Il mio peggior nemico

Uno dei match più attesi della seconda giornata di campionato è quello che vede contrapposti Napoli ed Atalanta. Sarri si ritroverà quindi faccia a faccia con Gasperini, l'unico allenatore capace di batterlo due volte la scorsa stagione.

Ad ogni eroe corrisponde una nemesi, un malvagio da sconfiggere per riportare la pace e la serenità nel mondo circostante. E' una storia vecchia, ben più antica del calcio e di qualsiasi sport, ma è una storia che ciclicamente si ripropone e che viene utilizzata spesso per caricare di phatos, in maniera drammatica, le sfide che il mondo sportivo ci propone. 

Il paladino del Napoli, vittorioso nelle prime tre uscite stagionali ed approdato per il secondo anno consecutivo alla fase e gironi della Champions League, non può che essere Maurizio Sarri, anima della squadra, persona e personaggio, idolo dei tifosi che sempre più spesso ne tessono le lodi e ne elevano immaginificamente le gesta. Lo sfidante, il terribile mostro da sconfiggere, sarà, nella seconda di giornata di campionato in programma domenica alle 20:45 allo stadio San Paolo (esordio in campionato casalingo degli azzurri), quel Gian Piero Gasperini che lo scorso anno, in entrambe le occasioni in cui le due squadre si sono scontrate, è riuscito a portare a casa l'intera posta in palio. Sei punti contro il Napoli per l'Atalanta, unica squadra a riuscirci (fatta eccezione per la doppia sconfitta contro il Real Madrid) nel corso dell'intera stagione 2016/2017, raccolti in maniera decisa e con due vittorie nette, quasi senza soffrire. Un dato che non può assolutamente essere trascurato se si vuole analizzare preliminarmente l'incontro. 

Il sistema di gioco di Gasperini si è dimostrato essere quello più difficile da leggere per Sarri, con il suo sistema di marcature sistematiche e scalate successive, asfissiante ed opprimente, dispendioso per i nerazzurri ma tremendamente efficace, visto che l'Atalanta, se si escludono i 7 gol incassati nella debacle di San Siro contro l'Inter, nelle ultime 30 partite di campionato è stata inferiore, in termini di gol subiti, alla sola Juventus, allo steso livello di squadre come Roma e Napoli, che a fine campionato potevano contare oltre 10 punti in più rispetto ai bergamaschi. Come detto, tale sistema è molto dispendioso dal punto di vista fisico e, soprattutto, richiede una buona quantità di tempo per poter essere assimilato da tutti i suoi interpreti, motivo per il quale lo scorso anno l'Atalanta (al netto di alcune sostituzioni effettuate da Gasperini nell'11 titolare) ha fatto tantissima fatica nelle prime giornate a trovare continuità. Quest'estate Gasperini ha visto andare via Conti e Kessie, fondamentali per dare ampiezza e sbocchi offensivi di gran qualità, e la sensazione è che ci sia bisogno di ancora un po' di tempo affinchè i nuovi si inseriscano. Soprattutto sul duo Hateboer-Castagne, destinato ad un continuo ballottaggio nel corso della stagione,  chiamati a sostituire Conti, peseranno molte delle aspettative del tecnico ex Genoa. 

Lo spartito della gara sarà presumibilmente quello già visto nella gara al San Paolo di fine Febbraio, con l'Atalanta che cercherà di soffocare la manovra azzurra sin dalla primissima uscita del pallone, bloccando il triangolo di costruzione principale della squadra di Sarri, formato da Jorginho, Koulibaly ed Albiol. Grandissima attenzione sarà destinata anche ad Insigne e Callejon, con Masiello e Toloi pronti a far sentire i tacchetti sulle caviglie degli avversari. A Caldara, se dovesse recuperare dall'infortunio che lo ha tenuto fuori alla prima stagionale, il compito di prendersi cura di Mertens. Gli accoppiamenti saranno, come detto, sistematici e studiati a tavolino, ed ognuno dei 10 calciatori di movimento bergamaschi si prenderà cura di un giocatore del Napoli (con un "piano di riserva" già pronto nel caso in cui uno o più giocatori azzurri riuscissero ad eludere il sistema). 

La buona notizia per il Napoli, fermo a quota zero reti segnate nei 180 minuti dello scorso campionato, è che, trovandoci ancora in alta stagione, sarà difficile vedere un'Atalanta arcigna ed invalicabile per tutti i 90 minuti: la condizione fisica non è ancora al top e nel secondo tempo è molto probabile che si assista ad un calo dell'intensità, soprattutto a centrocampo, dove Freuler e Cristante, accompagnati da Kurtic in fase di non possesso, non sembrano essere ancora al top dal punto di vista fisico. Il Napoli, dal suo canto, ha iniziato la preparazione una settimana prima rispetto a molte compagini della Serie A per farsi trovare più avanti in termini di condizione atletica intorno alla metà di Agosto, causa preliminari di Champions. E' quindi molto probabile che gli azzurri avranno una marcia in più, sul piano della corsa e della resistenza, rispetto agli avversari, dettaglio che potrebbe fare la differenza in maniera notevole per tutto quello che si è detto.

In definitiva, sebbene l'Atalanta sia sulla carta uno dei peggiori avversari possibili per il Napoli di Sarri, la mancanza di alcune pedine chiave e il momento della stagione in cui le due sfidanti si incontrano sembrerebbe far pendere l'ago della bilancia dalla parte del Napoli, brillantissimo nelle prime uscite stagionali ed osannato da critica ed avversari. Il calcio, per fortuna, si gioca e si giocherà sempre e solo sul campo, e quindi, se si vogliono risposte definitive in merito a questa sfida, basterà mettersi comodi sul divano (o allo stadio), nell'ultima domenica d'Agosto, e godersi lo spettacolo: Sarri contro Gasperini, atto terzo.