Napoli, l'ora della svolta: il Besiktas lo batti così

Gli uomini di Sarri, dopo la sconfitta onorevole di Torino, si avvicinano alla prima partita davvero decisiva della stagione.

Napoli, l'ora della svolta: il Besiktas lo batti così
Il gol decisivo di Aboubakar all'andata.

Poco meno di settantadue ore dopo la sconfitta di Torino, arrivata peraltro per mano del grande ex, Gonzalo Higuain, le sensazioni in casa Napoli sono contrastanti. Se da un lato in molti hanno elogiato la prestazione degli azzurri, che, pur privi di un centravanti di ruolo hanno comunque impensierito la retroguardia bianconera, dall'altro il rammarico per non aver portato a casa almeno un punto (che, peraltro, sarebbe stato ampiamente meritato) e, soprattutto, per aver perso a causa di due errori marchiani (entrambi firmati Ghoulam), è ancora molto forte. Il tempo per rimuginare, purtroppo, o forse per fortuna, in questo caso non c'è, in quanto in queste ore gli azzurri sono in Turchia, a Istanbul.

Li aspetta il Besiktas, lanciato in campionato e reduce dall'inaspettata (ed anche fortunosa) vittoria in casa del Napoli lo scorso 19 Ottobre, che ha posto prepotentemente i turchi all'inseguimento dei partenopei, ad un solo punto di distacco (6 per i partenopei, 5 per i turchi). Proprio per questo motivo, una sconfitta ad Istanbul pregiudicherebbe, probabilmente in maniera decisiva, il passaggio del turno, visto e considerato che, dopo la partita in casa contro la Dinamo Kiev, gli azzurri saranno attesi alla trasferta più difficile (almeno sulla carta) dell'intero girone eliminatorio, in Portogallo contro il Benfica. Fondamentale quindi cercare di uscire almeno con un punto dalla caldissima Vodafone Arena. 

I presupposti per fare bene, nonostante la prolungata assenza di Milik e le quattro sconfitte nelle ultime sei partite giocate, ci sono eccome. In primis perchè la squadra, eccezion fatta per la sconfitta di Bergamo, arrivata peraltro contro una squadra (l'Atalanta di mister Gasperini) che da lì in poi ha inanellato un successo dopo l'altro, ha comunque fornito prestazioni di buon livello contro Roma, Juventus e lo stesso Besiktas, ed il più delle volte è stata punita da errori madornali dei singoli interpreti (Koulibaly contro i giallorossi, Ghoulam contro la Juventus, Jorginho e Reina contro il Besiktas). Quello che soprattutto fa ben sperare i tifosi è proprio il match d'andata, perso per 3-2 dagli uomini di Sarri al termine di un incontro pazzo, in cui gli azzurri si sono trovati a rincorrere per due volte i turchi, salvo poi capitolare per un gol (in fuorigioco, a testimonianza di quanto detto prima) nei minuti finali, dopo aver fallito un rigore con Insigne, divorato un altro paio di occasioni con Mertens e compagnia, subendo i tre gol nelle uniche tre azioni offensive della squadra ospite. 

Sfortuna e disattenzioni clamorose hanno contribuito sicuramente a gettare il Napoli in una mini-crisi senza precedenti nell'era Sarri (eccezion fatta per il periodo iniziale del mandato del tecnico toscano), ma sarebbe sicuramente sbagliato additare alla sola malasorte l'esito negativo di molti degli ultimi incontri. Il Napoli non si è ancora saputo reinventare del tutto dall'infortunio di Milik e gli avversari stanno sfruttando in maniera cinica le aperture nella guardia azzurra, stordita come un pugile dopo una grossa batosta. Ma il ko non è ancora arrivato e gli uomini di Sarri sono pronti, come dopo il classico tiemout tecnico alla fine di ogni ripresa, a rispondere al fuoco con il fuoco. La squadra è viva, rabbiosa, bramosa di riscatto. E, dopo le due giornate di squalifica, ritroverà Manolo Gabbiadini, chiamato ad una prestazione di buon livello soprattutto dal punto di vista della personalità e della voglia. La doppia sfida contro i turchi e contro la Lazio, sabato al S.Paolo, sarà per l'attaccante di Calcinate un banco di prova fondamentale nel prosieguo della sua carriera all'ombra del Vesuvio.

Il Besiktas visto al San Paolo è una squadra compatta, con buone individualità offensive (Quaresma ed Adriano su tutte), ma sicuramente vulnerabile, con un centrocampo molto muscolare ma poco tenico, e, per questo motivo, attaccabile facilmente con scambi nello stretto ed inserimenti. Anche il reparto difensivo ha manifestato più di qualche crepa, con i centrali sempre molto bassi e gli esterni difensivi spesso troppo schiacciati nella zona centrale del campo. Inserimenti, ampiezza, velocità di palleggio: queste le armi necessarie per scardinare la difesa turca. Armi di cui la squadra azzurra dispone eccome. Sicuramente l'ambiente darà una grossa mano ai padroni di casa, molto più solidi, quasi impenetrabili, nella mura domestiche. E le ultime uscite degli azzurri testimoniano come, in un periodo negativo, qualsiasi cosa possa andare storta, lo fa. La partita sarà sicuramente difficile, tatticamente ed emotivamente, ma stavolta, per la prima volta in stagione, non si può sbagliare. Le carte in regola per fare bene ci sono, ed anzi, probabilmente anche un Napoli non al meglio della condizione potrebbe bastare per passare in Turchia.

Quel che è certo è che non è più tempo di sbagliare e, soprattuto, non è più tempo di concedere regali agli avversari. Molto della stagione del Napoli si decide stasera: la chiamata alle armi (sportivamente, s'intende) è di quelle importanti.