrontare il Dnipro, bensì la Dinamo Kiev, squadra assolutamente organizzata e per questo difficilissima da superare. La formazione della capitale ucraina si presenta ai nastri di partenza come una compagine candidata all'accesso alla prossima fase ad eliminazione diretta della Champions League. Non sarà però facile dato che la Dinamo è stata sorteggiata in un girone molto equilibrato, come quello B, composto da Benfica, Besiktas e dai partenopei, per l'appunto. In realtà i favoriti per il superamento del girone sono logicamente i portoghesi ed i napoletani, ma gli ucraini si candidano al ruolo di outsider e non potrebbe essere altrimenti considerando la qualità della rosa a disposizione di mister Rebrov: proprio il tecnico ucraino è uno dei principali punti di forza della squadra ucraina. Infatti con l'avvento dell'attuale tecnico la Dinamo ha acquisito più compattezza ma nello stesso tempo maggior qualità in fase di possesso. Non a caso sono arrivati negli ultimi 2 anni ben 5 trofei: due titoli nazionali, due Coppe d'Ucraina ed una Supercoppa nazionale.

Il Napoli quindi dovrà prestare molta attenzione soprattutto alla fase di non possesso degli ucraini, infatti la Dinamo è capace di chiudere ogni spazio nella propria metà campo per poi ripartire velocemente in contropiede. L'elemento di spicco, colui che alza il livello tecnico e qualitativo della rosa è ovviamente Yarmolenko, numero 10 ed autentico trascinatore della squadra ucraina. Tutti i palloni passano sempre per i suoi piedi. Sembra quasi scontato dire che la difesa azzurra dovrà preparare per il fantasista ucraino una marcatura ad hoc. Yarmolenko ha la capacità sia di servire assist che andare al tiro, ma la sua imprevedibilità è data dal fatto che, nonostante parta da esterno destro in un 4-2-3-1 i suoi movimenti lo portano a giocare in ogni zona della metà campo offensiva retrocedendo addirittura nella propria trequarti pur di prendersi il pallone e dare inizio alla fase d'impostazione.

La bravura di Yarmolenko infatti è anche quella di capovolgere immediatamente il gioco eseguendo cambi veloci da una fascia all'altra, ma nello stesso tempo sa rendersi imprendibile ricevendo palla tra le linee per poi saltare in dribbling gli avversari e concludere in porta oppure fornire assist ai compagni meglio piazzati. Quindi tutto ruota intorno a lui in fase offensiva, ma il talento ucraino è ben accompagnato dal compagno di reparto, Junior Moraes, capace di finalizzare ogni palla che passi tra i suoi piedi. Il punto di forza della Dinamo però sta soprattutto nei calci piazzati, grazie alla prestanza fisica dei propri giocatori che fa la differenza. Rebrov sta lavorando minuziosamente su questo particolare in vista della sfida di Champions League contro il Napoli.

La Dinamo se è brava nell'attaccare, è quasi perfetta nel difendersi. In sette gare di campionato ha subito appena 6 reti, con una media di neanche un gol a partita. La squadra di Rebrov non è certamente dotata di eccellenti difensori, ma riesce a compensare la mediocrità individuale con la forza del collettivo. La Dinamo attacca e difende in 11, ma ogni formazione ha un suo punto debole e quello della squadra ucraina sta nella fascia destra con Silva e Yarmolenko che in fase di copertura non sono così coordinati ed è proprio lì che il Napoli potrà rendersi maggiormente pericoloso grazie alla qualità di giocatori come Ghoulam, Hamsik e Mertens o Insigne. Gli azzurri se vorranno avere la possibilità di entrare in area di rigore dovranno far circolare la palla velocemente in modo da muovere la difesa avversaria e creare quindi gli spazi tra le linee che possono poi permettere a Gabbiadini o Milik di attaccare la porta avversaria.

La Dinamo difendendo molto bassa impedirà al Napoli di utilizzare un suo grande punto di forza che è la profondità, soprattutto per i tagli alle spalle della difesa di Callejon, il quale si è dimostrato in gran forma grazie ai 4 gol realizzati in tre partite. Inoltre potrà anche sfruttare la miglior condizione fisica derivante dalle sette partite di campionato già disputate, che hanno fruttato 5 vittorie, una sconfitta ed un pareggio, quest'ultimo maturato lo scorso weekend contro lo Shakhtar Donetsk. Grazie a questi risultati la formazione ucraina occupa il 2° posto in classifica alle spalle proprio della squadra di Fonseca

Concludiamo con quella che potrebbe essere la probabile formazione degli ucraini in vista della sfida contro il Napoli:

Dinamo Kiev (4-2-3-1): Shovkovsky; Silva, Vida, Khacheridi, Makarenko; Sydorchuk, Rybalka; Yarmolenko, Buyalsky, Gusev; Junior Moraes.