Napoli-Juve, l'analisi tattica prepartita

Sarri ed Allegri si sfidano 2 volte in 4 giorni e con loro si sfidano due filosofie di calcio diametralmente opposte.

Napoli-Juve, l'analisi tattica prepartita
Diawara e Dybala in azione nell'ultimo confronto fra le due squadre.

Riparte col botto la Serie A dopo la sosta di campionato dovuta agli impegni delle varie nazionali in giro per il mondo. E, soprattutto, dopo le polemiche per il caso-Barzagli, "scappato" anticipatamente dal ritiro della nazionale per apparenti problemi familiari, ed altri micro-casi legati alle squalifiche di Pjanic ed Higuain, secondo alcuni ordite a tavolino per anticipare il rientro degli uomini più importanti in casa Juventus. Ad ogni modo, a partire da sabato a parlare sarà di nuovo, e come sempre del resto, il campo.

La Juventus di Massimiliano Allegri arriva al big match del San Paolo con diversi dubbi di natura tattica. L'indisponibilità di Marco Pjaca, seppur dolorosa da un punto di vista emotivo, non dovrebbe essere troppo pesante, mentre potrebbe essere più pesante un'eventuale forfait di Mario Mandzukic, alle prese con un'infiammazione al ginocchio che potrebbe comprometterne l'utilizzo quantomeno nella gara di campionato. Senza il croato a disposizione, Allegri potrebbe decidere di rinunciare al 4-2-3-1, con il quale la Juventus sta ottenendo ottimi risultati, e tornare al vecchio 3-5-2 con la solita BBC a fare da guardia a Gianluigi Buffon, Khedira-Marchisio-Pjanic trittico di centrocampo con Lichtsteiner e Alex Sandro sulle fasce e la coppia offensiva composta da Paulo Dybala ed il super-ex Gonzalo Higuain.

Tale schieramento consentirebbe ai bianconeri di avere un maggiore controllo della zona nevralgica del campo grazie alla maggiore fisicità ed esperienza degli interpreti, mentre un passaggio al 4-2-3-1 inserendo Cuadrado ed Asamoah per Barzagli e Marchisio comporterebbe un maggiore peso offensivo a discapito di una minore solidità in fase difensiva. Contro il Napoli, al S.Paolo, Allegri sembra comunque orientato a scegliere la prima alternativa, bloccando le fonti di gioco partenopee con la pressione di Dybala e Pjanic sul portatore di palla azzurro, che sia Albiol o Jorginho/Diawara, e contemporaneamente limitando le fasce grazie alla difesa a 3 e l'inserimento dei due esterni a tutto campo, per poi affidarsi all'estro ed il cinismo dei suoi interpreti durante la proiezione offensiva, chiave che ha già scardinato per due volte il fortino partenopeo, sia nella gara di campionato che nell'andata della semifinale di Coppa Italia.

Altro aspetto importante potrebbe essere quello dei movimenti ad uscire di Paulo Dybala, che ama particolarmente giocare negli half spaces che si creano nella trequarti sinistra della difesa avversaria, zona presidiata da Hamsik e Ghoulam nella maggior parte dei casi e quindi più che soggetta ad eventuali incursioni ed iniziative avversarie. Stessa cosa dicasi di Sami Khedira, maestro in fase di interdizione e di inserimento alle spalle dei centrocampisti avversari. Da non dimenticare, infine, la pericolosità degli Juventini da azioni di calcio d'angolo (quante brutte memorie per gli azzurri) e, più in generale, da calcio da fermo, con Dybala e Pjanic specialisti sia nel cross sia nel centrare la porta, e Bonucci, Chiellini ed Higuain pronti a colpire in qualsiasi momento (vedi precedenti di quest'anno). 

In casa Napoli i dubbi per Maurizio Sarri riguardano, come al solito, la mediana, con cinque centrocampisti in lizza per i due posti rimanenti al fianco dell'unico inamovibile: Marek Hamsik, chiave tattica fondamentale del centrocampo azzurro per la sua intelligenza tattica e per la qualità delle giocate, desideroso di dimostrare che anche in queste partite può e riesce a fare la differenza, magari trovando il colpo decisivo con un inserimento alle spalle del centrocampo bianconero (Pjanic potrebbe avere qualche difficoltà a tal proposito) o con uno dei suoi filtranti a tagliare il campo, destinatario Dries Mertens. A spuntarla, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbero essere Diawara ed Allan, il primo preferito a Jorginho per la sua maggiore capacità di coprire il campo qualora il Napoli non riuscisse a giocare racchiuso in 40 metri (e contro una squadra come la Juventus è un'eventualità piuttosto plausibile), ed il secondo per la maggiore copertura garantita ad un Hysai apparso leggermente fuori condizione nelle ultime uscite, anche se Rog e Zielinski scalpitano dopo aver fornito ottime prestazioni nelle uscite settimanali con le rispettive nazionali (soprattutto il secondo).

L'altro tarlo per Maurizio Sarri è rappresentato dalle condizioni di Pepe Reina, tornato anticipatamente dal ritiro della Spagna per un affaticamento muscolare che sembra non voler abbandonare il portiere ex-Liverpool, che oggi si è allenato a parte con Tonelli. Sepe e Rafael sarebbero comunque pronti a sostituirlo, ma tutto l'ambiente spera di recuperare Pepe in tempo per le doppia sfida. In difesa ci sarà il solito quartetto della scorsa stagione, chiamato a riscattare le recenti prestazioni, non particolarmente brillanti. Koulibaly riprenderà il suo posto al fianco di Raul Albiol dopo aver riposato ed Empoli per evitare la squalifica, essendo in diffida, ed i due avranno il compito di gestire un Gonzalo Higuain lievemente in calo nelle ultime uscite ma letale quest'anno contro gli azzurri, con 2 gol in altrettante partite. A Ghoulam, come detto, il compito di limitare Dybala nella sua zona di campo preferita, mentre Hysaj troverà dalla sua parte un cliente ostico come A.Sandro, a cui potrebbe aggiungersi Cuadrado o Mandzukic in caso di recupero in extremis.

In attacco confermatissimi il trittico Insigne-Mertens-Callejon, a cui verrà richiesta una prestazione decisamente fuori dal comune per poter abbattere la muraglia bianconera. Callejon ha già dimostrato di poter fare molto male ai bianconeri, indipendentemente dallo schieramento a 3 o a 4, in quanto nè Alex Sandro nè Chiellini sembrano poterne seguire gli inserimenti per tutti i 90 minuti. Ad Insigne il compito di innescare lui e gli altri suoi compagni e, perchè no, sfruttare il momento magico per fare ancora male alla Vecchia Signora. A Dries Mertens ancora una volta verrà assegnato il ruolo di centravanti di movimento, cercando di divorare gli spazi che i tagli di Callejon e l'accentramento di Insigne (sempre più a suo agio nel ruolo di falso trequartista) creano con continuità nelle difese avversarie. La fisicità di Bonucci e Barzagli potrebbe sicuramente mettere in difficoltà il folletto belga, il cui compito sarà quello di stazionare lontano dall'area di rigore ed inserirsi ferocemente in una frazione di secondo sulla palla in verticale dei compagni. Milik e Pavoletti, nel frattempo, continuano a scalpitare e potrebbero dire la loro in una partita dopo la fisicità potrebbe rivelarsi importante, soprattutto nell'ultima mezz'ora.

L'attesa è quasi terminata, Napoli e Juventus scaldano i motori per ripartire velocemente dopo la sosta: lo Scudetto e la Champions sono in ballo e non è più il momento di perdere terreno. E' l'ora dei sorpassi.