Parma, la squadra lancia un appello

I giocatori puntano a ridurre il debito sportivo, in attesa della sesta asta fallimentare.

Parma, la squadra lancia un appello
Parma, la squadra lancia un appello

Un'asta ulteriore, la sesta, in programma il 9 giugno, per evitare il fallimento, per scongiurare scenari negativi. A Parma regna l'incertezza, al momento nessun reale interesse verso la società ducale. Non è tanto l'esborso economico a incutere timore, ad allontanare facoltosi imprenditori - 4,5 milioni la cifra richiesta alla prossima chiamata - quanto il debito sportivo da saldare, da accollarsi in caso di acquisto. 

Difficile identificare con chiarezza l'ammontare del debito, di certo, rispetto alla fase iniziale, la cifra è più che dimezzata, grazie all'operato dei calciatori e dei curatori fallimentari. La buona volontà, da sola, non basta, per salvare il club, ecco allora giungere dal Capitano un'ulteriore richiesta d'aiuto. Non tutti i giocatori hanno infatti rinunciato ai crediti maturati. Lucarelli guida la pattuglia pro Parma e chiama in causa i compagni del fronte opposto. Solo con un secondo taglio importante al debito, in casa ducale, si può sognare la permanenza in B, altrimenti l'orizzonte porta direttamente tra i Dilettanti, con conseguente ridimensionamento. 

"La cosa più importante è definire con chiarezza l'ammontare del debito sportivo. Una volta sistemato questo punto, sono sicuro che ci sarà l’occasione di trovare un acquirente. So che ci sono delle trattative in corso con alcuni calciatori che hanno vestito la maglia gialloblù e che non intendono ridurre le proprie richieste. Spero giungano a una conclusione positiva e capiscano che, nel caso in cui non si riescano a raggiungere determinate cifre (il più vicino possibile ai 20 milioni di euro come debito, ndr), anche loro perderanno tutti i soldi".

IL COMUNICATO DELLA SQUADRA — "Alla luce dell’asta andata nuovamente deserta e della decisione del Giudice di fissare un’ultima asta il 9 giugno, esprimiamo, come giocatori del Parma Fc, tutto il nostro rammarico per essere arrivati fino ad oggi senza che la continuità della società sia stata ancora garantita. Il debito sportivo è ancora troppo alto e siamo consapevoli che i sacrifici che abbiamo fatto non siano sufficienti. Ringraziamo i colleghi che ci hanno seguito, mentre siamo molto dispiaciuti per tutti gli altri che, al contrario, ancora non hanno voluto collaborare. Serve che tutti seguano il nostro esempio e si allineino alla stessa rinuncia fatta dalla squadra. Detto che ognuno di noi avrebbe diritto di non rinunciare a nulla di ciò che gli spetta, sia che si tratti di tanto o di poco, non c’è alternativa se si vuole dare una speranza di sopravvivere a questa società. Il futuro del Parma F.c., delle persone che ci lavorano e di chi lo ama davvero è, anche e soprattutto, nelle mani di tutti noi. Il tempo stringe, non bastano le parole, servono i fatti. Da parte di tutti".